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venerdì 30 gennaio 2015
Resoconto ASSEMBLEA dei COMITATI della PIANA del 24 gennaio '15
venerdì 23 gennaio 2015
ECCE POGGI
mercoledì 31 dicembre 2014
IL PONTE DI CAPODANNO
IL PONTE DI CAPODANNO
«È un debito il render conto del proprio operato, quando le opere sono fatte per il pubblico e dal pubblico: è un debito verso l’arte che si professa, verso i grandi antichi che innalzarono in Firenze monumenti immortali, verso la posterità che ha bisogno di conoscere il vero dei fatti per pronunziare un libero giudizio». Giuseppe Poggi – Premessa del 1882 al Rendiconto sui lavori per l’ingrandimento di Firenze.
Il nuovo ponte stradale sul Mugnone
- la sordità delle diverse Amministrazioni comunali rispetto alle istanze critiche rivolte da una parte della città ai tracciati delle linee tramviarie
- la modestia dei progetti elaborati in assenza di un serio piano della mobilità e della sosta e in spregio ai caratteri storici ed ambientali della città
- i dubbi circa la convenienza economica del contratto di concessione firmato dalla Pubblica Amministrazione con la società Tram di Firenze
- i rischi idraulici che il progetto sta provocando nella zona Fortezza.
I danni al Romito per l’alluvione del Mugnone nel ’92
I cittadini che organizzano assemblee, manifestazioni stradali e presentano denunce alla Procura sono gli stessi che insieme a tutti noi pagheranno quest’opera.
L’ Ass. Giorgetti, insieme agli esponenti della maggioranza consiliare, lo dovrebbe ricordare maggiormente rispondendo con sollecitudine e competenza anche a loro oltre che ai promotori economici dell’opera.
domenica 27 luglio 2014
Caro Ministro Lupi, ti scrivo...
di PAOLO BALDESCHI da Eddyburg.it 27 Luglio 2014
Caro Ministro Lupi,
sollecitato dall'invito a partecipare a una futura consultazione pubblica sul suo disegno di legge "Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazione urbana", mi permetto, in anteprima, di esprimere il mio pensiero. Dopo avere letto, con una certa condivisione, nel primo articolo che "il governo del territorio consiste nella conformazione, nel controllo e nella gestione del territorio, quale bene comune di carattere unitario e indivisibile", sono stato insospettito dal fatto che lo stesso articolo recita che "le politiche del «governo del territorio» garantiscono la graduazione degli interessi in base ai quali possono essere regolati gli assetti ottimali del territorio e gli usi ammissibili degli immobili."
Di quali interessi si tratta? Il testo del disegno di legge lo chiarisce oltre ogni ragionevole dubbio: sono gli interessi dei proprietari immobiliari che devono essere tutelati, sostenuti e promossi dagli enti locali, che - volenti o nolenti - devono assecondarli con accordi fuori o dentro gli strumenti urbanistici. Di più: al di là delle petizioni di principio, appare con tutta evidenza che il disegno di legge considera il territorio come supporto neutro e indifferenziato per l'attività edilizia; di fatto, l'articolato non si occupa di paesaggio, ambiente, territorio, intesi come patrimonio della collettività ma di quanta volumetria vi si possa spalmare, in forma di espansione urbana (soprattutto) o di "rinnovo urbano", quest'ultimo usato come un grimaldello per aggiungere metri cubi a metri cubi. Che questa sia la finalità del legislatore Lupi, che non vorrei avesse come modelli culturali di riferimento le imprese dei vari Ligresti, Zunino e simili gentiluomini operanti nella sua Milano, è chiarito già al comma 4 dello stesso primo articolo su "oggetto e finalità della legge: "Ai proprietari degli immobili è riconosciuto, nei procedimenti di pianificazione, il diritto di iniziativa e di partecipazione, anche al fine di garantire il valore della proprietà".
Questo è il primo obiettivo della Legge; il secondo, complementare, è di sottoporre alla regia e ai voleri dello Stato (leggi: Governo) le eventuali Regioni che andassero contro corrente o reclamassero l'esclusività delle competenze in materia di pianificazione urbanistica; la legge introduce, infatti, un misterioso strumento di promulgazione statale, la Direttiva Quadro Territoriale (DQT), che "garantisce l’espressione della domanda pubblica di trasformazione territoriale che la pianificazione paesaggistica deve contemplare" Sì, avete capito bene: la DQT garantisce che la "domanda pubblica di trasformazione territoriale" (cioè alta velocità, grandi opere, e perché no, tutte le operazioni private battezzate in qualche modo di interesse pubblico) non sia ostacolata da fastidiosi intralci, come, ad esempio, i piani paesaggistici: con un rovesciamento dei valori e delle finalità sanciti nella Costituzione vigente che, non a caso, il duo Renzi-Berlusconi vuole stravolgere in senso autoritario.
