Pagine

martedì 19 marzo 2013

MANIFESTAZIONE VERSO RIFIUTI ZERO


PARTONO LE INZIATIVE PER LA 
MANIFESTAZIONE POPOLARE


"VERSO RIFIUTI ZERO" 

CHE SI TERRA' IL 13 APRILE 2013 
A PARTIRE DALLE ORE 15/15.30 
DA PIAZZA CAIROLI A PONTASSIEVE

SEGUITECI E COLLABORATE CON NOI PER LA RIUSCITA DELL'EVENTO

SEGUICI SU FACEBOOK:

ORGANIZZATORI:
ReTeValdisieve 
(comitato valdisieve, associazione valdisieve, ass. vivere in valdisieve)
ITALIA NOSTRA ONLUS FIRENZE 

ADESIONI:



--
Postato da Associazione ValdiSieve su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 3/19/2013 04:16:00 PM

Polli alla diossina nella zona di Baciacavallo


"L'inceneritore va chiuso, lo dicono i dati"

 Studio indipendente dei comitati ambientali su tre animali

Prato, 17 marzo 2013 - «L'INCENERITORE di Baciacavallo produce diossine e sostanze tossiche, che aumentano il rischio di tumore. E' pericoloso e dannoso per la salute. Bisogna chiuderlo. Meglio la discarica per i fanghi industriali». Il coro di protesta del coordinamento comitati della piana, dell'associazione onlus «Vita, Ambiente e Salute» e del movimento «Medicina Democratica» è sempre lo stesso, ormai da anni. A renderlo più forte, ieri mattina, è arrivata la presentazione ufficiale di uno studio, fatto realizzare dai cittadini grazie anche ai fondi raccolti in tutta Italia dal Movimento 5 Stelle e commissionato ad un istituto universitario di Mestre, su tre campioni animali allevati nella zona di ricaduta dei fumi dell'inceneritore. Secondo i dati, nel raggio di due chilometri intorno all'impianto di Baciacavallo, i due polli e l'anatra presi in esame presentano tutti livelli di diossina abbondantemente superiori rispetto a quanto consentito dalle norme di legge (si va da 4 a ben 12 volte il limite massimo tollerato). In particolare tutti e tre i campioni sono risultati gravemente contaminati per la presenza di diossine e Pcb (Policlorobifenili). In tutti gli animali, inoltre, è stata riscontrata una abbondante e preoccupante presenza di esaclorobenzene (Hcb), dato che confermerebbe un recente rapporto dell'Ispra, che individuava Baciacavallo come la più importante fonte emissiva nazionale di tale molecola nociva. Diossine, Policlorobifenili e esaclorobenzene fanno tutti parte dei cosiddetti Pop's, sostanze messe al bando dalla convenzione di Stoccolma del 2001, che aveva lo scopo di proteggere la salute umana da queste molecole. «Visto che non sono bastate le varie analisi effettuate in tutta Italia, dalle quali è emerso che nelle vicinanze degli inceneritori aumentano notevolmente le probabilità di essere colpiti da tumori, malformazioni e malattie ereditarie di vario tipo, che interessano purtroppo anche le madri ingravidanza e i loro feti — commenta Adriana Pagliai, del coordinamento comitati della piana — abbiamo deciso di avvalorare ulteriormente la nostra protesta e le nostre preoccupazioni con questo studio. I risultati hanno confermato quello che già sapevamo. Baciacavallo è un impianto da chiudere: Gida e le istituzioni non possono più fare spallucce». L'accusa lanciata a Gida, in particolare, sarebbe quella di avere, negli anni, sempre disatteso le varie prescrizioni ambientali, chiedendo e ottenendo dalla Provincia il permesso di non misurare il parametro dell'acido cloridrico, inquinante di minore entità, ma precursore diretto dell'esaclorobenzene. «Già nel 2007 alcune indagini dell'Asl di Pistoia sull'inceneritore di Montale avevano rilevato casualmente, in un territorio considerato neutro per quella struttura, un livello di diossine, superiore di 11 volte al consentito — aggiunge Patrizia Gentilini, medico oncologo che ha collaborato alla sintesi dei dati — Peccat che quell'area fosse proprio nella zona di ricaduta dei fumi di Baciacavallo, che nonostante tutto ciò continua indisturbato la sua attività. Il rischio non è solo per noi, ma anche per le generazioni future, visto che queste sostanze tossiche si insinuano nell'organismo e nella catena alimentare. Il problema andrebbe risolto a monte, agendo sulle fabbriche che producono i fanghi, ma nel frattempo baciacavallo va chiuso. Una discarica sarebbe meno nociva».
In prima fila fra i presenti Baldi e Barosco, rappresentanti locali del Movimento 5 Stelle, che da sempre fanno della battaglia agli inceneritori un loro caposaldo e che a breve, visti gli ultimi risvolti, dirameranno un comunicato nazionale.

FONTE:  http://www.lanazione.it/prato/cronaca/2013/03/17/859989-polli-diossina.shtml



--
Postato da Associazione ValdiSieve su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 3/19/2013 03:54:00 PM

