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mercoledì 17 gennaio 2018

si fa presto a dire tramvia

CITTADINI AREA FIORENTINA
SI FA PRESTO A DIRE TRAMVIA
Via dello Statuto oggi
Stando a quanto afferma il Sindaco, intervistato da Repubblica a inizio d'anno, a decidere sul proseguimento delle linee tranviarie saranno i residenti e le associazioni di categoria .
"Da qui a due mesi dobbiamo decidere se proseguire sui viali fino a piazza Ferrucci, per Bagno a Ripoli, col tram o il jumbo-bus, o andare a Campo di Marte".
Peccato che nel frattempo si siano fatte 3 linee tranviarie, determinando per sempre la sorte di interi settori della città e mettendo i cittadini di fronte al fatto compiuto. Anzi, nel caso della Linea 3, si è proceduto contro la loro volontà espressa in un referendum (non un sondaggio) nel quale i fiorentini si erano dichiarati contrari, non solo al passaggio della Linea 2 dal Duomo, ma anche al progetto della Linea 3.
Oggi la Linea 3:
  • corre in gran parte a distanza inferiore ai 200 m da una ferrovia che sarebbe facilmente utilizzabile per raggiungere il centro
  • spacca in due l'importante quartiere Statuto-Vittoria, danneggiando le attività commerciali e peggiorando il paesaggio urbano e vegetale
  • deturpa un settore del Centro storico addossandosi alla Fortezza, distruggendo la piazza antistante, amputando il Giardino di Villa Vittoria e giungendo a pochi metri dall'abside di S. M. Novella
E' inutile insistere sulla modestia del progetto, l'invadenza e l'irreversibilità di un'opera a cui si aggiungeranno alla fine le palificate, la rete aerea e il traffico dei convogli. Considerazioni simili si potrebbero fare per la Linea 2.
Forse per questo e in vista di elezioni e di futuri cantieri, l'Amministrazione tasta il polso alla città pensando a soluzioni più leggere di questa metrotranvia, i cui costi coincidono ormai con quelli di una metropolitana, senza averne le prestazioni.

Con quest'opera non si sono soltanto demolite pietre e abbattuti alberi; si è distrutta la rete del trasporto pubblico su gomma senza niente in cambio. Rinunciando a rinnovare il sistema della mobilità, soprattutto in occasione della pedonalizzazione del Duomo, vi si sono sovrapposte le tramvie, seguendo la logica del project financing, appropriandosi di due ricche tratte di bus e abbandonando il centro, sempre più svuotato di residenti e servizi.
Preso atto di ciò non possiamo tuttavia sottrarci dall'indicare rimedi, proposte e obbiettivi rivolti non certo agli autori di un simile sconquasso, ma a quei cittadini e a quei membri di organi elettivi consapevoli (e allarmati) per quanto accade. Dotare la città di un Piano della mobilità, dei trasporti e delle infrastrutture stabile, verificato e aggiornato è, ancorché tardivo, essenziale perché Firenze possa lasciarsi alle spalle il '900.
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Per realizzare il progetto si sono atterrati muri, strade e centinaia di alberi, alterando i Viali di circonvallazione, ridotti a 'tangenziale del Centro storico', e isolando ulteriormente la Fortezza.
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Lungo l'asse Statuto, Viesseux già si incolonnano i veicoli

Gli arredi e gli impianti sono formalmente modesti e inadatti
al contesto storico

