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domenica 27 luglio 2014

Caro Ministro Lupi, ti scrivo...

di PAOLO BALDESCHI  da Eddyburg.it 27 Luglio 2014

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Caro Ministro Lupi, sollecitato dal suo invito a partecipare a una consultazione pubblica nel sito del Ministero da lei presieduto, mi permetto di esprimere il mio pensiero 

Caro Ministro Lupi,

sollecitato dall'i
nvito a partecipare a una futura consultazione pubblica sul suo disegno di legge "Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazione urbana", mi permetto, in anteprima, di esprimere il mio pensiero. Dopo avere letto, con una certa condivisione, nel primo articolo che "il governo del territorio consiste nella conformazione, nel controllo e nella ge­stione del territorio, quale bene comune di carattere unitario e indivisibile", sono stato insospettito dal fatto che lo stesso articolo recita che "le politiche del «governo del territorio» garantiscono la graduazione degli interessi in base ai quali possono essere regolati gli assetti ottimali del territorio e gli usi ammissibili degli immobili."

Di quali interessi si tratta? Il testo del disegno di legge lo chiarisce oltre ogni ragionevole dubbio: sono gli interessi dei proprietari immobiliari che devono essere tutelati, sostenuti e promossi dagli enti locali, che - volenti o nolenti - devono assecondarli con accordi fuori o dentro gli strumenti urbanistici. Di più: al di là delle petizioni di principio, appare con tutta evidenza che il disegno di legge considera il territorio come supporto neutro e indifferenziato per l'attività edilizia; di fatto, l'articolato non si occupa di paesaggio, ambiente, territorio, intesi come patrimonio della collettività ma di quanta volumetria vi si possa spalmare, in forma di espansione urbana (soprattutto) o di "rinnovo urbano", quest'ultimo usato come un grimaldello per aggiungere metri cubi a metri cubi. Che questa sia la finalità del legislatore Lupi, che non vorrei avesse come modelli culturali di riferimento le imprese dei vari Ligresti, Zunino e simili gentiluomini operanti nella sua Milano, è chiarito già al comma 4 dello stesso primo articolo su "oggetto e finalità della legge: "Ai proprietari degli immobili è riconosciuto, nei procedimenti di pianificazione, il diritto di iniziativa e di partecipazione, anche al fine di garantire il valore della proprietà".

Questo è il primo obiettivo della Legge; il secondo, complementare, è di sottoporre alla regia e ai voleri dello Stato (leggi: Governo) le eventuali Regioni che andassero contro corrente o reclamassero l'esclusività delle competenze in materia di pianificazione urbanistica; la legge introduce, infatti, un misterioso strumento di promulgazione statale, la Direttiva Quadro Territoriale (DQT), che "garantisce l’espressione della domanda pubblica di trasformazione territoriale che la pianificazione paesaggistica deve contemplare" Sì, avete capito bene: la DQT garantisce che la "domanda pubblica di trasformazione territoriale" (cioè alta velocità, grandi opere, e perché no, tutte le operazioni private battezzate in qualche modo di interesse pubblico) non sia ostacolata da fastidiosi intralci, come, ad esempio, i piani paesaggistici: con un rovesciamento dei valori e delle finalità sanciti nella Costituzione vigente che, non a caso, il duo Renzi-Berlusconi vuole stravolgere in senso autoritario.

E via via nell'articolato della legge è un crescendo di disposizioni dove l'urbanistica è intesa come contrattazione dei metri cubi con l'iniziativa privata: "La legge regionale determina per ogni ambito territoriale unitario ... i limiti di riferimento di densità edilizia" (art. 6). "Nell’ambito della formazione del piano operativo, i privati possono presentare proposte per operazioni di trasformazione urbanistica.... Le proposte, corredate da progetti di fattibilità, si intendono come preliminari di piani urbanistici attuativi" (art. 7). "La disciplina della conformazione della proprietà privata... rispetta il principio di indif­ferenza delle posizioni proprietarie". "Le operazioni di rinnovo urbano possono essere realizzate anche in assenza di pianificazione operativa o in difformità dalla stessa, previo accordo urbanistico tra Comune e privati interessati dalle operazioni" (art. 16). Fa da corollario l'abolizione degli standard di legge del DM 1444 del 1968, evidentemente per ridurne la quantità minima obbligatoria, dato che nessuno ne impedisce una dotazione più generosa.

