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martedì 6 dicembre 2016

PerUnaltracittà: Campagna "Il presidio sono anch'io!"



L'inceneritore? Un film già visto!
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Oltre cento persone, attivisti dei comitati e abitanti della Piana si sono ritrovate sabato 3 dicembre, al Presidio no-inceneritori e no-aeroporto in via dell'Osmannoro, nonostante i sigilli della magistratura che nei giorni scorsi ha posto il Presidio sotto sequestro per abusivismo.
Abbiamo voluto in tanti affermare la legittimità del Presidio come strumento e simbolo per la riappropriazione del territorio da parte dei suoi abitanti e per la costruzione dal basso del parco della Piana contro speculazioni e profitti privati.
Durante la giornata si sono svolti un'assemblea, un pranzo ed è stata lanciata la campagna "Il presidio sono anch'io" che invitiamo tutti a seguire e a sottoscrivere.
Abbiamo verificato che, grazie alla nostra presenza e alla nostra azione degli ultimi mesi, i dintorni del presidio, i terreni lungo la ciclabile non sono più disseminati dalle tante discariche abusive che avevamo denunciato e iniziato a ripulire.
La mobilitazione continuerà nelle prossime settimane.
Con l'iniziativa di oggi abbiamo lanciato un chiaro messaggio al PD (mandante politico del sequestro), a Quadrifoglio, a Hera, a Toscana Aeroporti, ma anche all'amministrazione di Sesto e a tutti coloro che hanno partecipato in questi mesi alle mobilitazioni: non saranno i sigilli, le minacce o oltre intimidazioni a fermare la lotta degli abitanti contro tutte le opere inutili e dannose e per la difesa della salute e del territorio.
Assemblea Per la Piana Contro le Nocività


#UNVISIFAFARE
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Referendum: stravince il NO, ora basta alle leggi vergogna.

Comunicato stampa
perUnaltracittà - laboratorio politico

Referendum: stravince il NO, ora basta alle leggi vergogna.

Dopo esserci impegnati nella più lunga campagna elettorale di sempre per contrastare la controriforma costituzionale del Governo Renzi oggi non possiamo che essere ampiamente soddisfatti dell'esito referendario.

Un'ampia partecipazione al voto, un successo di proporzioni nette: oltre 19 milioni di voti e quasi il 60% dei voti a favore della difesa della Costituzione uscita dalla resistenza antifascista. Un rifiuto netto alla volontà di restringere gli spazi di democrazia voluta da Renzi e dai poteri che lo sostengono. Siamo riusciti a bloccare lo stravolgimento di una parte importante della Costituzione, il suo disegno accentratore e neoautoritario e ne siamo fieri. Constatiamo con soddisfazione la caduta del Governo che si era intestato, in luogo del Parlamento, la riforma costituzionale bocciata.

Ci siamo riusciti nonostante la sproporzione delle forze in gioco: Governo, Confindustria e sue diramazioni, grande carta stampata, televisioni, governi di altri stati, finanza internazionale. Abbiamo assistito anche all'utilizzo disinvolto, degno del peggior laurismo, dell'utilizzo della legge di bilancio: mance e prebende promesse a pensionati, studenti, dipendenti pubblici per citare gli ultimi esempi.

Il Governo e la  maggioranza politica che lo ha sostenuto non sono stati in grado di garantire neanche l'approvazione di una legge elettorale che ci permetta di tornare a votare. Il primo passo da compiere, a questo punto, è l'abrogazione di quel Porcellum 2 che chiamano Italicum: i voti degli elettori devono tornare a contare e così le preferenze, eliminando ogni possibile riferimento a liste bloccate, premi di maggioranza (che sono di minoranza!) e altri meccanismi in grado di sterilizzare il voto popolare. Siamo sempre stati, inoltre, convinti che la difesa della Costituzione sia stata un'operazione dovuta, ma non sufficiente per continuare a lottare contro lo stato di cose esistente.

Ora la priorità è continuare e cancellare le leggi imposte da una maggioranza drogata (nei numeri) da una legge dichiarata anticostituzionale: bisogna chiedere con grande forza, in via prioritaria, la cancellazione del Jobs Act, dello Sblocca Italia, del Piano casa e della Riforma della scuola.