sabato 16 marzo 2013

COMUNICATO STAMPA: DIOSSINE A BACIACAVALLO



 COMUNICATO STAMPA: DIOSSINE A BACIACAVALLO

L'inceneritore di Baciacavallo, che dal 1979 tratta circa 90 tonnellate/giorno di fanghi da depurazione
industriale e civile, da molto tempo avrebbe dovuto sollevare un "allarme diossina": tanti sono stati infatti i segnali che nel tempo si sono succeduti ma che purtroppo sono rimasti sempre inascoltati, sia da parte del Sindaco ( massima Autorità locale in campo sanitario) che da parte delle Istituzioni preposte.
NON sono bastate infatti le indagini epidemiologiche che, eseguite a più riprese dal 1998 al 2005,
hanno sempre dimostrato una maggiore incidenza di malattie tumorali fra i cittadini residenti in
prossimità dell'iimpianto, in particolare per cancro al polmone.
NON è bastato neppure il riscontro nel 2007 di diossine oltre 11 volte il limite al momento in vigore (46,2 ng/kg di PCDD/F-PCB – WHO TEQ a fronte di un limite di 4 ng/Kg) in un pollo ruspante allevato a circa 700 metri dall'impianto. Ricordiamo che questo campione era stato individuato come riferimento ("bianco") nel corso delle indagini su matrici biologiche effettuate dall'ASL di Pistoia a seguito del doppio superamento dei limiti per emissioni di diossine nell' inceneritore di Montale e proprio questo campione risultò quello più fortemente contaminato fra gli oltre 40 campioni analizzati nel corso della suddetta indagine.
Non sono bastate le numerose diffide che la Provincia, su segnalazione degli organi di controllo
(ARPAT), ha emesso negli anni nei confronti di Gida SPA; Gestore dell'impianto, che ha costantemente
disatteso le prescrizioni contenute nell'Autorizzazione Integrata Ambientale. In particolare sono state
disattese le prescrizioni relative allo SME (sistema di monitoraggio degli inquinanti in continuo); del tutto recentemente, il gestore ha poi chiesto ed ottenuto dalla Provincia stessa di non misurare il parametro dell'HCL (acido cloridrico).
L'HCL è un inquinante molto importante in particolare quando si ha a che fare con inceneritori di fanghi
industriali, quale quello di Baciacavallo, in quanto è un precursore dell'esaclorobenzene (HCB),
sostanza tossica, persistente che rientra fra i 12 POPs ( Persistent Organic Pollutant) identificati e messi al bando dalla Convenzione di Stoccolma già nel 2001 per le gravi conseguenze per la salute umana e per l'ambiente che la loro esposizione comporta.
In particolare, da un recente Rapporto dell' ISPRA l'inceneritore di Baciacavallo risulta essere la più importante fonte emissiva di ESACLOROBENZENE (HCB) in Italia.
A fronte di questo assordante silenzio si è costituita una Associazione senza scopo di lucro VAS (VITA
AMBIENTE SALUTE) che sulla base di esperienze fatte anche in altre località italiane interessate da
insediamenti industriali o inceneritori (quali Taranto, Forlì, Ravenna ...) e col supporto scientifico della
Associazione o.n.l.us. di Medicina Democratica nazionale, ha raccolto i fondi per effettuare analisi su
campioni di polli allevati nell'area di ricaduta dell'inceneritore di Baciacavallo in un raggio massimo di 2
km.
I risultati delle analisi hanno purtroppo confermato tutte le nostre preoccupazioni:
Tutti e tre i campioni sono risultati positivi , ovvero sopra i limiti imposti dalle normative per la
sicurezza alimentare e, se consideriamo anche il campione del 2007, possiamo affermare senza ombra
di smentita che il 100% dei campioni esaminati è gravemente contaminato per presenza di diossine e
FURANI ( PCDD/F ) e PCB diossino simili. In tutti i campioni si riscontra inoltre presenza di HCB, che nel campione 1 raggiunge valori oltre 4 volte quelli mediamente riscontrati in indagini analoghe.

Cosa sono DIOSSINE E PCB e quali gli effetti sulla salute ?
Diossine e Furani costituiscono un gruppo di 210 molecole, di cui è capostipite la "diossina di Seveso"
(TCDD). Le diossine si formano come sottoprodotti involontari sia nei processi di combustione di
plastiche clorurate o altre sostanze organiche in presenza di cloro, catalizzatori ed in particolari
condizioni di temperatura, sia nel corso di processi chimici ( produzione di pesticidi).
A differenza delle diossine, i PCB (Policlorobifenili) sono stati prodotti deliberatamente dall'uomo tramite processi industriali ed usati sia in sistemi chiusi (trasformatori) che come additivi per ritardanti di fiamma, antiparassitari ecc. Si tratta di composti molto stabili, anche ad alte temperature che si decompongono solo oltre i 1000-1200 C. La loro produzione è iniziata negli anni '30 ed è perdurata per oltre 50 anni, fino al 1985, quando sono stati ufficialmente banditi stante la loro pericolosità. Se ne conoscono 209 congeneri; 12 di questi, denominati "dioxin-like" (PCB dl), sono molto affini alle diossine, ma anche i restanti 197 rappresentano un rischio per la salute.
Diossine, PCB ed Esaclorobenzene rientrano fra i POPs messi al bando dalla Convenzione di
Stoccolma già nel 2001. Questa Convenzione, che aveva lo scopo di proteggere la salute umana da queste pericolose molecole, è stata sottoscritta anche dall'Italia ma mai ratificata a differenza di quanto accaduto in tutti gli altri paese europei!

La TCDD già nel 1997 è stata riconosciuta come cancerogeno certo per l'uomo ad azione multiorgano ed successivamente anche un furano ed il PCB 126 sono stati classificati nel medesimo modo, tuttavia
anche se l'effetto cancerogeno è stato quello affrontato per primo e quindi più studiato, ciò che oggi
emerge con sempre maggiore evidenza per l'insieme di queste molecole è la complessa azione di
squilibrio endocrino-immuno-metabolico che esse comportanto per cui l'effetto oncogeno appare essere più una conseguenza, che non una diretta azione. Di fatto l'esposizione a diossine è correlata sia allo sviluppo di tumori (in particolare, per la diossina di Seveso (TCDD) a linfomi, sarcomi, tumori a fegato, mammella, polmone, colon) sia , per la loro azione di molecole "ormonomimetiche" a disturbi quali: danni riproduttivi, abortività, malformazioni specie urogenitali, endometriosi, anomalie dello sviluppo cerebrale, endocrinopatie (in particolare diabete e tiroide), disturbi polmonari, danni metabolici con innalzamento di colesterolo e trigliceridi, danni cardiovascolari, epatici, cutanei, deficit del sistema immunitario. Purtroppo ì rischi per esposizione a queste molecole non si limitano alle persone esposte, ma possono essere transgenerazionali in quanto vengono danneggiate gli stessi gameti.
Questi dati sono assolutamente preoccupanti soprattutto se letti in un contesto di scelte strutturali che
comporteranno un pesante aggravio di una situazione ambientale e sanitaria già gravemente
compromessa e che faranno della Piana Firenze – Prato – Pistoia una vera e propria "camera a gas."

INCENERITORE DI SELVAPIANA - INCENERITORE DI CASE PASSERINI - POTENZIAMENTO DELL'AEROPORTO DI PERETOLA – INCENERITORE DI BACIACAVALLO – POTENZIAMENTO DELL'INCENERITORE DI MONTALE:

SONO TUTTE OPERE INUTILI, COSTOSE, ESTREMAMENTE DANNOSE PER NOI E PER LE
GENERAZIONI A VENIRE

I CITTADINI DICONO BASTA!

--
Postato da Associazione ValdiSieve su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 3/16/2013 10:43:00 PM

COSTITUITA L’ASSOCIAZIONE ZERO WASTE EUROPE:

 

ROSSANO ERCOLINI PRESIDENTE, ENZO FAVOINO RESPONSABILE DEL COMITATO SCIENTIFICO.