Il tutto in un testo che in non poche parti appare confuso e contraddittorio, ma da cui scompare non solo il governo del territorio "in tutte le sue componenti, culturali, ambientali, naturali, paesaggi­stiche, urbane, infrastrutturali" (art. 1), ma scompare anche la stessa urbanistica; l'evidente paradosso è che una legge che vorrebbe essere di modernizzazione non solo è culturalmente più arretrata della storica legge 1150 del 1942, ma sembra un tragicomico ritorno agli anni '50 e '60. E' cieca e sorda al fatto che "lo sviluppo" e la "competizione urbana" in Europa, nel 2014, si gioca sulla valorizzazione dell'ambiente, del paesaggio, della qualità della vita, sul risparmio di suolo (per incentivare il quale la legge - udite udite - propone di diminuire gli oneri di urbanizzazione a chi costruisce con maggiori densità). 

Nella legge del Ministro Lupi i veri protagonisti sono i diritti edificatori creati artificiosamente attraverso i principi di indifferenza, perequazione, compensazione e premialità (gli enti pubblici possono attribuire agli attori della riqualificazione urbana ulteriori metri cubi). Diritti edificatori che volteggiano sul territorio per atterrare dove proprietari e Comuni si mettano d'accordo. Un ulteriore corollario: gli enti locali dovranno adeguare i loro strumenti urbanistici, in sostanza rifarli ex novo, sulla base di una disciplina paesaggistica e alla nuova legge fra loro conflittuali nella sostanza e incompatibili da un punto di vista giuridico.

Mi permetto, in conclusione, di dare un consiglio al Ministro Lupi. Getti il suo disegno di legge nel cestino della carta straccia. Si ispiri a delle buone leggi regionali di vero "governo del territorio", ad esempio al disegno della nuova legge toscana. Sostituisca o integri il team che ha formulato la Legge, composto quasi esclusivamente di avvocati e di esperti di diritto con qualche vero urbanista, oltre al buon Franceso Karrer, in questi giorni da lei nominato Commissario dell'Autorità portuale di Napoli. E per gli amici di eddyburg un invito: partecipate numerosi alla consultazione promossa dal Ministro. Sperando che qualcuno nel governo si ravveda: il governo del territorio non è cosa che riguardi solo il Ministro delle Infrastrutture. Rifiutare la legge Lupi - più ancora che l'articolato  principio che lo ispira, la sacralizzazione di un diritto edificatorio ubiquitario - non è di "sinistra" o di ispirazione ambientalista, ma solo mossa di buon senso: vale a dire essere consapevoli che garantire e cristallizzare la rendita immobiliare e pensare all'edilizia come propellente dell'economia è quanto meno di moderno e intelligente si possa fare in un paese dove (dati ISPRA 2013) si consumano annualmente quasi 22.000 chilometri quadrati di suolo. Ma evidentemente per Lupi e Co questo non è ancora sufficiente.

Riferimenti
Si veda su eddyburgRiforma urbanistica: una proposta preoccupante di Mauro Baioni

lunedì 23 giugno 2014

Aer Impianti, dopo le polemiche, pubblica i bilanci. M5S e Rifondazione: "Sorpresa, serve ricapitalizzazione dei soci. I Comuni si devono opporre: basta sperperi"

Dopo le polemiche sulla trasparenza, Aer Impianti pubblica i bilanci e attiva il sito internet. E dal bilancio consuntivo 2013 emerge la necessità di una ricapitalizzazione per far fronte alla mancanza di liquidità. Dura presa di posizione del Movimento 5 Stelle e di Rifonfazione: "Basta sprechi. No alla ricapitalizzazione: la società venga liquidata". Il Collegio Sindacale: "Situazione delicata". Presentate interrogazioni e interpellanze urgenti a Figline e Incisa, Reggello e Rignano.
Aer Impianti, dopo le polemiche, pubblica i bilanci. M5S e Rifondazione: "Sorpresa, serve ricapitalizzazione dei soci. I Comuni si devono opporre: basta sperperi"
"No alla ricapitalizzazione". Questo l'appello lanciato dal Movimento 5 Stelle e da Rifondazione Comunista che in questi giorni hanno visionato i bilanci di Aer Impianti. Nei giorni scorsi era scoppiata la polemica per la mancanza di trasparenza da parte della società mista, "sorella minore" di Aer, il cui sito internet era fuori uso. Adesso la pagina web è stata aggiornata con i bilanci e gli incarichi. E c'è una novità.