E via via nell'articolato della legge è un crescendo di disposizioni dove l'urbanistica è intesa come contrattazione dei metri cubi con l'iniziativa privata: "La legge regionale determina per ogni ambito territoriale unitario ... i limiti di riferimento di densità edilizia" (art. 6). "Nell’ambito della formazione del piano operativo, i privati possono presentare proposte per operazioni di trasformazione urbanistica.... Le proposte, corredate da progetti di fattibilità, si intendono come preliminari di piani urbanistici attuativi" (art. 7). "La disciplina della conformazione della proprietà privata... rispetta il principio di indifferenza delle posizioni proprietarie". "Le operazioni di rinnovo urbano possono essere realizzate anche in assenza di pianificazione operativa o in difformità dalla stessa, previo accordo urbanistico tra Comune e privati interessati dalle operazioni" (art. 16). Fa da corollario l'abolizione degli standard di legge del DM 1444 del 1968, evidentemente per ridurne la quantità minima obbligatoria, dato che nessuno ne impedisce una dotazione più generosa.
Mi permetto, in conclusione, di dare un consiglio al Ministro Lupi. Getti il suo disegno di legge nel cestino della carta straccia. Si ispiri a delle buone leggi regionali di vero "governo del territorio", ad esempio al disegno della nuova legge toscana. Sostituisca o integri il team che ha formulato la Legge, composto quasi esclusivamente di avvocati e di esperti di diritto con qualche vero urbanista, oltre al buon Franceso Karrer, in questi giorni da lei nominato Commissario dell'Autorità portuale di Napoli. E per gli amici di eddyburg un invito: partecipate numerosi alla consultazione promossa dal Ministro. Sperando che qualcuno nel governo si ravveda: il governo del territorio non è cosa che riguardi solo il Ministro delle Infrastrutture. Rifiutare la legge Lupi - più ancora che l'articolato principio che lo ispira, la sacralizzazione di un diritto edificatorio ubiquitario - non è di "sinistra" o di ispirazione ambientalista, ma solo mossa di buon senso: vale a dire essere consapevoli che garantire e cristallizzare la rendita immobiliare e pensare all'edilizia come propellente dell'economia è quanto meno di moderno e intelligente si possa fare in un paese dove (dati ISPRA 2013) si consumano annualmente quasi 22.000 chilometri quadrati di suolo. Ma evidentemente per Lupi e Co questo non è ancora sufficiente.
martedì 15 luglio 2014
OSSERVAZIONI AL REGOLAMENTO URBANISTICO
Per leggerlo clicca qui sotto:
http://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/
sabato 12 luglio 2014
OSSERVIAMO IL REGOLAMENTO URBANISTICO
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venerdì 11 luglio 2014
Regolamento Urbanistico FIRENZE: le proposte, dal basso, della comunità fiorentina
Comunicato stampa
Osservazioni al Regolamento Urbanistico
Proposte per una città migliore. 10 comitati, associazioni e realtà autogestite si organizzano e depositano contestualmente le Osservazioni.
Presidio venerdì 11 ore 10 piazza San Martino- Firenze
Comitato SanSalvichipuò, Comitato OltrarnoFuturo, Comitato per la rinascita di piazza Brunelleschi, Comitato Belfiore-Marcello, Associazione Rifiuti Zero Firenze, Comitato per il giardino di via Chiuso de' Pazzi, Comitato tutela ex Manifattura Tabacchi, Italia Nostra Firenze, CSA Next-Emerson, perUnaltracittà. Hanno deciso di mettere insieme le loro proposte perché, anche se sono soggetti attivi su fronti diversificati, hanno condiviso nelle loro osservazioni la stessa idea di città.
Condividono un giudizio critico complessivo sul R.U. a cui sono state rinviate molte scelte strategiche che avrebbero dovuto essere contenute nel Piano Strutturale. Invece, per precisa scelta dell'amministrazione, al Regolamento vengono demandati non solo precisi interventi ma anche la distribuzione delle funzioni e dei volumi in città. Con la conseguente perdita di quella visione complessiva delle trasformazioni urbane che dovrebbe stare a monte dei singoli interventi.