Un grande riconoscimento allo ZERO WASTE ITALIANO: oltre a Rossano Ercolini presidente tocca ad Enzo Favoino il coordinamento scientifico. Paul Connett è il Presidente onorario e Joan Marc Simon il direttore esecutivo. Cosi' decolla Zero Waste in Europa potendo contare su forti radicamenti in Italia, prima di tutto, in Catalogna e nei Paesi Baschi e complessivamente nel regno Unito con molte potenzialità nei paese dell'est a partire dall'Ungheria, romania, repubblica Ceca e repubbliche baltiche. Naturalmente a favore della autorevolezza dello ZW italiano giocano i 123 comuni che hanno finora aderito alla Delibera Rifiuti zero e la diffusione capillare del messaggio ZW tra le comunità. Un grazie speciale a Paul Connett il "campaigner" di lusso a suo tempo individuato da Ambiente e Futuro di Lucca da cui E' PARTITO TUTTO NEL 1996.

MA LA PRIMAVERA RIFIUTI ZERO CONTINUA…

http://www.zerowasteeuropeeu/about/

 Fonte:  http://ambientefuturo.org/

--
Postato da Associazione ValdiSieve su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 3/16/2013 06:02:00 PM

Legge Rifiuti Zero: Costituito Coordinamento Regionale Toscano


ScreenHunter_01 Mar. 16 17.56
Con una riunione regionale che si è tenuta domenica scorsa, 10 marzo, a Lucca presso la Sede di Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero e a cui hanno partecipato più di 40 persone in rappresentanza di quasi tutte le province della regione, si è costituito anche in Toscana il Coordinamento Regionale a Sostegno della Legge Rifiuti Zero.Da tutti i partecipanti è stata espressa una forte volontà di sostenere la proposta di legge d'iniziativa popolare considerando i molti aspetti positivi che essa presenta. Dopo un dibattito assai approfondito sui vari aspetti della legge si è deciso di costituire una "struttura di coordinamento" formata da due rappresentanti per ognuna delle 3 ATO in cui è divisa la Regione Toscana (con il compito di elaborare proposte d'iniziativa per le varie province) e di mantenere i contatti con il livello nazionale della Campagna,un gruppo di lavoro che si occuperà della comunicazione ed una rete di referenti locali che avranno il compito di organizzare la campagna di raccolta firme sul territorio appena la proposta di legge sarà depositata. Al momento il recapito del Coordinamento è presso la sede di Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero" a Lucca in Corte Bertolini, 19. Telefono 0583/331070 e mail ambientefuturo@interfree.it. Non appena saranno esattamente definiti i compiti organizzativi
.sarà nostra cura inviarli alla Campagna Nazionale.

Per il Coordinamento Toscana per la Legge Rifiuti Zero
Fabio Lucchesi

--
Postato da Associazione ValdiSieve su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 3/16/2013 05:58:00 PM

martedì 12 marzo 2013

ABBIAMO UN' AREA?

                                                                                                                                                                                                                    
  CITTADINI AREA FIORENTINA
NODO A NORD OVEST 
 COMITATI DEI CITTADINI -FIRENZE
    ABBIAMO UN'AREA?   
  Le mani di Unipol su Castello

Nei giorni scorsi il Sindaco di Firenze Matteo Renzi ha lanciato un appello per "ripensare" la funzione dell'area di Castello e per "evitare quell' eccesso di cemento che vi era stato immaginato … sia perché cambia la direzione della pista, sia perché adesso c'è un piano strutturale a volumi zero che cambia le cose". Due giorni dopo è arrivata la sentenza di primo grado che assolve Cioni, Ligresti e condanna lievemente l'ex assessore Biagi. In seguito a ciò l'area è stata dissequestrata e Unipol-SAI, nuovo padrone di Castello, si è detto pronto persino a ridurre i volumi previsti dai piani urbanistici del passato.
I quotidiani non hanno rinunciato a dirci che Renzi e Cimbri (amministratore delegato del gruppo bolognese) hanno concordato questa possibilità durante un pranzo.

lunedì 11 marzo 2013

Successo per le Apuane al consiglio mondiale UNESCO

Di seguito il comunicato del Comune di Lucca relativo al workshop sulle Apuane all'interno del 33esimo Consiglio Mondiale della World Federation of UNESCO Clubs, Centres and Association (WFUCA). Da sottolineare il successo degli interventi dei nostri relatori accolti con molto entusiasmo, dal pubblico e dai delegati UNESCO. Un altro passo importante sulla scena nazionale ed internazionale per la salvaguardia di questo fragile e meraviglioso territorio. 
Nei prossimi giorni usciremo con un documento più approfondito.

Salviamo le Apuane 


Workshop Unesco "Etica e Territorio" il caso delle Alpi Apuane

L'assessore all'ambiente del Comune di Lucca Pellegrini Masini: "Sono un esempio emblematico della difficoltà di contemperare uno sviluppo economico sostenibile con la tutela dell'ambiente e del paesaggio"
10/03/2013 - 16:02
Nell'ambito del Consiglio Mondiale della World Federation of UNESCO Clubs, Centres and Association (WFUCA) si e'svolto stamattina un workshop dedicato a 'etica e territorio' che ha preso come caso studio il geoparco UNESCO delle Alpi Apuane.

 

L'Assessore all'ambiente del Comune di Lucca Giuseppe Pellegrini Masini spiega il motivo di questa iniziativa: "Le Apuane sono un esempio emblematico della difficoltà di contemperare uno sviluppo economico sostenibile con la tutela dell'ambiente e del paesaggio. Queste meravigliose montagne, alle quali noi lucchesi ci sentiamo legati in quanto parte del nostro paesaggio quotidiano, sono minacciate da intense attività di escavazione che le stanno letteralmente distruggendo. Speriamo che con questa iniziativa si possa avviare una riflessione che faciliti la nascita di una nuova economia sostenibile della montagna basata sul turismo sostenibile e sullo sfruttamento delle risorse rinnovabili che possa preservare l'integrità di questo ambiente montano meraviglioso e unico."

 

Il workshop ha visto una numerosa partecipazione di pubblico ed autorevoli interventi che sinteticamente riportiamo:

 

L'Assessore Giuseppe Pellegrini Masini ha aperto i lavori ed introdotto il tema del workshop soffermandosi sul delicato equilibrio fra attività umane e tutela ambientale, mettendo in risalto la necessità odierna della società internazionale di adattarsi al cambiamento climatico ed alle conseguenze degli inquinamenti prodotti dalle attività umane attraverso uno sviluppo sostenibile che valorizzi il territorio come risorsa da preservare. Le opportunità economiche che derivano dalla conservazione del territorio possono sostituire quelle che lo impoveriscono di risorse insostituibili, allo stesso tempo preservando un capitale ambientale ed una risorsa per le future generazioni.

