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venerdì 23 gennaio 2015

Consiglio di Stato: STOP ALL'INCENRITORE DI SCARLINO (GR)


COMUNICATO Forum Ambientalista Grosseto:
Una seconda sentenza del Consiglio di Stato contro le autorizzazioni della Provincia di Grosseto.
Grazie Franco Zuccaro per questa bella vittoria. Se fossimo credenti diremmo che hai continuato da lassù a combattere questa battaglia legale che vent'anni fa avevi iniziato con noi, sempre generosamente e intelligentemente, prima contro l'ENI, poi  contro l' amministrazione Marras/Sammurri. Questi, dopo aver letto una prima sentenza del Consiglio di Stato, che ci dava ragione sulla illegittimità delle loro autorizzazioni, avevano avuto l'arroganza di rilasciare una nuova autorizzazione, lasciando del tutto invariata la situazione ambientale.
Ma da laici pensiamo anche che alla fine il buon senso e la civiltà giuridica del nostro paese hanno vinto con noi: allora è necessario ricordare a questi amministratori  in carriera che l’oggetto della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA), necessaria quando si vuole costruire un nuovo impianto pericoloso, come appunto un inceneritore, non è mai un impianto a sé stante, ma l'ambiente, che deve sostenere il nuovo impianto. Cioè, con la procedura di VIA si deve verificare, in un dato territorio, la capacità dell’ambiente e della popolazione di sostenere le ulteriori emissioni, previste con l’avvio di un nuovo impianto pericoloso. A Scarlino, stante i dati accertati di inquinamento persistente del terreno e delle falde idriche, c'è stata una violazione delle norme, autorizzando ulteriori immissioni nell'ambiente degli stessi inquinanti già fuori norma.
Ora si proceda, senza più omissioni, alla reale bonifica del territorio, in quanto su questa terra nulla si nasconde, ma tutto circola ed entra, prima o poi, nei circuiti dei cicli biologici e nelle nostre vite.

Roberto Barocci,
Forum Ambientalista Grosseto

domenica 27 luglio 2014

Caro Ministro Lupi, ti scrivo...

di PAOLO BALDESCHI  da Eddyburg.it 27 Luglio 2014

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Caro Ministro Lupi, sollecitato dal suo invito a partecipare a una consultazione pubblica nel sito del Ministero da lei presieduto, mi permetto di esprimere il mio pensiero 

Caro Ministro Lupi,

sollecitato dall'i
nvito a partecipare a una futura consultazione pubblica sul suo disegno di legge "Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazione urbana", mi permetto, in anteprima, di esprimere il mio pensiero. Dopo avere letto, con una certa condivisione, nel primo articolo che "il governo del territorio consiste nella conformazione, nel controllo e nella ge­stione del territorio, quale bene comune di carattere unitario e indivisibile", sono stato insospettito dal fatto che lo stesso articolo recita che "le politiche del «governo del territorio» garantiscono la graduazione degli interessi in base ai quali possono essere regolati gli assetti ottimali del territorio e gli usi ammissibili degli immobili."

Di quali interessi si tratta? Il testo del disegno di legge lo chiarisce oltre ogni ragionevole dubbio: sono gli interessi dei proprietari immobiliari che devono essere tutelati, sostenuti e promossi dagli enti locali, che - volenti o nolenti - devono assecondarli con accordi fuori o dentro gli strumenti urbanistici. Di più: al di là delle petizioni di principio, appare con tutta evidenza che il disegno di legge considera il territorio come supporto neutro e indifferenziato per l'attività edilizia; di fatto, l'articolato non si occupa di paesaggio, ambiente, territorio, intesi come patrimonio della collettività ma di quanta volumetria vi si possa spalmare, in forma di espansione urbana (soprattutto) o di "rinnovo urbano", quest'ultimo usato come un grimaldello per aggiungere metri cubi a metri cubi. Che questa sia la finalità del legislatore Lupi, che non vorrei avesse come modelli culturali di riferimento le imprese dei vari Ligresti, Zunino e simili gentiluomini operanti nella sua Milano, è chiarito già al comma 4 dello stesso primo articolo su "oggetto e finalità della legge: "Ai proprietari degli immobili è riconosciuto, nei procedimenti di pianificazione, il diritto di iniziativa e di partecipazione, anche al fine di garantire il valore della proprietà".

Questo è il primo obiettivo della Legge; il secondo, complementare, è di sottoporre alla regia e ai voleri dello Stato (leggi: Governo) le eventuali Regioni che andassero contro corrente o reclamassero l'esclusività delle competenze in materia di pianificazione urbanistica; la legge introduce, infatti, un misterioso strumento di promulgazione statale, la Direttiva Quadro Territoriale (DQT), che "garantisce l’espressione della domanda pubblica di trasformazione territoriale che la pianificazione paesaggistica deve contemplare" Sì, avete capito bene: la DQT garantisce che la "domanda pubblica di trasformazione territoriale" (cioè alta velocità, grandi opere, e perché no, tutte le operazioni private battezzate in qualche modo di interesse pubblico) non sia ostacolata da fastidiosi intralci, come, ad esempio, i piani paesaggistici: con un rovesciamento dei valori e delle finalità sanciti nella Costituzione vigente che, non a caso, il duo Renzi-Berlusconi vuole stravolgere in senso autoritario.