Dal consuntivo 2013 di Aer Impianti, e dai documenti allegati, emerge la necessità di una ricapitalizzazione da parte dei soci, quindi anche dei Comuni del Valdarno e della Valdisieve. "Il 24 giugno 2014 – sottolineano il Movimento 5 Stelle e Rifondazione - avrà luogo l'Assemblea dei soci AER impianti Srl per formalizzare le dimissioni del Cda e per individuare un probabile amministratore unico per liquidare la fallimentare  società di scopo guidata da un ex amministratore del Pd, che si è vista sfumare l'affaire sulla costruzione del megainceneritore a Selvapiana – Rufina".

"La società – che si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di termovalorizzazione, discariche e impianti energie rinnovabili nata nel 2009 – arriva in affanno a questo appuntamento, con una serie impressionante di pessime performance gestionali, con complicatissimi e poco chiari assetti  dei vertici aziendali e con uno strutturato sbilancio economico mai chiarito ai vari Consigli Comunali.  Inoltre, nell'abbandonare la nave che "affonda" come sappiamo, il Cda ha presentato un discutibile  ricorso al TAR nei confronti di ATO Toscana Centro, della Regione Toscana  e Provincia di Firenze".


"Ma l'appuntamento del 24 giugno nasconde anche una pericolosissima insidia, appresa in queste ore, dopo che AER Impianti è stata obbligata dalle nostre proteste a ripristinare il proprio sito, rappresentata da una richiesta dell'ex Presidente del Cda a tutti i soci e contenuta nella relazione di bilancio consistente nella revisione dell'Accordo d'investimento e Pattuizioni Parasociali e in una inaccettabile richiesta di aumento del capitale sociale" sottolineano i gruppi consiliari di Figline e Incisa, Reggello e Rignano dei due schieramenti in una nota congiunta.

"A tal proposito – si legge nella nota - i gruppi consiliari del M5 Stelle di Figline e Incisa (Lorenzo Naimi e Piero Caramello)  Reggello (Antonio Ortolani, Saverio Galardi) , di Rifondazione Comunista di Reggello  (Andrea Calò) di Rignano sull'Arno (Federica Frondizzi)  nel ribadire la più netta contrarietà ad una ricapitalizzazione di una costosa e inutile società di scopo hanno presentato interrogazioni ed interpellanze urgenti nei rispettivi comuni chiedendo ai primi cittadini di  chiarire il motivo della revisione di accordi e patti, di relazionare sulla gestione e sui risultati conseguiti, sull'entità  dei gravi  sbilanci economici, il motivo per il quale viene richiesto un aumento del capitale sociale entro il mese di ottobre 2014, palesata  l'impossibilità, dato il piano di ambito Ato Toscana Centro, di realizzare il mega inceneritore e del buco finanziario".

Certo è che la società versa in una situazione non tranquilla, come sottolinea il Collegio Sindacale che nella relazione allegata al bilancio specifica: "Il collegio esaminando le dinamiche di bilancio invita a valutare attentamente le necessità finanziarie e di ricapitalizzazione della società. La situazione finanziaria risulta ancora più delicata rispetto al precedente esercizio in considerazione anche dei rilevanti fatti avvenuti successivamente al 31 dicembre 2013".