 

La Dott.ssa Lola Poggi Goujon ha sottolineato l'impegno dell'Unesco su i temi dell'etica e della conservazione dell'ambiente ed in particolare del paesaggio, questo ruolo è svolto anche e soprattutto attraverso i geoparchi dell'Unesco i quali riconoscono la presenza di un patrimonio non solo ambientale ma anche paesaggistico e culturale che deve essere preservato.

 

Il prof . Domenico Nicoletti si è soffermato sulla definizione del paesaggio così come codificata dalla Convenzione Europea del Paesaggio ricordando che il "Paesaggio" designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni. Questo concetto è stato ritenuto centrale anche dall'Unesco nel caso del riconoscimento del geoparco del Cilento, un caso nel quale si ha il riconoscimento del territorio, non solo come geoparco, ma anche come paesaggio culturale. Questi riconoscimenti hanno permesso di rivitalizzare un'economia del turismo sostenibile che permette di conservare l'integrità del territorio e della cultura.

 

Il Dott. Fabio Baroni ha poi introdotto il caso delle Alpi Apuane ricordandone la grande ricchezza geologica, ecosistemica e culturale. La minaccia dell'escavazione del marmo è stata ricordata come un fattore destabilizzante di una presenza umana che ha cessato di essere ecosostenibile ed ha proposto come soluzione un ritorno ad una produzione agricola di prodotti tipici e ad attività di turismo sostenibile.

 

E' stato proiettato il film documentario del Dott. Alberto Grossi dedicato all'attività di estrazione del marmo nelle Alpi Apuane. Le immagini impressionanti testimoniano un processo di distruzione della montagna che viene erroneamente definito 'produzione del marmo'. La distruzione della montagna non solo ai fini dell'uso della pietra pregiata ma anche allo scopo di utilizzare il carbonato di calcio, è una realtà che impoverisce l'ambiente e pregiudica la possibilità per le future generazioni di godere di un ambiente scenico e naturale unico. La Dott.ssa Poggi in qualità di Segretario Generale del Consiglio Internazionale del Cinema e della Televisione (CICT) dell'Unesco ha mostrato la propria intenzione di diffondere il documentario presso i membri della ONG.

 

Il Prof. Pizziolo ha introdotto il concetto di etica ecologica come catalizzatore delle attività di conservazione ambientale. Il professore si è soffermato sul legame fra ambiente, cultura, società ed economia contestualizzando l'ambiente apuano nella geografia europea. Infine il professore ha delineato un piano alternativo di sviluppo delle Apuane che dovrebbe incentrarsi su un nuovo stretto rapporto fra città e montagna, che veda nella montagna una opportunità di realizzare attività ricreative, educative e turistiche precluse dall'ambiente urbano. Infine ha sottolineato la ricchezza della terra che può esprimersi in una agricoltura sostenibile e nello sfruttamento della risorsa dell'acqua. Il professore ha proposto che il sistema dei canali e delle grotte oggi minacciato dalle escavazioni sia riconosciuto come parte integrante del geoparco Unesco.

 

Ha concluso gli interventi l'Arch. Giuffrè del Club Unesco di reggio Calabria che ha richiesto un maggiore coinvolgimento dei club nelle attività di promozione del patrimonio Unesco con particolare riferimento a tutti i beni culturali e paesaggistici che sono meno conosciuti ma tuttavia meritevoli dell'interesse della comunità internazionale.


Eros Tetti
(comunicazione, web marketing e ufficio stampa)
Mobile:+393403678469
http://www.facebook.com/erostetti
http://twitter.com/erostetti

Napoli: L’Ansaldo scava e Chiaia si sbriciola

http://www.ilmanifesto.it/attualita/notizie/mricN/9174/

L'Ansaldo scava
e Chiaia si sbriciola
Adriana Pollice
11.03.2013
Ventidue avvisi di garanzia e quasi 200 famiglie sfollate. Sotto accusa i lavori della Linea 6. Lo scavo ha intercettato tre tipi diversi di falda, di acqua dolce e salata, e si è creato un lago sotterraneo