E via via nell'articolato della legge è un crescendo di disposizioni dove l'urbanistica è intesa come contrattazione dei metri cubi con l'iniziativa privata: "La legge regionale determina per ogni ambito territoriale unitario ... i limiti di riferimento di densità edilizia" (art. 6). "Nell’ambito della formazione del piano operativo, i privati possono presentare proposte per operazioni di trasformazione urbanistica.... Le proposte, corredate da progetti di fattibilità, si intendono come preliminari di piani urbanistici attuativi" (art. 7). "La disciplina della conformazione della proprietà privata... rispetta il principio di indif­ferenza delle posizioni proprietarie". "Le operazioni di rinnovo urbano possono essere realizzate anche in assenza di pianificazione operativa o in difformità dalla stessa, previo accordo urbanistico tra Comune e privati interessati dalle operazioni" (art. 16). Fa da corollario l'abolizione degli standard di legge del DM 1444 del 1968, evidentemente per ridurne la quantità minima obbligatoria, dato che nessuno ne impedisce una dotazione più generosa.

Il tutto in un testo che in non poche parti appare confuso e contraddittorio, ma da cui scompare non solo il governo del territorio "in tutte le sue componenti, culturali, ambientali, naturali, paesaggi­stiche, urbane, infrastrutturali" (art. 1), ma scompare anche la stessa urbanistica; l'evidente paradosso è che una legge che vorrebbe essere di modernizzazione non solo è culturalmente più arretrata della storica legge 1150 del 1942, ma sembra un tragicomico ritorno agli anni '50 e '60. E' cieca e sorda al fatto che "lo sviluppo" e la "competizione urbana" in Europa, nel 2014, si gioca sulla valorizzazione dell'ambiente, del paesaggio, della qualità della vita, sul risparmio di suolo (per incentivare il quale la legge - udite udite - propone di diminuire gli oneri di urbanizzazione a chi costruisce con maggiori densità). 

Nella legge del Ministro Lupi i veri protagonisti sono i diritti edificatori creati artificiosamente attraverso i principi di indifferenza, perequazione, compensazione e premialità (gli enti pubblici possono attribuire agli attori della riqualificazione urbana ulteriori metri cubi). Diritti edificatori che volteggiano sul territorio per atterrare dove proprietari e Comuni si mettano d'accordo. Un ulteriore corollario: gli enti locali dovranno adeguare i loro strumenti urbanistici, in sostanza rifarli ex novo, sulla base di una disciplina paesaggistica e alla nuova legge fra loro conflittuali nella sostanza e incompatibili da un punto di vista giuridico.

Mi permetto, in conclusione, di dare un consiglio al Ministro Lupi. Getti il suo disegno di legge nel cestino della carta straccia. Si ispiri a delle buone leggi regionali di vero "governo del territorio", ad esempio al disegno della nuova legge toscana. Sostituisca o integri il team che ha formulato la Legge, composto quasi esclusivamente di avvocati e di esperti di diritto con qualche vero urbanista, oltre al buon Franceso Karrer, in questi giorni da lei nominato Commissario dell'Autorità portuale di Napoli. E per gli amici di eddyburg un invito: partecipate numerosi alla consultazione promossa dal Ministro. Sperando che qualcuno nel governo si ravveda: il governo del territorio non è cosa che riguardi solo il Ministro delle Infrastrutture. Rifiutare la legge Lupi - più ancora che l'articolato  principio che lo ispira, la sacralizzazione di un diritto edificatorio ubiquitario - non è di "sinistra" o di ispirazione ambientalista, ma solo mossa di buon senso: vale a dire essere consapevoli che garantire e cristallizzare la rendita immobiliare e pensare all'edilizia come propellente dell'economia è quanto meno di moderno e intelligente si possa fare in un paese dove (dati ISPRA 2013) si consumano annualmente quasi 22.000 chilometri quadrati di suolo. Ma evidentemente per Lupi e Co questo non è ancora sufficiente.

Riferimenti
Si veda su eddyburgRiforma urbanistica: una proposta preoccupante di Mauro Baioni

sabato 12 luglio 2014

Campi Bisenzio: assemblea pubblica presso Pubblica Assistenza


L'inceneritore? Un film già visto!


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venerdì 11 luglio 2014

Tonnellate di rifiuti nella cava di calce di Paterno

Portata alla luce, nell'ispezione del corpo forestale e di Arpat, una montagna di sostanza marrone e maleodorante. Forse pericolosi scarti di concerie

di FRANCA SELVATICI

Tonnellate di rifiuti nella cava di calce di Paterno

Tonnellate di materiale maleodorante stanno emergendo dai capannoni dell’ex stabilimento di Cava Paterno, a Vaglia, dove in febbraio erano state sequestrate 1300 tonnellate di sabbia finissima contenente metalli pesanti denominata Polverino 500 mesh. Corpo Forestale dello Stato e Arpat sono intervenuti oggi nell’ex cava per una ispezione su altri materiali depositati nei capannoni dello stabilimento. Una ruspa ha portato alla luce montagne di una sostanza marrone e maleodorante che era ricoperta da altro materiale bianco e inodore, forse calce. Gli uomini intervenuti hanno operato con mascherine protettive. Secondo gli ex proprietari, anche il materiale sottostante portato alla luce dalla ruspa sarebbe calce, ma una delle ipotesi che circolano è che possa trattarsi di pericolosi rifiuti di concerie.