FONTE ARTTICOLO:  http://valdarnopost.it/news/aer 

venerdì 15 febbraio 2013

Ricorso avverso il progetto turistico edilizio nella Tenuta di Rimigliano

Febbraio 15, 2013

Toscana, spiaggia e macchia mediterranea 
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato uno specifico ricorso (14 febbraio 2013) avverso le prime istanze di permesso di costruire le prime otto residenze mediante ristrutturazione e modifiche del Podere Le Chiusacce, facente parte della Tenuta di Rimigliano e dell’ampio unico progetto immobiliare della Rimigliano s.r.l. rientrante nella variante urbanistica che interessa la storica Tenuta di Rimigliano, (“variante al regolamento urbanistico per il sottosistema della pianura costiera – Tenuta di Rimigliano”) in un contesto ambientale-paesaggistico di rara suggestione, in Comune di San Vincenzo (LI).

mercoledì 23 gennaio 2013

Dossier Tav. Ecco perchè non potevano non sapere. I numeri e le parole di uno scandalo annunciato

Newsletter Speciale perUnaltracittà
Dossier Tav a Firenze. Ecco perché non potevano non sapere.
I numeri e le parole di uno scandalo annunciato


Newsletter 2/2013 del 23 gennaio 2013www.perunaltracitta.org | www.facebook.com/paginadiOrnellaDeZordo
info@perunaltracitta.org | @perunaltracitta @ornelladezordo

Cari/e amici/e,
abbiamo cominciato a occuparci del tunnel Tav sotto Firenze e della annessa stazione sotterranea a partire dal 2005 e da allora molte sono state le considerazioni critiche rivolte a un progetto già allora vecchio, impattante e dispendiosissimo (di fondi pubblici). Nel corso degli anni le cose sono peggiorate ma i nostri approfondimenti sono aumentati anche grazie agli esperti indipendenti e agli attivisti del Comitato No Tunnel Tav di Firenze con cui abbiamo costantemente lavorato.
Oggi, alla luce di quanto sta facendo emergere l'indagine della Magistratura che conferma i nostri dubbi e sostanzia le nostre obiezioni, sentiamo i vertici dei governi locali esprimere la loro sorpresa e affermare di aver fato il loro dovere. Davvero hanno fatto i dovuti controlli? Davvero non immaginavano che qualcosa non andava? Eppure c'era chi i dubbi li aveva sollevati e le domande le aveva rivolte. A parziale riprova di questo vi presentiamo le uscite che, solo negli ultimi 3 anni, cioè nel corso della gestione Renzi, la lista di cittadinanza perUnaltracittà ha fatto in Consiglio comunale. Qualche dubbio avrebbero dovuto averlo! Qualche approfondimento avrebbero dovuto farlo!
Vi invitiamo infine a partecipare al presidio per chiedere il blocco del progetto organizzato dal Comitato per domani, giovedì 24 gennaio, dalle 17 alle 19, sotto le sedi di Regione, Provincia e Prefettura in via Cavour a Firenze.
Buona lettura,

Ornella

martedì 22 gennaio 2013

Il Comitato NO TUNNEL TAV dà fiato alla bocca e denuncia l'inizio del rimpallo di responsabilità

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 22 gennaio 2013

TAV
Controlli e Comune

Il Comitato dà fiato alla bocca e denuncia l'inizio del rimpallo di responsabilità


Con un certo sconcerto i membri del Comitato No Tunnel TAV hanno accolto le dichiarazioni del sindaco di Firenze Matteo Renzi che rivendica, per l'istituzione di cui è a capo, di aver fatto tutto quanto doveva. Pare si cominci ad assistere al solito rimpallo di colpe con dei bambini trovati con le dita sporche di marmellata. Siamo comprensivi e riconosciamo che i nervi sono a fior di pelle, ma sotto gli occhi del Sindaco e della sua amministrazione abbiamo avuto, tra l'altro, traffico di rifiuti e gravi rischi per l'incolumità dei ragazzi di una scuola.
Ci stupiscono anche certe dichiarazioni di Renzi: "Di tutte le considerazioni fatte in questi anni dai No Tav non si rintraccia nulla nelle carte dell'inchiesta". Non si riesce a capire dove sia vissuto fin'ora il nostro Sindaco, forse troppo impegnato nelle primarie appena passate, ma le denunce di associazioni come Idra, di un paio di consiglieri o anche di questo Comitato paiono non essere esistite. Eppure basterebbe andare nei rispettivi siti per vedere la mole di materiale prodotto.
Ricordiamo solo una cosa che è tornata agli onori della cronaca oggi: il fatto che a scavare i tunnel sarebbe stata una sola fresa invece di due. I tecnici che collaborano col Comitato fecero rilevare che non si sarebbe trattato solo di un risparmio per le imprese esecutrici in contrasto con i contratti firmati, ma che l'uso accoppiato di due di queste macchine avrebbe ridotto le subsidenze in superficie, cioè i cedimenti del terreno sul quale è costruita la città; insomma ridurre le due frese ad una sola avrebbe aumentato i rischi per tutto il patrimonio abitativo e monumentale interessato dai lavori.
Queste osservazioni furono portate a conoscenza anche dell'Osservatorio Ambientale - allora esistente - il cui presidente era l'ingegner Giacomo Parenti, strettissimo collaboratore di Renzi e dirigente del Comune.
Ma si sa, quelli dei comitati danno fiato alla bocca...

Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948

giovedì 10 gennaio 2013

ASSOCIAZIONE VALDISIEVE - Piano rifiuti Lazio bocciato dal Tar: "Regione ha violato direttive Ue"


Accolto il ricorso proposto dai Verdi. Esulta il presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani: "Tutto da rifare"

Piano rifiuti Lazio bocciato dal Tar. "Regione ha violato direttive Ue"
Il Tar del Lazio, accogliendo un ricorso proposto dai Verdi e appoggiato dalla Provincia di Latina, ha annullato il Piano di gestione dei rifiuti del Lazio approvato nel suo testo definitivo nel gennaio 2012. Per i giudici, tra l'altro, la Regione Lazio ha violato le direttive comunitarie.

Esulta il presidente della Provincia di Latina, Armando Cusani, secondo cui così si ferma "il disegno politico di far diventare le province le pattumiere del Lazio. Il piano regionale dei rifiuti - sottolinea Cusani - è tutto da rifare".

"Come correttamente affermato dalla Commissione Europea - si legge nella sentenza del Tar - per essere conforme alle direttive, il trattamento dei rifiuti destinati a discarica deve consistere in processi che, oltre a ridurne il volume o la natura pericolosa e a facilitarne il trasporto o recupero, abbiano l'effetto di evitare o ridurre il più possibile le ripercussioni negative sull'ambiente nonchè i rischi per la salute umana".

giovedì 20 dicembre 2012

SI DISCUTE O SI PARTECIPA?

CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

SI DISCUTE O SI PARTECIPA?

Il notiziario dell'11 dicembre  - La contraddizion che nol consente – sul convegno svoltosi presso il Polo Universitario di Sesto il 6 e il 7 e dedicato a Parco della piana e Aeroporto continua a suscitare dibattito.
Pubblichiamo in proposito uno scambio di lettere con il Garante per la comunicazione prof. Massimo Morisi organizzatore delle due giornate che in una nota del 17 dicembre acconsente alla pubblicazione. "Vi ringrazio molto per la precisazione. Si, credo che rendere pubblico il nostro scambio sarebbe opportuno, proprio perché fa chiarezza sulle nostre rispettive intenzioni e perché condivido le Vostre preoccupazioni. Molte cordialità" mm.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                              di seguito riproponiamo il notiziario