Il Comitato SanSalvichipuò propone di fermare lo scippo delle aree verdi e del patrimonio storico architettonico del Q2, con la richiesta di una nuova gestione del territorio basata sul blocco della cementificazione delle aree verdi, da tutelare e incrementare, e sul recupero socialmente utile del patrimonio immobiliare pubblico, che non deve essere svenduto a speculatori ma riconsegnato alla cittadinanza intera.
Il Comitato OltrarnoFuturo chiede che venga stralciato il parcheggio interrato Piazza del Carmine e segnala l'opportunità dell'avvio di un procedimento partecipativo per la sistemazione qualificante della piazza e delle aree circostanti tenendo conto delle esigenze della popolazione dell'Oltrarno. Inoltre, sulla destinazione d'uso dell'ex INAM in Lungarno Santa Rosa, chiede il mantenimento da parte dell'ASL di circa 1500 mq. A servizi sanitari allo scopo di conservarvi un presidio sanitario con funzioni specialistiche di livello intermedio, e l destinazione del volume rimanente a parcheggio multipiano/multiuso o a residenziale destinato esclusivamente a housing sociale.
Il Comitato Belfiore-Marcello chiede più verde pubblico VERO nel rione San Jacopino-Puccini, a cominciare dalle aree di trasformazione Carra, ex Officine Grandi Riparazioni ed ex Manifattura Tabacchi, ma anche nei lotti rimasti inedificati dei piani di recupero Leopolda ed ex FIAT Belfiore-Marcello.
L'Associazione Rifiuti Zero Firenze chiede di realizzare, in edifici in disuso utilizzati in passato per autolavaggio in via di Bellagio un Centro di Riparazione e Riuso con l’obiettivo di ridurre i volumi di materiali post-consumo smaltiti in discarica o negli inceneritori, secondo quanto previsto dal Testo Unico Ambientale (Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152, modificato dal DLGS 3 dicembre 2010 n.205, GU n. 288 del 10-12-2010).
Il Comitato per la rinascita di piazza Brunelleschi chiede lo stralcio del denominato Parcheggio Brunelleschi e l’avvio di un procedimento partecipativo per la sistemazione qualificata della Piazza intitolata a Filippo Brunelleschi che tenga conto della conservazione e manutenzione dei manufatti storici, delle alberature e del possibile ampliamento del patrimonio vegetale di uso pubblico. Affinché la piazza sia dei cittadini e non appannaggio di un potente gruppo bancario e immobiliare che accidentalmente vi si affaccia.
Il Comitato per la tutela dell'ex Manifattura Tabacchi critica la svalutazione del complesso manifatturiero a semplice insediamento industriale dismesso. Nel R.U. viene omesso il dovuto riconosciuto di complesso di grande valore architettonico, storico monumentale. Non condivisibile anche la sua presunta riqualificazione attraverso una riconversione di uso che propone, banalmente, un mix di funzioni applicabile a qualunque edificio dismesso e la genericità, sia progettuale che di pertinenza, delle opere infrastrutturali.
Italia Nostra ha presentato Osservazioni puntuali su varie criticità e previsioni quali: Ex Manifattura Tabacchi (eccezionale emergenza storico architettonica), Parcheggi interrati nel centro storico della Città (impatto sulla stratificazione storico archeologica), Parcheggio scambiatore nella zona collinare vincolata delle Due Strade (un dannoso e inutile consumo di suolo in area agricola di valore paesaggistico). Altre sono in corso di presentazione, riguardanti la Piana fiorentina e la previsione funesta dell' ampliamento dell' aeroporto di Peretola.
Il CSA Next-Emerson chiede che, nell'are ex-Star Color in via di Bellagio, dove da 8 anni è in corso una sperimentazione sociale di condivisione e utilizzo sociale degli spazi con molteplici attività culturali, sociali e sportive, non si proceda al cambiamento di destinazione d'uso finalizzato all'edificazione delle ennesime residenze private. Che si proceda invece con la nuova previsione di area da destinare a attrezzature comuni, culturali e per il tempo libero, in forma pubblica e autogestita, secondo una formula già sperimentata con successo in varie capitali da Berlino a New York. In particolare la parte dell'area a monte verso al collina sia destinata a 'Porta del parco delle colline e delle ville medicee', gestita con la partecipazione attiva della cittadinanza e delle associazioni culturali interessate a un progetto non a scopo di lucro.