Se così fosse, potremmo trovarci di fronte a una piccola Terra dei fuochi in Toscana. Nell’inchiesta sulla ex cava, coordinata dal pm Luigi Bocciolini, vengono ipotizzati i reati di traffico illecito di rifiuti e gestione di discarica abusiva. Intorno alla cava si sono verificate diverse inspiegabili morti per tumori. E la popolazione si è ribellata quando è saltato fuori, sotto la precedente amministrazione comunale, che la cava avrebbe potuto essere adibita a possibile discarica di eternit, cioè di amianto. 
10 luglio 2014FONTE ARTICOLO: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2014/07/10/news/tonnellate_di_rifiuti_nella_cava_di_calce_di_paterno-91218947/.......................................................Comitato Ambientale Vaglia

Da ieri, giovedì 10 luglio, il Corpo Forestale dello Stato e l'Arpat 
sono intervenuti con un escavatore nell'ex-cava per ispezionare i 
materiali depositati nei capannoni dello stabilimento.

La ruspa ha portato alla luce montagne di una sostanza marrone e 
maleodorante che era ricoperta da altro materiale bianco e inodore.

Le operazioni continueranno nei prossimi giorni.

Link ad articoli sull'argomento:
Corriere Fiorentino - Si scava nella cava in Mugello. Sepolti lì i 
rifiuti delle concerie?
http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2014/10-luglio-2014/si-scava-cava-calce-paterno-sepolti-li-rifiuti-concerie-223546631068.shtml

OK!Mugello - Paterno. Scavatori della forestale in azione nella ex fornace
http://www.okmugello.it/vaglia/paterno-scavatori-della-forestale-in-azione-nella-ex-fornace/

Comitato Ambientale Vaglia


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Postato da Associazione "Vivere in Valdisieve" su Associazione "Vivere in Valdisieve" il 7/11/2014 07:21:00 AM

martedì 8 luglio 2014

Fwd: [ASSOCIAZIONE VALDISIEVE] INCENERITORE CASE PASSERINI: una VIA inaccettabile

Riceviamo e pubblichiamo da Roberto Viti.
Nell'attesa dell'AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale) che dovrebbe, se rilasciata, dare il via ai lavori dell'inceneritore di Case Passerini, abbiamo posto attenzione al precedente passaggio della Provincia cioè al parere favorevole sulla VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) che di recente è stata approvata con un documento di 22 pagine che si può trovare su internet. Siamo rimasti sconcertati!! Si dice di continuo quanto sia pericoloso l'impianto, si menzionano le emissioni dannose in atmosfera con le persistenti ricadute al suolo fortemente lesive per la salute umana e per l'ambiente. Ma poi, nel finale, si taglia corto dicendo che tutto ciò (cioè quello che noi Comitati per 10 anni abbiamo denunciato) sarà tenuto sotto controllo con un monitoraggio continuo. Contro questo documento stiamo presentando un ricorso al TAR e per questo stiamo effettuando una raccolta di firme. Chi volesse firmare può telefonare al 3290531174. Ci dicono che saremo protetti quindi da un costante controllo che si promette di fare. Si, proprio come il 10 dicembre 1977 quando un comunicato congiunto dei comuni di Campi Bisenzio e Firenze dichiarava che la presenza di polveri nell'abitato di San Donnino fosse "nettamente inferiore ai valori fissati dalla legge antismog e si ritiene di scartare con sicurezza che ai fumi dell'inceneritore si possa ricondurre gli aumenti di tossicità nell'atmosfera tali da provocare fenomeni mutogeni e cancerogeni". Che fine ha fatto l'Inceneritore di San Donnino?: chiuso a furor di popolo! Anno 2007, chiude l'inceneritore di Montale per il superamento delle emissioni di diossina e furani. Novembre 2008, chiude quello di Malagrotta per violazione dei parametri in materia di salute. Marzo 2009, chiude quello di Colleferro per traffico illecito dei rifiuti, falso, truffa aggravata ai danni dello Stato, accesso abusivo ai mezzi informatici con modifica dei valori limite delle emissioni in atmosfera. Luglio 2010, siamo da capo, sequestrato quello di Pietrasanta (Falascaia) per sversamento di metalli pesanti. In questa scansione temporale chiudono anche gli inceneritori di Terni, di Taranto e addirittura l'inceneritore di Acerra non entra nemmeno in funzione perché dovrebbe essere immediatamente sequestrato. Dobbiamo aggiungere qualcosa? Di sicuro ce ne siamo dimenticati qualcuno e spesso sono impianti di ultima generazione quelli che, secondo i nostri illuminati amministratori, dovrebbero avere un impatto invasivo ridotto sulla salute. Peccato poi che la magistratura li sequestra forse in base al principio che non si può essere malati poco o buscarsi malattie di gravità ridotta! Perché sono impianti che fanno male a noi ed all'ambiente in barba a tutte le tecnologie che si sono fino ad oggi inventate. Nelle analisi del gennaio 2010 pagate di tasca nostra da noi Coordinamento dei Comitati, (gli organismi pubblici a perpetua vergogna non fanno simili analisi), si rilevò che nel latte materno di due mamme prese a campione che abitavano nei pressi dell'inceneritore di Montale era presente diossina in quantità tale che, se si fosse trattato di latte di mucca si sarebbe distrutto. Ma siccome nessuna legge ha mai preso in esame la possibilità che nel latte materno ci possa essere della diossina poiché non si era mai immaginato che esseri umani avrebbero esposto dei loro simili ad un tale rischio non c'è limite di legge da rispettare mentre esiste per il latte vaccino. Questo è quanto. Ma per chi e per cosa? Quando esistono in aumento nel mondo e da anni già applicate con successo tecnologie a freddo senza combustione alcuna denominate strategia Zero Waste (Rifiuti Zero). Perché non ci si rivolge ad esse? Chi ci guadagna in tutto ciò? Rammentiamoci degli impianti affidati ai privati come Colleferro o come quello del Pollino, dove nell'aprile 2008 la Procura di Lucca aprì un'inchiesta sul software dell'azienda che abbatteva certi valori delle emissioni taroccandoli per riportare questi ultimi a norma di legge e nel bel mezzo c'erano gli enti pubblici che avrebbero dovuto vigilare sul bene costituzionalmente protetto della salute proprio come ora promettono di fare per l'inceneritore di Case Passerini. Per l'impianto di Montale prima del sequestro non c'era nessun allarme diossina. "Le emissioni sono entro i limiti di legge" parole queste dell'assessorato regionale del diritto alla salute di allora. Le stesse parole che furono usate nel 1977 per difendere l'inceneritore di San Donnino dalle nostre battaglie. E queste sarebbero le amministrazioni che dovrebbero tutelarci? Speriamo solo di non dover rileggere il 10 dicembre 2020, in un comunicato congiunto dei comuni di Campi Bisenzio e Firenze……si sottolinea che la presenza di polveri nell'abitato di Campi Bisenzio è "nettamente inferiore ai valori fissati dalla legge antismog".
Ecco qui perché siamo contro ed il perché del nostro attuale ed ultimo sconcerto con la lettura del loro recente parere favorevole alla VIA.