martedì 11 dicembre 2012

Lettera aperta a Rossi sull'alluvione in Lunigiana

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE TOSCANA
Signor Presidente , all'indomani dell'alluvione lunigianese del 2011 lei dichiarò : "   andrà accelerata la riforma della legge 1, con l'obiettivo di aumentare i controlli specie sull'assetto idrogeologico. Dobbiamo dare un messaggio di grande rigore, non voglio più dover assistere ai pianti del giorno dopo per disgrazie evitabili" . Ad un anno di distanza, qualche giorno dopo la duplice alluvione che ha funestato Massa e Carrara, il mese scorso,  ha affermato :  "Neanche un mattone in più nelle aree a rischio" .
Come non darle ragione.  Da  decenni , scienziati, studiosi del territorio, ambientalisti e cittadini di normale buon senso denunciano il cattivo stato del  territorio apuano  ma ciò nonostante, passata la paura, gli smemorati amministratori locali tornano a "non" vedere  e ad urbanizzare le aree inondabili, incuranti del sempre più frequente verificarsi di precipitazioni estreme. Fingendo di non sapere che la loro "messa in sicurezza" con opere idrauliche, pur necessarie, è illusoria.  Il loro operato equivale quindi  alla deliberata pianificazione di nuove catastrofi. E i risultati purtroppo drammaticamente si sono  già visti !Abbiamo  apprezzato il suo impegno negli ultimi due anni per migliorare la legislazione urbanistica e ambientale regionale cosi come la sua personale dedizione in queste giornate drammatiche per migliaia di carraresi e di massesi.Occorrerebbe molto spazio per spiegare le molteplici cause che hanno portato a questa emergenza autunnale continua . Non è il caso. Ci basta rilevare , dalle sue pubbliche dichiarazioni,  che anche lei conviene  che occorre dire STOP AL CONSUMO DI SUOLO e che non bisogna più costruire nelle aree a rischio. Purtroppo dobbiamo farle notare che le Amministrazioni comunali di Carrara e di Massa non la pensano allo stesso modo ed è sufficiente esaminare le loro  previsioni  urbanistiche, avallate dalla Regione,  per capirlo. Un milione di nuovi metri cubi a Carrara e quasi 1,8 milioni a Massa in buona parte su terreno vergine e proprio in quelle aree già duramente colpite dalle recenti alluvioni. Tralasciamo per carità di patria la vicenda dell'Ospedale Unico  costruito in un'area ad alto rischio !Che dire poi dell'insistenza, della perseveranza ai limiti della patologia, di voler ampliare il porto commerciale di Marina di Carrara, restringendo ulteriormente la foce del pericoloso e tristemente famoso torrente Carrione prevista sia nel vecchio ma anche  nel nuovo Piano regolatore portuale ?Come può conciliarsi tale opera con la  legge regionale 21 del 2012 "Disposizioni urgenti in materia di difesa dal rischio idraulico e tutela dei corsi d'acqua" di cui lei giustamente va fiero ?Riteniamo  che per lei le parole abbiano ancora un significato e che  le sue affermazioni sulla difesa del territorio non siano un vano e rassicurante esercizio retorico a cui purtroppo in troppi anni di degenerazione  la politica nazionale e locale ci hanno abituati. Ed è per questo che come cittadini molto preoccupati ci rivolgiamo a lei. Come può la Regione Toscana, dopo il disastro avvenuto in queste ultime settimane che ha messo sul lastrico famiglie, aziende, un intero territorio ,creando rabbia e disperazione in tanti cittadini, permettere che si realizzi una cosa del genere ? Ampliare il porto in quella maniera  è un attentato pianificato alla sicurezza degli abitanti di Carrara.Auspicando illuministicamente che le ultime tragedie facciano cambiare i paradigmi culturali ad un classe politica locale miope e spesso incompetente ci aspettiamo da lei una netta presa di posizione per rivedere le previsioni di espansione del Porto di Marina di Carrara che, oltre a provocare la materiale distruzione delle spiagge a levante del porto per invasione del cemento e nuova erosione , non avrà neanche nessuna considerevole ricaduta economica ma anzi una diminuzione degli occupati nel settore turistico. Non serve essere idrogeologi per comprendere che se viene ulteriormente cementificata la foce di un torrente dal medio e basso corso già fortemente rettificato e che raccoglie tutte le acque meteoriche di un territorio già a forte rischio  , il risultato finale è il disastro. Lei ha tutto il potere per fermare questo ennesimo attentato alla salute di un territorio e delle persone che vi abitano. A tal proposito,  ci permettiamo di suggerirle  l'integrazione della  legge  regionale 21 del 2012 con una norma   che mantenga il divieto di edificazione nelle aree a pericolosità idraulica elevata, anche dopo la loro messa in sicurezza. Senza questa misura, l'intento "neanche un mattone in più nelle aree a rischio" sarebbe svuotato in partenza di significato. Solo in questo modo la Toscana può porsi alla guida di una vera svolta a livello nazionale per una pianificazione territoriale che si ponga davvero l'obiettivo della prevenzione dei danni alluvionali.
Grazie dell'attenzione.