Permarrà, attorno al nodo Stazione/Fortezza, la concentrazione di funzioni e attività, visto che Ferrovie non ha intenzione di spostare l'AV da S.M.N. con un centro commerciale di oltre 30 negozi e un parcheggio auto da 900 posti
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Ecco in proposito alcune misure di immediata correzione di rotta da attuare:
desistere dal proseguire con la Linea 2 fino a piazza della Libertà/S. Marco. Si prevedano invece infrastrutture più leggere orientandosi su logiche più evolute quali la mobilità condivisa, la fluidificazione del traffico, la guida automatica per garantire l'accessibilità in tutta l'area urbana
completare e incrementare la rete di piste ciclabili, separate dalla mobilità pedonale, per rispondere alla crescente domanda (bike sharing e cicloturismo), disciplinando la gestione e potenziando le infrastrutture, tra cui parcheggi bici e una nuova passerella pedonale e ciclabile nel tratto centrale dell'Arno
riconsiderare l'attuale ZTL giungendo a vietare l'accesso a tutti i veicoli a combustione, compresi furgoni e ciclomotori, riservando i viali di circonvallazione alla sola circolazione locale
realizzare, nel frattempo, capienti parcheggi auto gratuiti o a basso costo presso le aree ferroviarie di Campo di Marte e in zona Belfiore/Fortezza, dove concentrare gli scambi intermodali
favorire gli spostamenti a piedi, assicurando percorsi protetti, diretti e indipendenti dalle bici. Percorsi per anziani e bambini, idonei e vigilati, soprattutto negli attraversamenti, assicureranno le relazioni con scuole, parchi, giardini pubblici e aree monumentali
utilizzare la rete ferroviaria per istituire un vero Servizio metropolitano connesso con la rete ciclabile, con adeguati parcheggi scambiatori e con la rete del trasporto pubblico urbano
nell'area metropolitana:
installare nuove centrali di misurazione delle emissioni da traffico, trattando dati singolari (non solo medie) aggiornando costantemente le mappe dell'inquinamento
trattare i dati sulla sicurezza stradale aggiornando costantemente le mappe di incidentalità e pericolosità.
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mercoledì 10 gennaio 2018

I tunnel TAV di Firenze sono “strategici” solo per salvare Condotte SpA


COMUNICATO STAMPA

Firenze, 9 gennaio 2018

I tunnel TAV di Firenze sono "strategici" solo per salvare Condotte SpA

Il Comitato No Tunnel TAV di Firenze aveva letto nei giorni scorsi delle difficoltà finanziarie di Condotte SpA, la società che controlla Nodavia, l'esecutrice dei lavori del Passante TAV: https://www.milanofinanza.it/news-preview/ipotesi-concordato-per-condotte-201801042019259051
Un breve e incisivo articolo sul Sole 24 Ore di ieri 8 gennaio chiarisce finalmente cosa sta succedendo nel mondo delle grandi opere e nella politica fiorentina: http://www.toscana24.ilsole24ore.com/art/oggi/2018-01-08/firenze-spunta-incognita-condotte-193719.php?uuid=gSLAQUn7XC
Dunque il colosso delle costruzioni Condotte SpA ha gravi problemi finanziari e rischierebbe addirittura il fallimento; per questa ragione sta presentando al tribunale di Roma una istanza di "concordato preventivo", una procedura che consentirebbe alla società in crisi di pagare solo parzialmente i propri debiti e poter così sopravvivere. Le prime vittime di queste operazioni saranno naturalmente le piccole imprese che sopravvivono con lavori in appalto concessi dal monopolista; qui si aprirebbe un capitolo che la politica italiana non vuol vedere, per cui si ha attenzione solo a questi grandi gruppi finanziarizzati lasciando alla deriva il vero tessuto produttivo del paese.
Dunque per salvare Condotte SpA si sta creando una "newco", cioè una nuova società cui si affideranno i lavori più redditizi che garantiranno la salvezza del gruppo; tra questi lavori cosa compare in prima fila? La stazione Foster e i tunnel sotto Firenze!
Ecco finalmente svelata la dimensione STRATEGICA di questa infrastruttura che tutta la politica toscana – sindaci, presidenti, assessori, direttori di giornali - sta cantando da mesi dopo che si è deciso che i treni non fermeranno più in quella stazione: la realizzazione dei tunnel e della stazione sono STRATEGICI per garantire a Condotte SpA un flusso finanziario che la salvi dal fallimento.
Questo quadro dà, ancora una volta, la misura della meschinità di una politica totalmente incapace di progettualità, totalmente asservita agli interessi non di semplici privati, ma di quei grandi gruppi finanziari, controllati da poche famiglie, che hanno condotto e stanno conducendo il paese in questa disfatta economica, morale, occupazionale.
Il Comitato No Tunnel TAV, i cittadini che ne sono membri, sono indignati nel constatare che si accetta di sventrare inutilmente la città solo a favore di pochissimi privilegiati.
In queste giornate, in cui iniziano le fibrillazioni della campagna elettorale, invece di fare promesse per un nebuloso futuro, si provveda ora, subito a fermare questi sciagurati lavori e si dia finalmente prova che si fa politica e non si è asserviti a interessi alieni.

Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948

Zerowasteitaly: COMUNICATO stampa sui sacchetti ultraleggeri

Sacchetti ultraleggeri: scelte giuste, modalità sbagliate. Il Ministro dell'Ambiente può superare le polemiche di questi giorni in poche ore

5 gennaio 2018
COMUNICATO STAMPA
Rileviamo anzitutto con soddisfazione come il tema abbia scalato le classifiche degli interessi dell'opinione pubblica. Anche se il dibattito ha sofferto di alcune distorsioni sul merito della Legge e sui suoi effetti, l'attenzione generatasi ha consentito, per una volta, di mettere il tema ambientale e quelli collegati in cima all'agenda politica, stimolando riflessioni da parte dell'opinione pubblica sul problema della plastica, dei danni da essa provocati, della sua prevenzione e delle alternative. Riconosciamo che la Legge intendesse costituire una estensione ai sacchetti ultraleggeri delle previsioni già a suo tempo adottate, e con successo, per gli shopper, allo scopo di:
• estendere i principi di riduzione del ricorso alla plastica tradizionale ad altri ambiti, contigui, di intervento;
• evitare fenomeni di elusione delle precedenti disposizioni, quali l'uso come shopper dei sacchetti in plastica tradizionale, codificati come "per uso interno", allo scopo di aggirare il divieto sugli shopper od eluderne il costo;
• conseguire uniformità di approccio su tutti i sacchetti, ed evitare la contaminazione dei flussi avviati a compostaggio, fenomeno determinato proprio dalla confusione spesso ingenerata nell'utente, tra shopper e sacchetti ultraleggeri.
Come tale, l'intenzione di partenza della Legge, ossia superare l'uso della plastica tradizionale nei sacchetti ultraleggeri per asporto dei generi alimentari, è condivisa e va nella direzione di mettere anche in questo caso (come nel caso degli shopper, in cui l'iniziativa italiana ha poi stimolato l'adozione di disposizioni analoghe da altri Paesi e della Direttiva europea in merito) l'Italia alla testa di un fronte di eliminazione progressiva delle buste in plastica. Ricordiamo che gli shopper di plastica costituiscono uno degli elementi più soggetti a dispersione nell'ambiente con conseguenti danni agli ecosistemi e alle catene alimentari.
Nell'ambito di questa strategia, siamo a favore del rendere evidente il prezzo dell'ultraleggero, cosi come già nel caso degli shopper, proprio per disincentivarne il prelievo, ma è altrettanto evidente, e per noi fondamentale, che una strategia di disincentivazione deve mettere a disposizione l'alternativa, che sia ambientalmente preferibile e dunque economicamente incentivata: anche in questo caso, l'alternativa è la borsa ("sporta") riutilizzabile. Una alternativa pratica, conveniente, ambientalmente sostenibile, che rispetta la gerarchia del riuso come opzione preferibile ed immediatamente adottabile, almeno nel caso di generi alimentari (come è il caso in genere per l'ortofrutta) che non creano, a differenza di carni, pesci, e prodotti caseari molli, problemi di imbrattamento e sgocciolamento.
È qui che è intervenuto l'errore (fondamentale, a nostro avviso) commesso dal Ministero, ossia la lettera alla Grande Distribuzione (GDO) in cui si dichiara che le borse riutilizzabili non possono essere impiegate; rileviamo per inciso che nella Legge, di questo divieto non vi è traccia.
Purtroppo, ed inevitabilmente, questo errore, oltre a determinare un allontanamento dalle finalità stesse della Legge, ha fatto avvertire l'uso del sacchetto biodegradabile come imposizione e balzello, distorcendo il dibattito e deviandolo dal merito ambientale della strategia (superamento della plastica tradizionale) a quello economico: l'imposizione del prezzo esplicito del sacchetto, che doveva funzionare da incentivo all'adozione della alternativa ambientalmente preferibile, nel momento in cui viene impedita tale alternativa, è stato percepito come una vessazione.
Sono a nostro avviso irricevibili le motivazioni di carattere sanitario addotte nella comunicazione del Ministero alla GDO, e nella più recente nota del Ministero della Sanità, di cui abbiamo avuto notizia dai media, se solo si pensa a tutta la filiera di produzione, raccolta, trasporto, distribuzione della ortofrutta: una filiera in cui non è certo il prelievo finale dallo scaffale il momento più delicato. Né possono essere additati come irresponsabili tutti gli altri Paesi dell'Unione Europea (Paesi certo non meno attenti del nostro ai temi della sicurezza alimentare) in cui le borse riutilizzabili sono consentite, ed addirittura promosse, senza incorrere in procedure di infrazione.
Chiediamo dunque al Ministro di tornare, in forma coordinata con gli altri Ministeri, alle previsioni della Legge, revocando la lettera alla GDO.
Se, si procederà in questo modo sarà possibile garantire un vantaggio ambientale, economico e sociale per tutti, consumatori ed esercenti.
Chiediamo contestualmente al Ministero e agli altri soggetti interessati di sviluppare una campagna di informazione sul destino preferenziale dei sacchetti ultraleggeri, laddove acquistati dal consumatore al posto della borsa riutilizzabile. Tale campagna dovrebbe superare molta della confusione che avvertiamo nel dibattito in corso ed andrebbe focalizzata sui comportamenti virtuosi (es. apposizione delle etichette adesive sui manici, onde poterle asportare senza danno al resto del sacchetto) finalizzati a fare reimpiegare successivamente i sacchetti per la raccolta differenziata dell'organico.
Zero Waste Italy