Roberto Viti – Comitato Civico Campigiano "No Inceneritore" ex Lista Civica
IMMAGINE QUI

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Postato da Blogger su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 7/08/2014 04:27:00 PM


"Vivere in Valdisieve": Nominato il commissario di Aer Impianti: è Alessandro Degl'Innocenti. I sindaci disertano l'assemblea di Aer: rinviata a luglio


Il presidente di Aer Spa Silvano Longini

Nominato il commissario di Aer Impianti: è Alessandro Degl'Innocenti. I sindaci disertano l'assemblea di Aer: rinviata a luglio.

di Valdarnopost
 L'assemblea dei soci di Aer Impianti, ratifica le dimissioni del presidente Marcello Ulivieri e del cda, nominando il nuovo commissario. E' quanto avvenuto nella riunione di questa mattina e che ha visto protagonisti i sindaci del Valdarno e della Valdisieve, di quei Comuni che sono all'interno della società di scopo.

Aer Impianti è la società che si deve occupare della realizzazione del nuovo termovalorizzatore di Selvapiana e da mesi è al centro delle polemiche, dopo il ricorso al Tar presentato contro il piano d'ambito di Ato Toscana Centro. Società che secondo quanto illustrato dall'ex sindaco di Pontassieve Marco Mairaghi, dovrà essere liquidata nei prossimi mesi, visto che non esistono più i presupposti per realizzare l'impianto.

Il commissario, nominato dai soci, è Alessandro Degl'Innocenti, attuale dirigente responsabile del servizio tecnico associato di Pontassieve e Rignano.

Sempre questa mattina era in programma l'assemblea di Aer Spa, la società guidata da Silvano Longini, che si occupa della gestione dei rifiuti per il Valdarno e la Valdisieve. In questo caso, la maggioranza dei sindaci ha deciso di non prendere parte all'incontro: è venuto così a mancare il numero legale e l'assemblea è stata rinviata a luglio.

Molte le questioni ed i nodi irrrisolti ancora sul tavolo - feroci anche in questo caso le polemiche che si sono susseguite negli ultimi mesi - e molto probabilmente è questo il motivo che ha spinto i sindaci a non prendere parte all'incontro e a guadagnare tempo.
 
Fonte:
http://valdarnopost.it/news/nominato-il-commissario-di-aer-impianti-e-alessandro-degl-innocenti-i-sindaci-disertano-l-assemblea-di-aer-rinviata-a-luglio
Altri articoli:  http://valdarnopost.it/ricerca?q=selvapiana
 
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Postato da Associazione "Vivere in Valdisieve" su Associazione "Vivere in Valdisieve" il 7/08/2014 05:42:00 AM

mercoledì 2 luglio 2014

Inceneritore di Brescia: nube nera esce dall'inceneritore. Arpa: "Dati su diossine non registrati"

Dopo l'incidente avvenuto il 27 aprile 2014, la multiutility A2A che gestisce l'impianto ha assicurato: "Tutti i valori si sono mantenuti sotto i limiti autorizzati". Ma per l'Agenzia regionale per l’ambiente ci sono state “interruzioni durante il campionamento” nei minuti in cui era in corso il guasto.