Mario Venutelli – Italia Nostra Sez. Apuo Lunense
Bruno Giampaoli – Italia Nostra Sez.  Massa Montignoso
Maria Paola Antonioli  - Legambiente Carrara
Paolo Panni -  Legambiente Massa
Riccardo Canesi -  Sos Litorale Apuano
Michele Parisi – Co.Di.Ci.  
Claudia Bienaimè – Consigliere Comunale Carrara Bene Comune IDV
Cesare Micheloni – Consigliere Provinciale
Galeano Fruzzetti -  Italia dei Valori di Massa e Carrara
Vittorio Briganti – Fabbrica della Sinistra Carrara
Paolo Vannucci -  Partito Comunista dei Lavoratori  Carrara

Carrara, 10 dicembre 2012  

venerdì 7 dicembre 2012

Falascaia: sostanze chimiche nelle acque

Dal depuratore dell'ex inceneritore escono liquidi inquinati. Necessari interventi urgenti di bonifica
Una veduta dell'inceneritore di Falascaia
Una veduta dell'inceneritore di FalascaiaPIETRASANTA – Il depuratore dell'ex inceneritore di Falascaia, ormai fermo dal mese di luglio del 2010, si trova in un pessimo stato di conservazione. Sostanze chimiche varie sono fuoriuscite da alcune cisterne e almeno da una vasca dell'impianto sono tracimati liquidi pericolosi. La situazione è nota fin dall'inizio di novembre. Prima, una comunicazione del settore Versilia Massaciuccoli di Arpat, l'agenzia regionale di protezione ambientale, che ha effettuato alcuni sopralluoghi all'impianto. Poi, la segnalazione del servizio Ambiente della Provincia di Lucca in merito alle condizioni di potenziale inquinamento, oltre alla mancanza di sicurezza rispetto ad eventuali accessi di estranei non autorizzati all'interno del perimetro dell'impianto.
Tutto ciò ha fatto scattare un'ordinanza emessa dal Comune di Pietrasanta, a tutela dell'incolumità delle persone e fatta in via d'urgenza senza passare dalla comunicazione di avvio del procedimento. Il Comune ha ordinato al Cav – il consorzio dei comuni versiliesi – l'immediata recinzione dell'area per impedire le intrusioni nel sito del depuratore. Un procedimento separato è stato avviato per mettere in sicurezza i serbatoi e i depositi di stoccaggio dei reagenti chimici, nonché delle vasche di trattamento delle acque. Una bomba chimica che rischia di scoppiare in sordina, mescolandosi all'acqua e alla pioggia ma che proprio per questo non è facilmente arginabile e controllabile. 
Una situazione ampiamente prevedibile da quando Veolia Gestioni Ambientali snc ha riconsegnato l'inceneritore ai Comuni. È il Cav che ora è responsabile di Falascaia e Pioppogatto e ne è anche il proprietario. Sulla richiesta di danni da parte dei Comuni e la pretesa dei crediti non riscossi da parte di Veolia, si gioca tutta la battaglia legale che però non è ancora iniziata. Per gestire praticamente gli impianti è stata formata una società, apposta per questo. La Vera di Sea Ambiente e Sea Riosrse è subentrata dopo una lunga estate di trattative e per ora ha assunto dieci lavoratori dei 39 che sono in cassa integrazione. Questa società non ha anche il compito di sorvegliare gli impianti, almeno dal punto di vista dei rischi ambientali e per la salute degli stessi lavoratori che vi operano dentro? Da ricordare anche che per il controllo esterno e notturno dei due impianti, è stato stipulato un contratto con un istituto di vigilanza.

Di Daniela Francesconi 


lunedì 12 novembre 2012

[ASSOCIAZIONE VALDISIEVE] CENSIMENTO DEL CEMENTO

Di fronte al consumo di territorio cosa possono fare i progettisti edili "critici"? Un appello rivolto a tutti i professionisti dei settori collegati al comparto edile che ritengono sia davvero giunta l'ora di non favorire l'ulteriore consumo di suolo derivante da nuove edificazioni e vogliano contribuire concretamente ad un cambio di rotta. Seguiamo l'esempio di questo giovane collega e creiamo un folto gruppo di "obiettori per la salvaguardia dei suoli non cementificati"? (Leggi l'appello...)