martedì 9 gennaio 2018

Firenze e il Grand Tour, un nuovo libro

CITTADINI AREA FIORENTINA
FIRENZE IL GRAND TOUR, UN NUOVO TESTO
Una importante iniziativa dell' Istituto Geografico Militare e di Italia Nostra alla quale vi invitiamo a partecipare
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mercoledì 3 gennaio 2018

un altro amico ci ha lasciato

CITTADINI AREA FIORENTINA
UN ALTRO AMICO
CI HA LASCIATO
Con il primo giorno dell'anno ci ha lasciato Ferdinando Imposimato l'amico magistrato, l'uomo che tanto si è adoperato nella lotta contro la corruzione, la criminalità e il terrorismo, protagonista della vita politica e di alcune delle inchieste più importanti in Italia, dal sequestro Moro alla banda della Magliana, dall'attentato a Giovanni Paolo II all'omicidio del vicepresidente del Csm Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Si era occupato anche di mafia e camorra, istruendo il processo contro Michele Sindona, il banchiere legato alla mafia. Nel 1983 il fratello Franco era stato ucciso dalla camorra. Nel 2013 era nella lista dei nomi scelti dal M5s per l'elezione a Presidente della Repubblica.
Lo ricordiamo qui, oltre che per il suo grande spessore umano, per il suo impegno nella denuncia delle circostanze in cui sono stati licenziati e poi svolti i lavori per il Nodo ferroviario AV di Firenze.
Quei lavori che in queste settimane ci si prepara invece a riprendere.
Per questo riportiamo integralmente il comunicato di Idra, l'Associazione che con il magistrato manteneva un contatto diretto.
Fra i tanti suoi scritti ricordiamo Corruzione ad alta velocità. Viaggio nel governo invisibile, di cui è stato coautore (1999, Editore Koinè Nuove Edizioni).
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COMUNICATO STAMPA Firenze, 2.1.'18
IL SALUTO DI IDRA A FERDINANDO IMPOSIMATO
Prima e più di ogni altra cosa, Ferdinando, sei stato per noi un riferimento caldo, caro, cordiale, vicino, amicale, con quelle tue gustose argute pennellate napoletane con cui sintetizzavi da maestro situazioni, personaggi, circostanze di ogni tipo.
Questa è la prima cosa che ci manca: l'uomo.
Ci manchi poi come guida, il saggio in grado di illuminare con la ricchezza della tua esperienza i pezzi di strada che hai avuto la generosità di percorrere insieme a noi, lasciandoci in dote perle rare e preziose di intelligenza degli eventi con cui avevamo da confrontarci. Perché era davvero la tua capacità di lettura a tutto tondo quella che ha aiutato noi (e tanti altri, lo sappiamo) a trovare le giuste chiavi di lettura, a sperimentare le giuste inquadrature. Insieme a Ivan Cicconi, che ci ha lasciato a febbraio, sei stato per noi di Idra un vero maestro nella battaglia, che ancora dura, contro sprechi e corruzione, contro grandi opere inutili e distruttive, e grandi rapine legalizzate ai beni comuni.
Come quella di Ivan, la tua scomparsa ci addolora.
Ma da lassù tu sai che, come tutti i maestri, hai lasciato in chi ti ha conosciuto tracce profonde, indelebili, che continueranno a portare i loro frutti. In noi e in tutti coloro che ti hanno conosciuto e amato attraverso le mille battaglie che nella nostra offesa Italia hai combattuto.
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presidio cittadino in difesa degli alberi