Brescia, nube nera esce dall’inceneritore. Arpa: “Dati su diossine non registrati”
Una nube nera che esce dall’inceneritore più grande d’Europa, la seconda in due anni ad alzarsi sulla città di Brescia di cui non si conoscono con precisione gli effetti sull’ambiente e sulla salute della popolazione. È successo lo scorso 27 aprile, poco prima delle 12, anche se il gestore dell’impianto – A2A Ambiente – ha informato le autorità dell’incidente solo la sera del giorno successivo quando già circolavano le fotografie della nube scattate da un passante. La multiutilityA2A rassicura precisando che “tutti i valori si sono mantenuti costantemente e abbondantemente sotto i limiti autorizzati”. Ma l’Agenzia regionale per l’ambiente rileva – in una relazione datata giugno 2014 che ilfattoquotidiano.it ha potuto consultare – che ci sono state “interruzioni durante il campionamento” nei minuti in cui era in corso l’incidente. I dati sulle diossine, quindi, non sono stati registrati dall’azienda.

lunedì 23 giugno 2014

Aer Impianti, dopo le polemiche, pubblica i bilanci. M5S e Rifondazione: "Sorpresa, serve ricapitalizzazione dei soci. I Comuni si devono opporre: basta sperperi"

Dopo le polemiche sulla trasparenza, Aer Impianti pubblica i bilanci e attiva il sito internet. E dal bilancio consuntivo 2013 emerge la necessità di una ricapitalizzazione per far fronte alla mancanza di liquidità. Dura presa di posizione del Movimento 5 Stelle e di Rifonfazione: "Basta sprechi. No alla ricapitalizzazione: la società venga liquidata". Il Collegio Sindacale: "Situazione delicata". Presentate interrogazioni e interpellanze urgenti a Figline e Incisa, Reggello e Rignano.
Aer Impianti, dopo le polemiche, pubblica i bilanci. M5S e Rifondazione: "Sorpresa, serve ricapitalizzazione dei soci. I Comuni si devono opporre: basta sperperi"
"No alla ricapitalizzazione". Questo l'appello lanciato dal Movimento 5 Stelle e da Rifondazione Comunista che in questi giorni hanno visionato i bilanci di Aer Impianti. Nei giorni scorsi era scoppiata la polemica per la mancanza di trasparenza da parte della società mista, "sorella minore" di Aer, il cui sito internet era fuori uso. Adesso la pagina web è stata aggiornata con i bilanci e gli incarichi. E c'è una novità.

Dal consuntivo 2013 di Aer Impianti, e dai documenti allegati, emerge la necessità di una ricapitalizzazione da parte dei soci, quindi anche dei Comuni del Valdarno e della Valdisieve. "Il 24 giugno 2014 – sottolineano il Movimento 5 Stelle e Rifondazione - avrà luogo l'Assemblea dei soci AER impianti Srl per formalizzare le dimissioni del Cda e per individuare un probabile amministratore unico per liquidare la fallimentare  società di scopo guidata da un ex amministratore del Pd, che si è vista sfumare l'affaire sulla costruzione del megainceneritore a Selvapiana – Rufina".

"La società – che si occupa della progettazione, realizzazione e gestione di impianti di termovalorizzazione, discariche e impianti energie rinnovabili nata nel 2009 – arriva in affanno a questo appuntamento, con una serie impressionante di pessime performance gestionali, con complicatissimi e poco chiari assetti  dei vertici aziendali e con uno strutturato sbilancio economico mai chiarito ai vari Consigli Comunali.  Inoltre, nell'abbandonare la nave che "affonda" come sappiamo, il Cda ha presentato un discutibile  ricorso al TAR nei confronti di ATO Toscana Centro, della Regione Toscana  e Provincia di Firenze".


"Ma l'appuntamento del 24 giugno nasconde anche una pericolosissima insidia, appresa in queste ore, dopo che AER Impianti è stata obbligata dalle nostre proteste a ripristinare il proprio sito, rappresentata da una richiesta dell'ex Presidente del Cda a tutti i soci e contenuta nella relazione di bilancio consistente nella revisione dell'Accordo d'investimento e Pattuizioni Parasociali e in una inaccettabile richiesta di aumento del capitale sociale" sottolineano i gruppi consiliari di Figline e Incisa, Reggello e Rignano dei due schieramenti in una nota congiunta.

"A tal proposito – si legge nella nota - i gruppi consiliari del M5 Stelle di Figline e Incisa (Lorenzo Naimi e Piero Caramello)  Reggello (Antonio Ortolani, Saverio Galardi) , di Rifondazione Comunista di Reggello  (Andrea Calò) di Rignano sull'Arno (Federica Frondizzi)  nel ribadire la più netta contrarietà ad una ricapitalizzazione di una costosa e inutile società di scopo hanno presentato interrogazioni ed interpellanze urgenti nei rispettivi comuni chiedendo ai primi cittadini di  chiarire il motivo della revisione di accordi e patti, di relazionare sulla gestione e sui risultati conseguiti, sull'entità  dei gravi  sbilanci economici, il motivo per il quale viene richiesto un aumento del capitale sociale entro il mese di ottobre 2014, palesata  l'impossibilità, dato il piano di ambito Ato Toscana Centro, di realizzare il mega inceneritore e del buco finanziario".