Il laboratorio politico perUnaltracittà chiede che venga inserito nel RU un nuovo paragrafo dedicato a “La riqualificazione partecipata delle aree dismesse, pubbliche e private, tramite la Sperimentazione urbana". Assumendo atti e strumenti della legislazione nazionale (ad es. art 42 della Costituzione), il Comune potrà così affidare la gestione della trasformazioni di tali spazi, tramite un avviso pubblico, a soggetti che operano senza fini di lucro affinché ne curino il recupero funzionale in considerazione dell'interesse pubblico e della funzione di 'bene comune'. Si tratta di una specifica normativa che garantisce la disponibilità degli spazi dismessi e la sperimentazione partecipata come pratiche urbanistiche innovative di riqualificazione della città.
I soggetti firmatari delle varie Osservazioni ribadiscono che l'Amministrazione comunale non è proprietaria né del suolo né del sottosuolo della città. La cittadinanza attiva si autorganizza e difende la città dalla speculazione, rivendicando il diritto a scelte democraticamente condivise.
FONTE ARTICOLO: http://www.perunaltracitta.org/2014/07/11/regolamento-urbanistico-le-proposte-dal-basso-della-comunita-fiorentina/
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Postato da Associazione "Vivere in Valdisieve" su Associazione "Vivere in Valdisieve" il 7/11/2014 06:48:00 AM
giovedì 19 giugno 2014
RIFLESSI DI VENEZIA A FIRENZE
| Il comitato Cittadini Area Fiorentina ha pubblicato un nuovo articolo sul sito. | |
| Per leggerlo clicca qui sotto http://cittadiniareafiorentina.wordpress.com | |
domenica 8 giugno 2014
VOLUMI ZERO O ZERO PIANO?
| Il comitato Cittadini Area Fiorentina ha pubblicato un nuovo articolo sul sito. | |
| Per leggerlo clicca qui sotto http://cittadiniareafiorentina.wordpress.com | |
venerdì 15 febbraio 2013
Ricorso avverso il progetto turistico edilizio nella Tenuta di Rimigliano
L’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico onlus ha inoltrato uno specifico ricorso (14 febbraio 2013) avverso le prime istanze di permesso di costruire le prime otto residenze mediante ristrutturazione e modifiche del Podere Le Chiusacce, facente parte della Tenuta di Rimigliano e dell’ampio unico progetto immobiliare della Rimigliano s.r.l. rientrante nella variante urbanistica che interessa la storica Tenuta di Rimigliano, (“variante al regolamento urbanistico per il sottosistema della pianura costiera – Tenuta di Rimigliano”) in un contesto ambientale-paesaggistico di rara suggestione, in Comune di San Vincenzo (LI).lunedì 11 febbraio 2013
IL GIOCO DELLE TRE CARTE
venerdì 8 febbraio 2013
TAV sotto Firenze: un progetto da abbandonare senza rimpianti
Firenze, 8 febbraio 2013
TAV sotto Firenze: un progetto da abbandonare senza rimpianti
Tutte le denunce dei Comitati si sono rivelate più che fondate
Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze continua la sua attività di informazione e lotta contro il progetto più devastante e inutile che interessa Firenze.
- Lunedì 11 febbraio, alle ore 21.00, è stata organizzata una assemblea cittadina presso il cinema Adriano per una nuova stagione di opposizione alla grande opera inutile. Sarà presentato il secondo episodio (L'Immobile, protagonista Tiziana Lodato) della docufiction "Sotto Sotto" prodotta dal comitato. Sarà presente il regista Eugenio Rigacci. Saranno presenti anche alcuni dei tecnici che hanno elaborato il progetto alternativo ai tunnel che prevede l'uso della rete ferroviaria per trasporti metropolitani e suburbani.
- Venerdì 15 febbraio, alle ore 21.00, incontro con i candidati alle elezioni politiche presso la sala del Parterre (ingresso da piazza Libertà); TAV sotto Firenze, Legge Obiettivo, grandi opere inutili: sono molti i temi per un confronto.
lunedì 4 febbraio 2013
Lettera ai SINDACI della VALDISIEVE
Questo il testo:
mercoledì 23 gennaio 2013
Dossier Tav. Ecco perchè non potevano non sapere. I numeri e le parole di uno scandalo annunciato
Dossier Tav a Firenze. Ecco perché non potevano non sapere.