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Referendum, #IoVotoNo festeggia la vittoria in Piazza Signoria a Firenze

venerdì 2 dicembre 2016

TAV: le associazioni ambientaliste presentano lo scenario di superficie agli assessori

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 1 dicembre 2016

TAV: le associazioni ambientaliste presentano lo scenario di superficie agli assessori


Le associazioni ambientaliste F.A.I., Italia Nostra, Legambiente, Rete dei Comitati in Difesa del Territorio, Comitato No Tunnel TAV hanno incontrato oggi gli Assessori ai Trasporti della Regione Toscana Vincenzo Ceccarelli e del Comune di Firenze Stefano Giorgetti; sono state esposte le principali criticità del progetto di sottoattraversamento TAV, in particolare il fatto che la falda è sicuramente impattata ai Macelli e a Campo Marte, che non sono stati considerati alcuni importanti parametri nella progettazione delle gallerie tali da comportare cedimenti del terreno e gravi danni al patrimonio abitativo e monumentale.
È stato presentato anche lo scenario che prevede l'attraversamento della città da parte dei treni AV di superficie, le possibilità di potenziamento della rete esistente tale da creare un servizio di trasporto metropolitano su ferro e la creazione di una stazione allargata, un hub ferroviario che vada da Santa Maria Novella a Romito e a Statuto che si inserisca in maniera efficace sia nel sistema ferroviario, sia nella progettazione urbanistica della mobilità fiorentina.
Gli Assessori, ricordando che esistono cantieri già aperti, hanno riconosciuto che esiste un ripensamento da parte delle FS del progetto sotterraneo e si sono interessati alle proposte che saranno ulteriormente valutate dai tecnici degli enti pubblici.

F.A.I.
Italia Nostra
Legambiente
Rete dei Comitati in Difesa del Territorio
Comitato No Tunnel TAV Firenze

338 3092948

mercoledì 30 novembre 2016

Sul Referendum


Nello spazio riservato nel blog a singoli nostri associati che hanno voluto palesare le loro intenzioni e motivazioni di voto, pubblichiamo un altro intervento
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PERCHE' VOTERO' NO
I quesiti referendari suscitano molteplici perplessità: per citarne solo alcune, il bicameralismo perfetto che diventa bicameralismo complicato, i risparmi che si riducono a ben poca cosa rispetto a quelli che potrebbero diventare anche senza riforma costituzionale, i cittadini che vengono scippati del diritto di votare i loro rappresentanti al Senato, la presunta maggiore velocità nell'approvare le leggi quando il problema è fare meno leggi ma più coordinate fra loro.
Ma la questione che convince ancor meno è quella che riguarda la modifica dei rapporti Stato-Regioni.
Ricordo che alcuni anni fa il nostro Comitato presentò una proposta di legge urbanistica regionale di iniziativa popolare alla quale si lavorò per parecchi mesi: la proposta non passò ma, nei suoi contenuti più profondi, venne ripresa dall'Assessora Marson ed approvata ed è tutt'ora vigente.
Tale proposta rispondeva per l'appunto alla necessità di riequilibrare i rapporti Stato/Regioni/Comuni che, dopo la sciagurata riforma del Titolo V della Costituzione, operata dal PD per venire incontro ai desiderata della Lega (ma soprattutto per poter fare il bello e cattivo tempo nei Comuni), avevano provocato profondi squilibri favorendo lo strapotere dei Sindaci a danno di Stato e Regioni. Il nostro intento era quello di restituire alle Regioni un potere in alcune materie delicate (fra cui quella urbanistica appunto) di cui erano state scippate. Sarebbe toccato poi allo Stato stabilire, secondo una logica divisione dei poteri, le competenze dello Stato stesso (quelle di indirizzo generale ispirate ad una equa ripartizione di fondi e risorse), delle Regioni (che avrebbero dovuto essere il punto di snodo e di raccordo fra Stato e Comuni, impostando un processo partecipativo con le comunità territoriali), dei Comuni (che avrebbero dovuto attuare le direttive regionali con una modesta autonomia in alcune scelte locali, e avrebbero dovuto portare a compimento i processi partecipativi).
Ora, a me sembra che la modifica contenuta nella riforma mirante a "riequilibrare i poteri" fra Stato e Regioni non vada affatto in questo senso, ma in quello di rafforzare il potere dello Stato a danno delle Regioni (fino al punto di farle sembrare inutili), mentre i Comuni manterrebbero tutto lo strapotere che li caratterizza a tutt'oggi. Inoltre nella riforma proposta nulla viene stabilito per porre fine allo scandalo delle Regioni a statuto speciale che rappresentano una vera e propria spina nel fianco dello Stato.
Per quanto mi riguarda, sono sempre convinta che le posizioni da noi assunte allora siano la strada giusta e per questo, oltre che per una altra serie di motivazioni di merito, voterò NO domenica prossima.
Daniela Porrati
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I: Comunicato basta morti alle Cave!



Basta morti alle cave, fermiamo la distruzione delle Apuane! 