Certo è che la società versa in una situazione non tranquilla, come sottolinea il Collegio Sindacale che nella relazione allegata al bilancio specifica: "Il collegio esaminando le dinamiche di bilancio invita a valutare attentamente le necessità finanziarie e di ricapitalizzazione della società. La situazione finanziaria risulta ancora più delicata rispetto al precedente esercizio in considerazione anche dei rilevanti fatti avvenuti successivamente al 31 dicembre 2013".


FONTE ARTTICOLO:  http://valdarnopost.it/news/aer 

Campi Bisenzio: 1300 firme per Rifiuti Zero e non finisce qui!

 

Campi: 1300 firme per Rifiuti Zero e...non finisce qui

Martedi 17 Giugno sono state consegnate al Comune di Campi le prime Firme raccolte in questi mesi per chiedere  l'adozione della strategia Rifiuti Zero ed il blocco del progetto di costruzione dell'Inceneritore di Case Passerini proposto dall'azienda Qthermo formata da Quadrifoglio e Gruppo Hera.

La consegna è stata sostenuta da un presidio di controinformazione al quale, fino all'ultimo momento, abbiamo raccolto le firme di tutti quegli abitanti seriamente preoccupati dall'avanzamento delle procedure di autorizzazione per l'inceneritore ed altrettanto convinte della necessità di una gestione altra del ciclo dei rifiuti che punti al riuso, al riciclo, alla differenziata ed alla riduzione della loro produzione a monte come antidoti alle nocività che stanno seppellendo la Piana e strumenti per rilanciare occupazione e tutela della ricchezza
collettiva.

Il Comune ha protocollato 84 "griglie" e oltre 1300 nomi. Un piccolo successo dell'iniziativa, soprattutto nella capacità di attivare gli abitanti che hanno animato un importante dibattito dal basso, che apre nuove sfide e può farci guardare avanti.

E Infatti...

1- La raccolta firme NON E' FINITA:
Sarà possibile integrare nuove firme a quelle già consegnate. Firmate ancora! Fate firmare!
In tutte le prossime iniziative sarà possibile farlo.
Chi volesse organizzarsi può stampare tutti i materiali da qui:
http://pianacontronocivita.noblogs.org/2014/02/10/petizione-no-inceneritore-fermarlo-e-possibile-e-tocca-a-te/

2- Un Consiglio Comunale Aperto:
La Petizione Popolare per cui le firme sono state raccolte verrà
presentata-discussa e votata al Comune di Campi. Vogliamo che tutto questo processo sia pubblico, trasparente e aperto ai cittadini per questo stiamo cercando di ottenere un Consiglio Comunale Aperto la cui data (che ancora non c'è) verrà "pubblicizzata" al massimo affinchè ci sia la massima partecipazione degli abitanti.Vogliamo che la Petizione Popolare sia sostenuta e presentata dai suoi
stessi proponenti e firmatari per questo saremo noi stessi ad esporla e
sostenerla durante il consiglio comunale.

3- Un'Assemblea Pubblica a Campi B.:
Per non perdersi, per conoscersi, per aumentare la comprensione della situazione rispetto all'avanzamento dell'Inceneritore, per organizzare la partecipazione al Consiglio Comunale Aperto che speriamo di ottenere, per immaginare insieme come fermarli e raggiungere la strategia Rifiuti Zero. Stiamo pensando di organizzare un'Assemblea Pubblica di cui data e luogo devono ancora essere decisi.

Un abbraccio a tutti/e coloro che si stanno sbattendo!

 

 

Per info :

 

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Postato da Associazione "Vivere in Valdisieve" su Associazione "Vivere in Valdisieve" il 6/23/2014 07:04:00 AM