I numeri e le parole di uno scandalo annunciato
Newsletter 2/2013 del 23 gennaio 2013www.perunaltracitta.org | www.facebook.com/
info@perunaltracitta.org | @perunaltracitta @ornelladezordo
Cari/e amici/e,
abbiamo cominciato a occuparci del tunnel Tav sotto Firenze e della annessa stazione sotterranea a partire dal 2005 e da allora molte sono state le considerazioni critiche rivolte a un progetto già allora vecchio, impattante e dispendiosissimo (di fondi pubblici). Nel corso degli anni le cose sono peggiorate ma i nostri approfondimenti sono aumentati anche grazie agli esperti indipendenti e agli attivisti del Comitato No Tunnel Tav di Firenze con cui abbiamo costantemente lavorato.
Oggi, alla luce di quanto sta facendo emergere l'indagine della Magistratura che conferma i nostri dubbi e sostanzia le nostre obiezioni, sentiamo i vertici dei governi locali esprimere la loro sorpresa e affermare di aver fato il loro dovere. Davvero hanno fatto i dovuti controlli? Davvero non immaginavano che qualcosa non andava? Eppure c'era chi i dubbi li aveva sollevati e le domande le aveva rivolte. A parziale riprova di questo vi presentiamo le uscite che, solo negli ultimi 3 anni, cioè nel corso della gestione Renzi, la lista di cittadinanza perUnaltracittà ha fatto in Consiglio comunale. Qualche dubbio avrebbero dovuto averlo! Qualche approfondimento avrebbero dovuto farlo!
Vi invitiamo infine a partecipare al presidio per chiedere il blocco del progetto organizzato dal Comitato per domani, giovedì 24 gennaio, dalle 17 alle 19, sotto le sedi di Regione, Provincia e Prefettura in via Cavour a Firenze.
Buona lettura,
martedì 22 gennaio 2013
Il Comitato NO TUNNEL TAV dà fiato alla bocca e denuncia l'inizio del rimpallo di responsabilità
Firenze, 22 gennaio 2013
TAV
Controlli e Comune
Il Comitato dà fiato alla bocca e denuncia l'inizio del rimpallo di responsabilità
Con un certo sconcerto i membri del Comitato No Tunnel TAV hanno accolto le dichiarazioni del sindaco di Firenze Matteo Renzi che rivendica, per l'istituzione di cui è a capo, di aver fatto tutto quanto doveva. Pare si cominci ad assistere al solito rimpallo di colpe con dei bambini trovati con le dita sporche di marmellata. Siamo comprensivi e riconosciamo che i nervi sono a fior di pelle, ma sotto gli occhi del Sindaco e della sua amministrazione abbiamo avuto, tra l'altro, traffico di rifiuti e gravi rischi per l'incolumità dei ragazzi di una scuola.
Ci stupiscono anche certe dichiarazioni di Renzi: "Di tutte le considerazioni fatte in questi anni dai No Tav non si rintraccia nulla nelle carte dell'inchiesta". Non si riesce a capire dove sia vissuto fin'ora il nostro Sindaco, forse troppo impegnato nelle primarie appena passate, ma le denunce di associazioni come Idra, di un paio di consiglieri o anche di questo Comitato paiono non essere esistite. Eppure basterebbe andare nei rispettivi siti per vedere la mole di materiale prodotto.
Ricordiamo solo una cosa che è tornata agli onori della cronaca oggi: il fatto che a scavare i tunnel sarebbe stata una sola fresa invece di due. I tecnici che collaborano col Comitato fecero rilevare che non si sarebbe trattato solo di un risparmio per le imprese esecutrici in contrasto con i contratti firmati, ma che l'uso accoppiato di due di queste macchine avrebbe ridotto le subsidenze in superficie, cioè i cedimenti del terreno sul quale è costruita la città; insomma ridurre le due frese ad una sola avrebbe aumentato i rischi per tutto il patrimonio abitativo e monumentale interessato dai lavori.
Queste osservazioni furono portate a conoscenza anche dell'Osservatorio Ambientale - allora esistente - il cui presidente era l'ingegner Giacomo Parenti, strettissimo collaboratore di Renzi e dirigente del Comune.
Ma si sa, quelli dei comitati danno fiato alla bocca...
Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948