CITTADINI AREA FIORENTINA
PRESIDIO CITTADINO
IN DIFESA DEGLI ALBERI
La vicenda della scuola "Dino Compagni" di cui avevamo parlato in un post alla vigilia di Natale [ A Campo di Marte ] ha dato luogo il 29 dicembre ad un presidio davanti al cantiere, in via Centostelle.
Qui sotto la cronaca di Lorenzo Porta a nome dei cittadini del quartiere e del CCTA (Coordinamento Cittadino per la Tutela degli Alberi)
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STAMANI AL PRESIDIO DEL CANTIERE "DINO COMPAGNI" PER BLOCCARE LA MATTANZA DI ALBERI SANI E AD ALTO FUSTO:
Oggi, fin dalla prima mattina, era presente un folto numero di persone davanti ai cancelli del cantiere con striscioni e coreografie per spiegare alla cittadinanza tutta che il progetto di ricostruzione della scuola media Dino Compagni, atteso da anni, può essere migliorato notevolmente per quanto attiene il patrimonio arboreo. Il taglio di 40 alberi sui poco più di 70 all'interno del perimetro corrisponde ad una decapitazione di tale patrimonio.
Oggi le persone dei comitati del Coordinamento cittadino per la tutela degli alberi , gli attivisti di Italia Nostra, la gente comune del quartiere, genitori, docenti, cittadini, hanno potuto constatare che è possibile migliorare un progetto di scuola per il quale da anni lottiamo.
1) Per la prima volta davanti ai cancelli del cantiere è comparso il cartello della concessione edilizia ed è stato strappato davanti a noi , Leonardo Rombai e il sottoscritto, il vecchio cartello.
2) Dopo un vivace e produttivo dibattito con due consigliere del Consiglio di Quartiere 2 abbiamo avuto conferma dalla vice-sindaca e assessora all'Istruzione Cristina Giachi che il progetto esecutivo non è ancora stato ultimato. Inoltre l'esito della Conferenza dei servizi, avvenuta il 7 novembre, non è ancora stato reso noto. Su nostra richiesta la vice-sindaca ha mostrato una disponibilità ad un incontro con noi.

3) Leonardo Rombai, Presidente di Italia Nostra - Firenze e il sottoscritto Lorenzo Porta, a nome del Coordinamento Cittadino per la Tutela degli Alberi
( CCTA) stanno inviando formale richiesta al Sindaco di Firenze, Dario Nardella, per un incontro nel quale sia possibile trovare tutte le soluzioni per la salvaguardia del patrimonio arboreo, armonizzato con il progetto di edificazione.
4) il Cedro del Libano abbattuto il 22 dicembre verso le 10.00 di mattina, lato G. Verità, non figura nemmeno nell'elenco dei 40 alberi da abbattere nel progetto definitivo! ERA POSTO A LATO ADDIRITTURA DELLO SPAZIO DI EDIFICAZIONE! RITENIAMO CHE LA VIGILANZA SUL CANTIERE VADA TENUTA ALTA, COSI' COME IL LAVORO INFORMATIVO PER CONTRIBUIRE DAVVERO AL MIGLIORAMENTO DEL PROGETTO.
Basta abbattimenti! Finora sono stati 11! Grazie a tutti.
LORENZO PORTA , Gruppo genitori e abitanti Campo di Marte, Coord. Cittadino tutela alberi
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a proposito di correttezza

CITTADINI AREA FIORENTINA
A PROPOSITO DI CORRETTEZZA
La distanza in linea d'aria (del tutto teorica) alla quale si trova la Stazione AV rende impossibile qualsiasi integrazione con la Stazione di S.M. Novella
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Il Presidente della Commissione Urbanistica del Consiglio comunale Leonardo Bieber intervenendo al recente Convegno tenutosi in Regione sulla Stazione di S.M. Novella ci ha accusato di scorrettezza perché insistiamo a proporre alternative ad un progetto, quello del Passante AV, per il quale esistono contratti firmati e impegni istituzionali.
In realtà l'avv. Bieber prendeva di mira la proposta di Passante Regionale dell'arch. Francesco Re, riproposta in quella sede, ma già pubblicamente consegnata nel giugno 2016 nelle mani di Nardella, e da lui definita "suggestiva", proprio come aveva già fatto pubblicamente il Sindaco.
Riguardo ai contratti firmati Bieber ha però taciuto la revisione del progetto che converte la stazione passante AV in un cosiddetto "hub treno-gomma", A questo provvedono, o provvederanno, gli stessi progettisti originali Foster & Partners, Ove Arup International e Arup Italia. Infatti ad una interrogazione della consigliera Xekalos del M5S, che chiedeva lo stato dell'arte in merito l'assessore Giorgetti ha recentemente risposto che lo studio di fattibilità verrà redatto nel 2018. Dunque cambiare si può, anche in barba ai progetti approvati, alla funzionalità complessiva ed ai contratti. Non se ne sa ancora nulla però, né vi è stata alcuna discussione pubblica. Come fa quindi il consigliere Bieber a dar per certo che la revisione non avrà alcun impatto sul progetto originale approvato ?
Abbiamo assistito insomma, nell'arco di un anno e mezzo, ad un sorprendente voltafaccia dell'Amministrazione comunale, la quale nel 2016, per bocca del Sindaco, affermava che la stazione Foster è "un inspiegabile spreco di denaro pubblico" e a fine 2017, per bocca del consigliere Bieber, ci dice che niente cambierà a fronte di uno studio di fattibilità che sarà avviato nel 2018.
Corretta appare quindi la nostra richiesta di aprire un confronto per far luce su ciò che non è chiaro, ricordando le alternative ad un progetto talmente screditato e privo di significato trasportistico che ormai solo la ditta costruttrice e qualche politico toscano hanno l'animo di difenderlo.
Delle tante ombre che hanno caratterizzato l'iter di quest'opera (inchieste, sequestri, arresti e processi) vogliamo qui ricordare soltanto quanto detto nel 2015 dalla Relazione 2014 al Parlamento dell'Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone.