venerdì 13 giugno 2014

ASSOCIAZIONE VALDISIEVE: INCONTRO IN PARLAMENTO DEL MOVIMENTO LEGGE RIFIUTI ZERO



INCONTRO IN PARLAMENTO DEL MOVIMENTO LEGGE RIFIUTI ZERO

  Il Movimento Legge Rifiuti Zero ha incontrato ieri in Parlamento i gruppi del M5S – MPA – PD ed il presidente della Commissione Ambiente alla Camera dei deputati con l'intento di  definire la calendarizzazione della proposta di legge di iniziativa  popolare da noi depositata ad Ottobre 2013 con circa 86.000 firme.
  Negli incontri sono stati affrontati i temi generali legati  all'avanzata della strategia Rifiuti Zero in Italia ed in Europa ed  ovviamente chiesto un preciso impegno perché sia finalmente  portata in Aula alla Camera dei deputati la PRIMA LEGGE DI  INIZIATIVA POPOLARE che pone al Governo ed al Parlamento tutto  la possibilità che si riconosca l'esercizio costituzionale del diritto  sancito all'art. 71 – "Il popolo esercita l'iniziativa delle leggi,  mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori,  di un progetto redatto in articoli".
  Abbiamo registrato di fatto un unanime consenso sull'appoggio alla nostra proposta di legge, superando anche alcune limitate incomprensioni con il M5S su un punto specifico di cui ci eravamo
già impegnati a concordare una migliore formulazione lessicale che sgombri il campo da qualsiasi equivoco, nella ferma convinzione che occorre oggi una operazione di totale revisione giuridica, di generale riconversione tecnologica e soprattutto di un grande percorso culturale di partecipazione popolare.
   Ribadiamo che l'avvio del percorso segnato dalla Legge Rifiuti Zero in Italia possa essere la vera sfida alla creazione di un ciclo virtuoso che oltre a tutelare l'ambiente e la salute possa dare una risposta di immediata attuazione in termini di riavvio di un ciclo produttivo sostenibile per la creazione di circa 400.000 nuovi posti di lavoro.
   Un ciclo virtuoso che va dalla raccolta "porta a porta" generalizzata alla introduzione della Tariffa puntuale, dall'attivazione dei Centri di riuso e riparazione alla realizzazione di impianti di riciclo dei materiali inorganici e di compostaggio dei materiali organici, dalla revisione del sistema di contributi CONAI all'introduzione della tassa sul "vuoto a perdere".
   Senza dimenticare le norme di contrasto come la moratoria contro gli inceneritori e la produzione di energia dai rifiuti, la revoca degli incentivi a forme di energia non rinnovabile, la revoca del D.M. Clini contro il CSS, la revoca dei contratti capestro per i Comuni per conferire negli inceneritori, la normativa sul reato di danno ambientale, la moratoria per le discariche di amianto e tanto altro ancora.

QUESTA E' LA VERA RIVOLUZIONE CULTURALE CHE PROPONIAMO AL PARLAMENTO, ma anche da iniziare ad attuare in parte già SUBITO a partire dai territori più colpiti dalla devastazione messa in atto in Campania ma che di fatto unisce TUTTE LE REGIONI.

Roma 13 giugno 2014
Portavoce nazionale

Massimo Piras

lunedì 4 febbraio 2013

Lettera ai SINDACI della VALDISIEVE

 
ScreenHunter_02 Jan. 31 12.42Volentieri condividiamo e pubblichiamo una lettera che ci arriva da un cittadino, indirizzata al Sindaco di LONDA Aleandro Murras. Nel farla anche nostra cogliamo l'occasione (in accordo con Daniele) per girarla a tutti gli altri  Sindaci della Valdisieve ponendo loro le stesse domande in attesa di altrettante loro risposte..

Questo il testo:
"Gentile sig. sindaco di Londa,

raccolgo molto volentieri il suo invito a pubblicizzare e a diffondere il suo comunicato per l'ottimo risultato da lei raggiunto nel suo comune con lo sforzo di tutta la sua popolazione residente, e me ne congratulo.

Figline a 'Rifiuti zero' entro il 2020

Riportiamo la notizia che leggiamo su Valdarno Post e che ci riempie di gioa.
Figline aderisce alla strategia Rifiuti Zero. E' probabile che la cosa possa incidere anche sulla discarica Le Borra (che nessuno vuole, tanto che diversi Sindaci si sono presentati in Consiglio Provinciale lo scorso 17 dicembre in occasione dell'adozione del PIR). 
Ricordiamo che tale discarica avrebbe dovuto contenere le ceneri (non pericolose) dell'inceneritore di Selvapiana secondo gli accordi  ratificati in tutti questi anni. Ci pare di capire che i sindaci del Valdarno (incontratisi successivamente con BARDUCCI il 4 gennaio scorso) non voglino tale discarica in nessun modo (mentre la provincia la conferma nel PIR, insieme a Testi!). 

A questo punto come siamo messi? 

UN DECRETO PERICOLOSO PER LA SALUTE - LEGGETE E CONDIVIDETE

Bruciare rifiuti negli impianti di produzione di cemento:
una decreto passato nel silenzio di un fine legislatura che desta molte preoccupazioni
 
Comunicato stampa, 30 gennaio 2013
 
Quanta fretta, ma dove corrono?
Solo adesso, a Camere sciolte, ha preso forma l'iter di approvazione dello "Schema di decreto del Presidente della Repubblica concernente il regolamento recante disciplina dell'utilizzo di combustibili solidi secondari (CSS), in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali, in cementifici soggetti al regime dell'autorizzazione integrata ambientale".
Il decreto - come rivela un articolo pubblicato da Altreconomia.it - ha avuto, il 16 gennaio scorso,  parere favorevole della 13° commissione "Territorio, ambiente, beni ambientali" del Senato, dopo una fase "istruttoria" durata appena due giorni lavorativi.

mercoledì 30 gennaio 2013

Rifiuti nei cementifici, un attacco alla salute

Un nuovo attacco alla salute viene portato dallo schema di Decreto Presidenziale approvato del Consiglio dei ministri il 26 ottobre 2012 ed inviato al Parlamento.  E' un provvedimento che disciplina  la combustione di rifiuti nei cementifici, in parziale sostituzione di combustibili fossili tradizionali. Esso aggrava pesantemente quanto già previsto dal D. M. Sviluppo Economico del 6 luglio 2012, con cui il ministro Passera aveva liberalizzato la speculazione legata alla produzione di energia da impianti a biomassa agricola.
La nuova proposta legislativa riguarda l'utilizzazione "energetica" del Combustibile Derivato Rifiuti (C.D.R.),  riclassificato come Combustibile Solido Secondario (C.S.S.). Il CSS, non più definito "rifiuto urbano", ma "rifiuto speciale", viene esentato dall'obbligo di essere trattato entro i confini regionali, diventando un prodotto industriale "di libera circolazione" che va a sostituire i combustibili tradizionali nei cementifici ed entra nel business dello smaltimento dei rifiuti.