Ventidue avvisi di garanzia e quasi 200 famiglie sfollate sono il risultato del crollo dello spigolo di Palazzo Guevara di Bovino alla Riviera di Chiaia a Napoli. Sotto accusa i lavori al cantiere della Linea 6 della metropolitana. Quattro stabili sgomberati venerdì, l'intera area è a rischio. Per ora sono ospitati in albergo a spese dell'Ansaldo, ma è una situazione che non potrà reggere a lungo.
Ieri i periti nominati dalla procura hanno intimato di demolire la parte pericolante del palazzo crollato e chiudere la falla sotterranea che ha allagato la stazione.
Presso la Società di studi politici venerdì il geologo Riccardo Caniparoli denuncia: «Lo scavo di una linea sotterranea richiede una valutazione di prefattibilità, di compatibilità e poi di impatto ambientale. In questo caso esiste solo l'ultimo documento, rubato nel 2009. Il decreto Via della Regione è datato 18 marzo 2010, successivo al furto». In origine era la Linea tranviaria rapida (Ltr), mezzo di collegamento tra il centro e la periferia ovest, doveva essere pronta per i mondiali di calcio del 1990. Invece lo scavo si allagò e divenne uno dei tanti scandali di Tangentopoli. Nel 2006, dopo 10 anni di stop, l'Ansaldo trasporti firmò per la ripresa dei lavori cambiando il progetto in Linea 6: sei chilometri di servizio interamente sotterranei, fine lavori nel 2009, costo previsto all'epoca 390,96 milioni di euro.
«Lo scavo - prosegue Caniparoli - ha intercettato tre tipi di acque sotterranee, prima in equilibrio: quelle dolci della falda superficiale, che dalla collina si versavano in mare; quelle salate della falda di intrusione marina con una direzione di flusso opposta, al di sotto delle prime perché più pesanti; le acque della falda artesiana profonda, dal basso verso l'alto. I lavori hanno creato una diga sotterranea, producendo un enorme lago che sale, di conseguenza tutti i fabbricati della zona si allagano». Le acque dolci sono bloccate e le acque salate arrivano sotto la Villa Comunale, provocando la morte degli alberi secolari. Lo scavo, che raggiunge anche i 38 metri sotto il livello del mare, ha sfondato i livelli impermeabili che contengono la falda termominerale, ricca di sostanze aggressive che favoriscono l'invecchiamento delle strutture in cemento armato. Soprattutto, si innesca il fenomeno di subsidenza, cioè il lento abbassamento del suolo, quello che sta disastrano gli antichi palazzi nobiliari delle Riviera. Ma era proprio necessario? «Avevo proposto un percorso alternativo, a monte, nella zona di via Andrea d'Isernia. Si sarebbero evitate le falde e lo scavo si sarebbe effettuato nel tufo, molto più adatto delle instabili sabbie vulcaniche del lungomare». Secondo Franco Ortolani, ordinario di Geologia alla Federico II, «le sorprese geologiche sono incidenti che si vanno a cercare per incrementare il costo delle opere». I lavori, fino al crollo, erano costati 300 milioni di euro a chilometro, il triplo del tunnel sotto la Manica, e ancora non si vede la fine.
Una sorpresa, sgradita, per l'Ansaldo arriva nel 1990. La signora Flora Lauro abita in un palazzo vicino il consolato Usa, a due passi è prevista la stazione. Lo scavo mette a rischio la staticità dell'edificio e allora la signora si procura perizie e avvocati. Il 4 dicembre un'interrogazione alla Camera racconta tutto quello che poi si è verificato oggi. Non solo: viene fuori che il contratto originario siglato tra Atan (l'azienda municipale dei trasporti dell'epoca) e Ansaldo è stato rescisso dopo il disastro dell'interramento della scavatrice, per proseguire si sarebbe dovuto effettuare una gara internazionale, invece l'Ansaldo torna in pista attraverso una transazione tra le parti siglata dal notaio Mario Ferrara e gli affari riprendono lì dove si erano fermati. Per tacitare Flora Lauro la stazione viene spostata un po' più in là. Lo stesso accade nel 2007 con un edificio di piazza San Pasquale, anche lì doveva sorgere la stazione, ad appena un metro dalle fondamenta del palazzo. I condomini si rivolgono all'ingegnere Bruno Palazzi, docente a Salerno: «Accertai un rischio geotecnico molto grave, consegnai la relazione e il progetto venne modificato». Il professore ha una teoria anche per il crollo: «Il pompaggio continuo delle acque potrebbe aver portato via il materiale su cui poggiano le fondamenta. Probabilmente si è creato un fenomeno di 'parasifonamento', se è così il danno è destinato ad aumentare. Lunedì immettevano materiale granulare ma è evidente che bisogna mettere su un gruppo multidisciplinare per intervenire».
La zona era servita dal tram più antico d'Italia, a Fuorigrotta arriva la metropolitana fin dagli anni '30, perché la Linea 6 a tutti i costi? Un'opera ideata nel 1976 nella Napoli del pentapartito dove Paolo Cirino Pomicino era il referente delle imprese del mattone e delle infrastrutture, come raccontano le inchieste di Andrea Cinquegrani per il mensile La Voce delle Voci: «Tra i primi aggiudicatari degli appalti un certo Michele Zagaria (il vertice dei Casalesi arrestato solo qualche mese fa) che vince la commessa per il noleggio degli escavatori. Un miliardo e mezzo di vecchie lire, tranquillamente pagate dalle tre società consortili costituite dalla crema dei mattonari napoletani (i gruppi Fondedile, Della Morte, De Lieto, Giustino) ai quali negli anni seguenti si sono poi aggiunte altre star delle costruzioni (Vianini del gruppo Caltagirone, Icla, Pizzarotti, Torno, Grassetto, Astaldi)». Costi stratosferici: 1.625 miliardi di vecchie lire per 4.800 metri di strada in galleria.
Negli anni 2000 i progetti vengono affidati alla Rocksoil, che fa capo ai figli dell'ex ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. Nessun conflitto d'interessi certifica l'Autorità garante della concorrenza e del mercato a firma di Antonio Catricalà (sottosegretario con Monti). Fino al 2010 il funzionario del comune a capo del servizio Infrastrutture è Gianfranco Pomicino, cugino del ministro Dc, attuale presidente della Tangenziale di Napoli. Presidente di Metronapoli è Giannegidio Silva, «fino a inizio '90 membro del consiglio d'amministrazione di Icla, la società acchiappatutto del dopo terremoto di Agostino Di Falco, il vero trait d'union fra Pomicino e Italo Bocchino», ricorda ancora La Voce delle Voci.
 

giovedì 7 marzo 2013

IL SINDACO STOPPA L'INCENERITORE!

 
ScreenHunter_01 Mar. 06 23.59Di nuovo una notizia importante. No, non si tratta dell'inceneritore di RUFINA (magari!), ma di quello di GENOVA!
In pratica dopo aver aperto un impianto  innovativo per la raccolta differenziata, dal costo (udite udite) di soli 2,5 milioni di euro (contro i 90 dell'inceneritore di Selvapiana), che accoglierà e lavorerà  la plastica, carta, cartone e alluminio, il Sindaco MARCO DORIA NON VUOL SENTIRE PARLARE DI INCENERITORE. Occorrono prima tutta un'altra serie di mpianti per chiudere il ciclo della gestione dei rifiuti, come impianto di compostaggio e uno di trattamento meccanico a freddo. Genova, nuovo impianto per la raccolta differenziata a Bolzaneto
"Nelle linee dell'amministrazione c'è un investimento approvato che dice, prima differenziata, poi compostaggio e trattamento meccanico a freddo»"


Potrebbe interessarti: http://www.genovatoday.it/cronaca/differenziata-impianto-bolzaneto.html
Leggi le altre notizie su: http://www.genovatoday.it/ o seguici su Facebook: http://www.facebook.com/pages/Genova-Today/113510678752010
Articoli:
  1. http://www.selpressmm.com/32525/esr_visualizza.asp?chkIm=52
  2. http://www.genovatoday.it/cronaca/differenziata-impianto-bolzaneto.html

    --
    Postato da Associazione ValdiSieve su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 3/07/2013 12:02:00 AM

mercoledì 6 marzo 2013

INCENERITORE di SELVAPIANA: NOI SIAMO QUI:

NOI SIAMO QUI:
--> NON IMPIANTO DI RECUPERO MA
--> SOLO DI SAMLTIMENTO
(l'immagine è tratta da un documento di Arpat -
http://www.arpat.toscana.it/documentazione/presentazioni-convegni/arpat-terranuova-bracciolini-ar-02032013.pdf/ - è stata modificata da noi per farvi vedere quanto all'avanguardia è l'inceneritore che si vorrebbe costruire!)
 