CENSIMENTO DEL CEMENTO:
proroga al 31 dicembre 2012

martedì 9 ottobre 2012

PASTICCIO METROPOLITANO

   
CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE
PASTICCIO
METROPOLITANO
Negli ultimi mesi si sono varate misure d'urgenza ( in particolare dopo il  decreto 6 luglio del 2012 sulla spending review, convertito nella legge 7 agosto n. 135), che porteranno in tempi brevissimi a uno dei più profondi riassetti del nostro assetto amministrativo determinato dalla  Costituzione Repubblicana del 1948.  Interventi radicali  sulle provincie, sulle aree metropolitane e sulle autonomie locali che sembrano frutto dell'emergenza senza minimamente coinvolgere i cittadini e le istituzioni in modo adeguato all'entità della riforma che si sta varando.
Per questo riteniamo utile aprire una riflessione, un dibattito, o almeno un po' più di informazione sulla questione, riproponendo e diffondendo anche nel nostro notiziario l'interessante e articolato contributo di Daniela Porrati pubblicato sul giornale on line Stamp Toscana del 3 ottobre u.s.
Il rompicapo delle province E Firenze restò sola
Dopo le occasioni della L. 142/90 e della legge costituzionale 3/2001, cui non è seguita alcuna concreta attuazione, col decreto 6 luglio del 2012 sulla spending review, convertito nella legge 7 agosto n. 135, si sono aperte delle certezze: le 10 città metropolitane previste per il territorio italiano si faranno e, a quanto pare, in tempi brevi.                                                                        
 
In particolare, con Deliberazione del Consiglio dei Ministri del 20 luglio 2012, sono stati stabiliti i criteri del riordino, basati sulla estensione territoriale (almeno 2.500 chilometri quadrati) e sull'entità della popolazione residente (almeno 350.000 abitanti). Il Consiglio delle Autonomie Locali (C.A.L.) di ogni Regione, entro 70 giorni dalla data di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Deliberazione di cui sopra, avvenuta il 24 luglio, devono presentare una loro proposta di riordino (2 ottobre). In assenza della presentazione, tocca alla Regione effettuare la sua proposta di riordino, entro 92 giorni dalla pubblicazione, cioè entro il 24 ottobre, e trasmetterla al Governo.

martedì 18 settembre 2012

RISTANGATI dalla Corte dei Conti il Sindaco Mairaghi & C.

Dopo la precedente condanna  da parte della Corte dei Conti (vedi  http://vivereinvaldisieve.blog.espresso.repubblica.it/associazione_vivere_in_va/2011/10/sentenza-della-corte-dei-conti-nei-confronti-del-sindaco-di-pontassieve.html%20), ScreenHunter_02 Sep. 18 16.52in cui il tot. da pagare, da parte di esponenti del Comune di Pontassieve a cominicare dal Sindaco Mairaghi, era di 357.000 euro (più interessi), adesso si esprime di nuovo sempre riguardo all'incarico di dirigente a Luca Fanciullacci ( in quanto carente di alcuni requisiti indispensabili.
Dalla sentenza si legge: "L'irrazionalità della scelta era altresì dimostrata dal parere dell'A.N.C.I. del 23 ottobre 2006 e dalla deliberazione n. 1001 del 2009 della Sezione di controllo della Corte dei conti per la Lombardia, per i quali le norme statutarie e regolamentari potevano riguardare i limiti, i criteri e le modalità di stipulazione di tali contratti, fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire").
Questa volta la condanna è per complessivi  250.856,65 euro in favore del comune di Pontassieve ( più interessi e suddivisa sempre tra Sindaco MAIRAGHI Marco - MUGNAI Alessio - SARTI Alessandro, - MARINI Monica - MORI Stefano), per gli anni di impiego del dirigente Fanciullacci successivi a Giugno 2009  (la precedente Sentenza infatti si fermava  alla metà del 2009).

Se ci mettiamo anche la condanna di oltre 400.000 euro per il depuratore di Aschieto ( leggi QUI