COMUNICATO STAMPA coordinamento Piana e Medicina Democratica


martedì 22 gennaio 2013

Il Comitato NO TUNNEL TAV dà fiato alla bocca e denuncia l'inizio del rimpallo di responsabilità

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 22 gennaio 2013

TAV
Controlli e Comune

Il Comitato dà fiato alla bocca e denuncia l'inizio del rimpallo di responsabilità


Con un certo sconcerto i membri del Comitato No Tunnel TAV hanno accolto le dichiarazioni del sindaco di Firenze Matteo Renzi che rivendica, per l'istituzione di cui è a capo, di aver fatto tutto quanto doveva. Pare si cominci ad assistere al solito rimpallo di colpe con dei bambini trovati con le dita sporche di marmellata. Siamo comprensivi e riconosciamo che i nervi sono a fior di pelle, ma sotto gli occhi del Sindaco e della sua amministrazione abbiamo avuto, tra l'altro, traffico di rifiuti e gravi rischi per l'incolumità dei ragazzi di una scuola.
Ci stupiscono anche certe dichiarazioni di Renzi: "Di tutte le considerazioni fatte in questi anni dai No Tav non si rintraccia nulla nelle carte dell'inchiesta". Non si riesce a capire dove sia vissuto fin'ora il nostro Sindaco, forse troppo impegnato nelle primarie appena passate, ma le denunce di associazioni come Idra, di un paio di consiglieri o anche di questo Comitato paiono non essere esistite. Eppure basterebbe andare nei rispettivi siti per vedere la mole di materiale prodotto.
Ricordiamo solo una cosa che è tornata agli onori della cronaca oggi: il fatto che a scavare i tunnel sarebbe stata una sola fresa invece di due. I tecnici che collaborano col Comitato fecero rilevare che non si sarebbe trattato solo di un risparmio per le imprese esecutrici in contrasto con i contratti firmati, ma che l'uso accoppiato di due di queste macchine avrebbe ridotto le subsidenze in superficie, cioè i cedimenti del terreno sul quale è costruita la città; insomma ridurre le due frese ad una sola avrebbe aumentato i rischi per tutto il patrimonio abitativo e monumentale interessato dai lavori.
Queste osservazioni furono portate a conoscenza anche dell'Osservatorio Ambientale - allora esistente - il cui presidente era l'ingegner Giacomo Parenti, strettissimo collaboratore di Renzi e dirigente del Comune.
Ma si sa, quelli dei comitati danno fiato alla bocca...

Comitato No Tunnel TAV Firenze
338 3092948

giovedì 17 gennaio 2013

Tav, 31 indagati in tutta Italia Sequestrata la maxi-talpa

Coinvolti dirigenti delle ferrovie e funzionari del ministero delle Infrastrutture. C'è anche il nome dell'ex governatore dell'Umbria Maria Rita Lorenzetti. L'inchiesta partita dalla Toscana ipotizza i reati di truffa, corruzione, gestione abusiva dei rifiuti e associazione a delinquere
di FRANCA SELVATICI e LAURA MONTANARI

Falscaia: Diossina nel Baccatoio, a processo l'inceneritore

Rigettati i rinvii formali, la prossima udienza discuterà l'ammissione delle parti civili
Lo striscione appeso fuori dal Tribunale
Gli ambientalisti all'ingresso del Tribunale
Lo striscione appeso fuori dal Tribunale
Gli ambientalisti all'ingresso del Tribunale 
 
VIAREGGIO - Si è svolta stamani nel tribunale di Viareggio, la seconda udienza del "processo Falascaia". In aula non era presente nessuno dei cinque imputati, tutti dipendenti di alto livello - all'epoca dei fatti - della società Tev Spa. Per loro l'accusa è, in sostanza, aver inquinato il torrente Baccatoio che scorre di fianco all'inceneritore con le acque di scarico contaminate. Diossina e altre sostanze sono state trovate durante l'analisi delle acque del torrente, prelevate alla foce distante tre chilometri dall'impianto. In apertura, la giudice Valeria Marino ha rigettato la richiesta di rinvio avanzata dagli avvocati dei cinque imputati; poi ha respinto la richiesta di oblazione, anch'essa giunta in modo unanime dalla difesa. Alla fine si è potuto dare il via alla costituzione di parte civile dei circa 150 cittadini e di alcune associazioni ambientaliste. Stessa cosa hanno fatto tre Enti pubblici: il Comune di Pietrasanta, il Consorzio di Bonifica Versilia Massaciuccoli e la Regione Toscana. Assente la società Gaia Spa che invece avrebbe potuto costituirsi.