Questi sono i dati dei rifiuti prodotti dai comuni di AER

Questi sono i dati dei rifiuti prodotti dai comuni serviti da AER (o meglio da quelli che hanno sottoscritto gli accordi, che sono 13, i nostri 10 + 3 del valdarno). I conti sono fatti sui dati del 2009 (dati ARRR). Da tenere presente che nel 2011 lo stesso totale dei rifiuti (cioè RD+RU), è sceso.
Si passa infatti da 73 mila t/a del 2009 ai 71 mila t/anno del 2011 (e il comune di Pontassieve - news del 21 febbraio scorso- ascrive questo calo non solo alla crisi ma anche ad una selezione e recupero migliore).

LEGENDA:
> Riga CELESTE --> Dal dato di produzione totale, tenendo conto della percentuale di RD del 41% (quella a cui si arrivò nel 2009), rimane un tot. di indifferenziato che è ulteriormente selezionabile. Tale indifferenziato si riduce ancora del 70% se trattato in impianti a freddo che abbiano la peculiarità assoluta del recupero di materia e non di produzione di ex-CDR (che deve essere bruciato).
> Riga GIALLA --> Partendo dallo stesso totale prodotto nel 2009, attuando però la percentuale del 65% obbligatoria per legge al 31 dicembre 2012, l'indifferenziato si riduce ancora di più. A tale cifra va sottratta ancora l'ulteriore selezione in impianti TMB di circa il 70%. Rimangono poco più di 7 mila t/anno.
> Riga VERDE --> Questa è la più incredibile perchè sappiamo bene che con il Porta a Porta si arrivano direttamente a delle percentuali di RD altissime, anche dell'80/90% (i dati di Publiambiente parlano CHIARO e in alcuni casi viene superato anche il 90% --> http://www.publiambiente.it/menu_sx/area_family/raccolte_differenziate/statistiche.asp). Ipotizzando di arrivare all'85% e decurtando ancora un 70% per l'ulteriore trattamento di selezione e recupero, rimane circa 3 mila t/anno di residui.

1- DOMANDA: COSA NE FACCIAMO DI QUESTI RESIDUI (di qualunque dei 3 scenari considerati sopra), CHE DERIVANO DA SELEZIONE SPINTA DEI RIFIUTI URBANI?

2- RISPOSTA: LI METTIAMO NELLE SOLITE DISCARICHE IN CUI CI ANDREBBERO LE CENERI E SCORIE, LEGGERI E PESANTI, PERICOLOSE E NON, PRODOTTE DALL'INCENERITORE NELLA MISURA DEL 30% DEL TOTALE (su 68.000 t/a di rifiuti trattati, ne rimangono infatti oltre 20.000 TONNELLATE ALL'ANNO - da progetto!)!

NEL FRATTEMPO SI DEVONO ATTUARE LE POLITICHE PER NON METTERE IN COMMERCIO PRODOTTI NON RECUPERABILI E RICICLABILI CHE SONO (PER LA UE) UNA RESPONSABILITA' DEL PRODUTTORE (non del consumatore che a volte non ha nemmeno facoltà di scelta). 
RIDURRE LE SOSTANZE INQUINANTI E TUTTE LE ALTRE COSE CHE CI CHIEDE L'UNIONE EUROPEA (compreso che entro il 2020 - ormai alle porte - non si potranno più utilizzare i materiali recuperabili e riciclabili per produrre energia, da qui il divieto di costruire nuovi inceneritori e la dismissione graduale degli esistenti!!!  Vi pare poco? ).
 
 
E FINO A QUI NON ABBIAMO PARLATO Nè DI SALUTE Nè DI COSTI!

--
Postato da Associazione ValdiSieve su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 3/06/2013 05:24:00 PM

Inceneritore di Albano, il Tar ferma i lavori


ScreenHunter_01 Mar. 06 15.41SOSPENSIONE FINO AL 28 MARZO

Accolto il ricorso del Comune contro la Regione. E venerdì il Consiglio di Stato decide sul decreto Clini 

Una manifestazione degli abitanti di Albano contro l'inceneritore (LaPresse)
ROMA - Il Tar del Lazio, con un provvedimento urgente monocratico, ha sospeso la determina della Regione Lazio che sostanzialmente imponeva al consorzio «Coema» (composto da Ama, Acea e Colari) di iniziare la cantierizzazione e i lavori per la costruzione di un gassificatore nella frazione di Cecchina nel Comune di Albano Laziale che aveva presentato ricorso. Il presidente della prima sezione ter del tribunale amministrativo, Linda Sandulli, ha quindi fissato per il 28 marzo la camera di consiglio per la discussione della sospensiva. Fino a quella data quindi i provvedimenti sul gassificatore risultano bloccati.

Il ricorso è stato proposto dai legali dell'amministrazione comunale di Albano per contestare gli atti e provvedimenti con cui è stato approvato il cronoprogramma dei lavori, prorogata la durata dell'Autorizzazione integrata ambientale (Aia), l'avvio delle operazioni di realizzazione e la messa in esercizio della centrale. Secondo i piani, il cantiere avrebbe dovuto essere aperto il 7 marzo. La Sandulli nel motivare la decisione afferma che «sussistono i presupposti per la concessione di misure cautelari provvisorie».
E martedì nuova manifestazione proprio ad Albano contro il progetto: al sit in di protesta hanno partecipato anche sei neoparlamentari del Movimento 5 Stelle eletti nel Lazio e quattro dei sette consiglieri M5S eletti alla Regione, oltre a decine di abitanti della zona. I deputati M5S sono Alessandro Di Battista, Adriano Zaccagnini, Federica Daga, Massimiliano Baroni, Carla Ruocco e Stefano Vignaroli. Tra i consiglieri regionali sono presenti Davide Barillari, Valentina Corrado, Silvana Denicolò e Gianluca Perilli.
Soddisfatto il sindaco di Albano, Nicola Marini: «La nostra azione amministrativa ha avuto ragione: il Tar ha riconosciuto che sussistono i presupposti, come da noi sostenuto, per sospendere l'inizio dei lavori di costruzione dell'inceneritore, in quanto il sito, che è anche sede di discarica, è potenzialmente inquinato». Questa decisione «ci darà anche maggiore forza nella udienza del Consiglio di Stato - aggiunge Marini - che si dovrà esprimere nel merito del decreto Clini». Infatti l'8 marzo il giudice amministrativo di secondo grado, dovrà esprimere un parere sul progetto di trasferire l'immondizia dei romani nelle altre province per essere trattata negli impianti Tmb. Il Tar, invece, il 7 febbraio ha detto «no» bocciando il provvedimento firmato i primi di gennaio dal ministro dell'Ambiente, Corrado Clini.
Francesco Di Frischia


6 marzo 2013 | 10:22
fonte articolo: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/13_marzo_6/tar-ferma-lavori-inceneritore-albano-21246330309.shtml
fonte immagine:
http://www.ecoblog.it/post/54923/rifiuti-il-tar-del-lazio-blocca-i-lavori-per-linceneritore-di-albano

--
Postato da Associazione ValdiSieve su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 3/06/2013 04:01:00 PM

Il Comune di Casole d'Elsa ordina la demolizione del Complesso Immobiliare Le Vigna

 

Comuni RIFIUTI ZERO: new entry Oristano!