In essa, riferendosi ai lavori per il sottoattraversamento AV di Firenze, si metteva sotto osservazione la cessione totale, da parte di Coopsette a Condotte S.p.A, delle quote di partecipazione nella società Nodavia, contestandola alla luce del Codice dei contratti pubblici e della convenzione.
Quest'ultima in particolare escludeva la possibilità per Coopsette di cedere totalmente le proprie quote, portandole, come poi fece, dal 70 allo 0,01%.
La Relazione metteva in luce anche altre criticità, tra le quali:
  • il significativo aumento contrattuale (9,6% circa) per effetto di modifiche introdotte in corso d'opera;
  • il contenzioso tra committente e CG, con iscrizione di riserve da parte di quest'ultimo per una cifra pari al 75% dell'importo contrattuale, in un contratto, l'affidamento a Contraente Generale, fatto per assicurare maggior efficienza e capacità di assunzione del rischio da parte del concessionario
  • gli enormi ritardi e il fermo dei lavori determinatosi per lo scavo del Passante.
Cantone, ascoltato nel 2016 in Commissione ambiente del Consiglio Regionale, definiva l'opera un " Un caso emblematico che non ci fa onore ". Fra i tanti problemi vi era stata anche una " difficoltà ad interfacciarsi con i cittadini ", superabile introducendo nel nuovo Codice dei contratti il dibattito pubblico, una pratica definita " centrale per far comprendere costi e benefici di opere molto impattanti ".

Essendo l' ANAC un organo politico-amministrativo nominato dal Governo, quella bocciatura fu un fatto eminentemente politico, tanto più che il governatore Rossi in quell'occasione firmò con Cantone un Protocollo per la legalità e la trasparenza negli appalti.
Pertanto,
la Regione Toscana e il Comune di Firenze non avrebbero dovuto rivalutare tutta la vicenda, riguardo alle modalità degli appalti e riguardo agli obbiettivi che si poneva la Conferenza dei servizi del '99 ?
Quegli obbiettivi non erano stati vanificati dalla variante 2003 riguardante la stazione, per la quale una Valutazione di Impatto Ambientale, mancante allora, sarebbe oggi doppiamente necessaria ?
Non è forse vero che, come ha sempre dichiarato Ferrovie, nel sottoattraversamento ci andranno i treni AV no stop, più forse i treni AV che attualmente fermano a C. di Marte ?
Per quei pochi regionali (esclusi quelli di Pisa-Siena) che forse ci andranno invece è disponibile qualche studio dell'esercizio futuro ?
SI COSTRUIRANNO DUE TUNNEL DI 7,5 KM CIASCUNO CHE IMPEGNERANNO PER SEMPRE IL SOTTOSUOLO DI FIRENZE PER I TRENI CHE LA OLTREPASSANO
SI FARA' UN BUCO DI 500.000 MC PER FARVI PARCHEGGIARE I BUS E PER FERMARVI POCHI CONVOGLI
NON SAREBBE PROPRIO QUESTO IL MOMENTO DI DISCUTERNE CONTINUANDO ED APPROFONDENDO IL CONFRONTO INIZIATO IL 13 DICEMBRE ?
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