 
New entry del comune di ORISTANO tra i comuni che aderiscono alla strategia RIFIUTI ZERO.
Oristano ha circa 32.000 abitanti. I nostri comuni principali messi assieme lo superano di poco: Pontassieve 22.000, Rufina 7.500, Pelago 8.000 c. (fonte http://www.comuni-italiani.it/index.html).

Com'è che ORISTANO ce la fa e da noi invece ci dicono che non si può?
Perchè?
  1. a proposito anche dei PD "buoni" e PD "cattivi", si veda il commento del consigliere del PD evidenziato in grassetto sotto).
  2. Da ricordare la frase che deve essere nelle delibere in cui, in particolare, si dice:  "che "Rifiuti Zero" è una strategia che ha come obiettivo la riprogettazione del ciclo di vita delle risorse in
    modo da poter riutilizzare tutti i prodotti, facendo diminuire la quantità di rifiuti da conferire in discarica, ossia prodotti pensati, progettati e realizzati in modo da ridurne drasticamente il volume ed eliminare la tossicità del rifiuto, conservare e recuperarne tutte le risorse, senza ricorrere a pratiche di incenerimento o sotterramento;".
------------------------
La notizia (sul sito del comune QUI):

Consiglio comunale - Oristano rifiuti zero, nuovi obiettivi per la raccolta differenziata

01/03/2013
Oristano si impegna a raggiungere la percentuale del 70% di raccolta differenziata nel 2013, del 75% nel 2014 e dell'80% nell'anno 2016.
L'impegno è stato formalizzato ieri sera in Consiglio comunale con l'approvazione a maggioranza (20 voti a favore e 1 contrario) della delibera di indirizzo per il progetto "Oristano verso la strategia rifiuti zero". Per monitorare il raggiungimento di questi obiettivi sarà istituito un osservatorio.
"Oristano verso la strategia Rifiuti Zero è un impegno, un percorso da affrontare seriamente – ha detto l'Assessore all'Ambiente Efisio Sanna -. Un obiettivo che può essere raggiunto solo con l'impegno convinto di tutti. Ognuno deve avere un ruolo, Comune, cittadini, sistema produttivo, imprese, operatori commerciali e turistici, volonatariato, mondo associativo, scuola e sistema della conoscenza. Rifiuti zero è una strategia, non una teconologia. È nostro compito, dunque, incentivare, aiutare, agevolare i cambiamenti culturali puntando molto sull'educazione, sull'informazione e sulla condivisione".
"Vogliamo costruire un'alternativa che passa attraverso l'aumento della percentuale di raccolta differenziata, che a Oristano è già buona – ha proseguito Sanna -. La popolazione oristanese nel suo complesso si è dimostrata attenta, sensibile e responsabile, perché i risultati raggiunti in questi anni sono veramente invidiabili. Tuttavia, negli ultimi tre anni gli aumenti sono stati minimi. Quindi dobbiamo andare oltre, anche perché i costi di smaltimento nell'ultimo quinquennio hanno avuto un forte aumento esponendo il nostro Comune a un appesantimente finanziario non indifferente".
Il Presidente della Commissione ambiente Stefano Mureddu ha evidenziato la necessità di "adottare politiche per raggiungere gli obiettivi di questa strategia, con la modifica delle abitudini di tutti, ad iniziare dal Comune, per cercare di produrre meno rifiuti".
Mauro Solinas (Fortza Paris) ha invitato a trovare soluzioni perchè, attraverso sgravi sui tributi a carico dei cittadini, si possa incentivare la raccolta.
Emilio Naitza (Noior) ha invitato a prender esempio da altre realtà, ad esempio dagli stati del Nord Europa, per consentire a Oristano di compiere il salto di qualità.
Per Roberto Martani (Insieme) gli obiettivi fissati "sono condivisibili ed apprezzabili, utili per contribuire a cambiare la mentalità di tutti, produttori e consumatori".
Salvatore Ledda (Idee rinnovabili) ha rilevato "il palese vizio di forma palese di una delibera che non considera i cittadini. La racconta differenziata è una tipologia di servizio vecchia e vergognosa che non può essere una prospettiva per i prossimi 20 anni".
Per Giuseppe Obinu (PD) "la delibera Strategie rifiuti zero è un fiore all'occhiello di questa amministrazione. Ci proponiamo di raggiungere entro il 2020 una riduzione dei consumi e della produzione di anidride carbonica anche grazie a questa delibera".
Secondo Andrea Lutzu (PDL), che ha condiviso lo spirito della delibera, la città si aspetta altre cose sul fronte ambiente, mentre Donatella Arzedi (Insieme) e Daniela Nurra hanno apprezzato gli obiettivi fissati con la delibera.
Giampaolo Lilliu (Sel-Essere oristanesi) ha evidenziato l'importanza di un percorso virtuoso sulla tematica ambientale strettamente lagata alla salute dei cittadini.
Valerio Spanu (PD) ha apprezzato le nuove pratiche introdotte all'interno del Comune per ridurre gli sprechi e rispettare l'ambiente.
allegati
Delibera Oristano Rifiuti Zero
--
Postato da Associazione ValdiSieve su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 3/06/2013 01:05:00 AM

RIUNIONE REGIONALE PER PROMUOVERE LA PROPOSTA DI LEGGE RIFIUTI ZERO-ZERO WASTE.

----- Original Message -----
From: "Co.As.Ver coordinamento versiliese" <co.as.ver@gmail.com>
To: <undisclosed-recipients:>
Sent: Tuesday, March 05, 2013 10:55 PM
Subject: RIUNIONE REGIONALE PER PROMUOVERE LA PROPOSTA DI LEGGE RIFIUTI ZERO-ZERO WASTE.

A TUTTI I COMITATI E LE REALTA' DELLA TOSCANA

 RIUNIONE REGIONALE PER PROMUOVERE

LA PROPOSTA DI LEGGE RIFIUTI ZERO-ZERO WASTE.

DOMENICA 10 MARZO  (ore 9,30-12,30)

A LUCCA CENTRO STORICO - CORTE BERTOLINI, 19 (2° piano)

(accanto a Via del Battistero)

RIUNIONE REGIONALE PER LA COSTITUZIONE DI UN COMITATO PROMOTORE DELLA
PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE RIFIUTI ZERO-ZERO WASTE.

 La riunione ha il compito di fare il punto sui tempi relativi alla
presentazione ufficiale della proposta e soprattutto per organizzare
la raccolta delle firme. La riunione incaricherà fino a tre referenti
regionali (magari uno per ATO) per tenere il coordinamento
organizzativo ed il rapporto con i collegamenti nazionali. Sarà
presente Rossano Ercolini del Comitato Scientifico nazionale che
illustrerà brevemente l'articolato della proposta di legge. La
riunione inoltre sarà anche un'ocasione per fare il punto sulle varie
vertenze regionali (in subordine al primo punto) anche relative
all'incedere del percorso rifiuti zero che vede in Toscana ben 16
comuni (dislocati nella provincia di Lucca, di Pisa, di Massa Carrara
e di Firenze) formalmente coinvolti.

SI PREGA DI DARE CONFERMA DELLA VOSTRA, IMPORTANTE, PRESENZA

Per informazioni e contatti Rossano Ercolini 3382866215

Fabio Lucchesi 339/1686201

PROMOSSA DA: Zero Waste Italy-Ambiente e Futuro per Rifiuti Zero-Associazione Diritto al Futuro
 
allegati ai link:
  1. Articolato RS versione del 24 febbraio 2013 https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwNEtNc19adS1tRlk/edit?usp=sharing
  2. Legge R0 presenta Massimo Piras  https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwRlcwQXRqSnJFTTQ/edit?usp=sharing

domenica 3 marzo 2013

Informazione Sostenibile newsletter FEBBRAIO 2013

 

Solo a fine febbraio è terminata la grande abbuffata elettorale che – martellati dal monopolio televisivo e dalla monotonia delle varie testate giornalistiche – abbiamo ingurgitato e nella quale parte dei redattori e collaboratori si sono impegnati. Dunque, la rivista esce nell'ultimo giorno del mese.

Chi vi lavora e chi la legge appartiene in prevalenza all'arco politico che va dal centro spostato sempre più a sinistra, fino ad arrivare alle stelle. Noi non vogliamo proporre l'ennesima ammucchiata ma ricordare che vi sono temi unificanti sui quali occorre riprendere la discussione, visto che oltretutto sono stati tra quelli meno "urlati" in campagna elettorale. Ma sono temi talmente forti ed urgenti che, pur se scomodi, hanno indubbiamente contribuito a cambiare l'attuale composizione parlamentare.

Ripartiamo dunque dai "nostri" beni comuni: dall'acqua, dall'energia al ciclo dei rifiuti. Facciamo che la solidarietà diventi bene comune e che il reddito minimo garantito entri in agenda.

Riflettiamo sulle esperienze positive e sulle proposte alternative che vengono avanti dalla rete dei comitati toscani (Continua il cammino della rete dei comitati toscani. E i comitati liguri? di Seele Fragat), dall'esperienza pisana; che tutta la corposa documentazione NOTAV che finora vi abbiamo proposto e che torna in questo numero (Dossier TAV: una questione democratica di Andrea Campanella) non sia solo arricchimento culturale ma diventi una prospettiva fortemente condivisa. E che il territorio venga davvero curato nei fatti e non solo nelle parole. Quelle con cui ci hanno ubriacato finora e di cui da adesso in poi vogliamo fare a meno. Fatti e proposte, per i nostri confronti.

Grazie dalla Redazione di InFormAzione Sostenibile

FEBBRAIO 2013

PRIMA PAGINA

Assalto di IREN a Parma. E il sindaco che fa? di Marco Adorni e Roberta Roberti

ANALISI

L'acqua di Carnea: le parole perfette per togliere la sete di William Domenichini

NOTIZIE

Ex colorificio liberato di Pisa, nuova stagione di beni comuni di Stefano Gallo

COMMENTI

Dopo i referendum di Emilio Molinari

BUONE PRATICHE

Reddito minimo garantito: raccolte 50mila firme di Maria Rosa Zerega

ULTIMISSIME

Via dell'Amore o della "buona sorte" di Antonia Torchi

 
 

sabato 2 marzo 2013

da [NoTavFirenze]: Gamberale premia Moretti

Scusate la mole di messaggi, ma vedo ora questa notizia e mi pare corrobori la nostra poca fiducia nel PD: Moretti uomo amato da questo partito, F2i è il fondo dove i capitali più ambigui in Italia si valorizzano con cemento e privatizzazioni, dove consigliere d'amministrazione è un certo Riccardo Conti...
Buona domenica
Tiziano Cardosi

********

A Mauro Moretti il Premio Manager delle Infrastrutture 2012



>>> Guarda il video dell'intervento di Mauro Moretti


Vito Gamberale consegna a Mauro Moretti il Premio Manager
          delle Infrastrutture 2012Milano, 1° marzo 2013 

Premio Manager delle Infrastrutture 2012 a Mauro Moretti, per il contributo determinante all'Alta Velocità ferroviaria, opera di notevole prestigio per il Paese. 

L'importante riconoscimento, promosso dalla Rivista leader in Italia Management delle Utilities e delle Infrastrutture diretta da Andrea Gilardoni, professore dell'Università Bocconi, è stato consegnato oggi a Milano all'AD di Ferrovie dello Stato Italiane da Vito Gamberale nell'ambito del XIII Workshop annuale dell'Osservatorio sulle Alleanze e le Strategie nel Mercato Pan-Europeo delle Utilities

Il premio, per la prima volta assegnato per le infrastrutture, è stato istituito per chi si è particolarmente distinto in questo settore. Grazie agli straordinari risultati conseguiti da Mauro Moretti, tra cui spiccano gli importanti obiettivi raggiunti per l'Alta Velocità italiana, la giuria, presieduta dal direttore Andrea Gilardoni e composta da 72 autorevoli esponenti dei comitati della Rivista, ha deciso di assegnare il prestigioso premio al top manager del Gruppo FS Italiane.  

Nel consegnare il Premio, Vito Gamberale, AD di F2i, ha detto: "Tutti ci invidiano l'Alta Velocità. E' un grande servizio per il Paese e il merito della sua realizzazione va a Mauro Moretti"