Ci siamo domandati se fosse ancora una volta il caso di fare il "politicamente corretto" e dirci che, quando ci sono morti alle cave, bisogna stare in silenzio, nel dolore. Ed abbiamo deciso, invece, che era ora di smetterla con il silenzio, di fronte ad uno stillicidio di morti  che non ha paragoni nella civiltà occidentale. Non è più accettabile il silenzio, il far finta di niente della politica, dei sindacati, della chiesa, delle istituzioni, della pubblica opinione, dei benpensanti. Noi siamo profondamente inorriditi e indignati davanti all'ennesima morte nelle cave di marmo delle Alpi Apuane. E lo diciamo. Negli ultimi anni sono state troppe le persone che vi hanno perso la vita o che sono rimaste gravemente  infortunate. Fare questo comunicato in un momento così delicato è doloroso ma allo stesso tempo doveroso perché non possiamo più accettare che questa economia si porti via la nostra gente, le nostre montagne ed il nostro futuro. Da molto tempo ci opponiamo alla monocultura del marmo non solo con la denuncia ma con la costruzione di un'alternativa economica che sta producendo risultati importanti. Dobbiamo cominciare a chiudere le cave: vale più il profitto di pochi, vale più uno stipendio per un lavoro usurante o la vita dei lavoratori? La Regione, il suo Presidente, gli industriali, la CGIL-CISL e UIL, i partiti, tutti, ce lo dicano. Ci dicano se Carrara è Terzo Mondo, se è un'appendice africana o asiatica. Chiudere le cave -come segno di un passato da cancellare, che non produce alcuna cultura e alcun positivo effetto- ed aprire un serio percorso di riconversione economica. Ecco ciò che si deve fare e che pretendiamo si faccia. Davanti all'ennesimo lutto chiediamo di essere ascoltati e pretendiamo che Enrico Rossi parli, una volta tanto, con il mondo di chi, gli ambientalisti, ha capito ed ha chiaro come si mette fine a questo immenso dolore di figli, famiglie, mogli, madri. Ci pare, oggi, aldilà della retorica che sentiremo nelle prossime ore, di essere i soli che stanno con questa gente e famiglie. Basta. Ora è il tempo della lotta e non delle lacrime: di quelle ne abbiamo versate fin troppe, nell'indifferenza sostanziale delle classi dirigenti e della politica. 
Lo denunceremo il prossimo Sabato 3 Dicembre a Villa Bottini in via Elisa 9 a Lucca, dove per l'occasione verrà allestita una mostra che parla proprio anche di queste morti. E invitiamo tutti a venire ed a fare di Villa Bottini, sabato, il luogo di una grande manifestazione di protesta contro la morte alle cave. Sarà un momento per riflettere sulla distruzione delle Alpi Apuane e sull'alternativa economica.
Ecco il programma:

Sabato 3 Dicembre ore 16:30 
Saluto delle istituzioni interviene l' Assessora Ilaria Vietina
Associazione Il Giardino di Marinella "Nutrimento e cura del Paesaggio"
Eros Tetti "La distruzione delle Alpi Apuane"
Fabio Baroni "Comunità e nuove forme di partecipazione nelle Alpi Apuane" 

Con questo comunicato vogliamo comunicare le nostre sentite condoglianze ai familiari e far loro sapere che non ci fermeremo finché questo tipo di monocoltura del marmo non sarà finito.

Coordinamento Apuano
(Cai, Fai, Italia Nostra, Legambiente, Rete dei Comitati per la Difesa del Territorio, Salviamo le Apuane, Salviamo le Alpi Apuane, Società dei Territorialisti, WWF) 

domenica 27 novembre 2016

Referendum

Come Associazione abbiamo ritenuto di non dover dare un' indicazione di voto per il prossimo Referendum confermativo, ci sembra comunque giusto dare spazio sul nostro blog a singoli nostri associati che hanno voluto palesare le loro intenzioni e motivazioni di voto.
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PERCHE' VOTERO' NO

Nonostante la distorsione profonda avvenuta in questi mesi sul quesito referendario confermativo che, anche per responsabilità principale dello stesso Renzi, ha di fatto trasformato il Referendum confermativo di una legge di modifica della Costituzione in un Referendum pro o contro l'attuale governo, fin dall'inizio ho maturato la decisione di votare no per questi motivi:

1.
Ritengo che una importante riforma costituzionale, come quella che è sottoposta a Referendum consultivo, debba essere approvata con voto qualificato del Parlamento: se questo non avviene il problema non è della Costituzione, ma del Parlamento.
2. Credo che i gravi problemi del nostro Paese non nascano dalla Costituzione, ma dalla classe politica italiana che in questi decenni non ha mai saputo o voluto attuare i contenuti programmatici della nostra Costituzione: quindi il problema non è cambiare la Costituzione, ma la classe politica che ha governato il nostro Paese da decenni.
3. Per ridurre i costi della politica non c'è bisogno di una riforma costituzionale, ma bastano semplici leggi ordinarie che chi ha governato o governa il nostro Paese non ha mai pensato di fare né di votare quando altri l'hanno proposto. Inoltre i veri costi della politica, oltre alle spropositate retribuzioni e ai vitalizi di cui gode il nostro ceto politico, sono conseguenza di scelte scellerate che portano a dilapidare ingenti quantità di risorse pubbliche in grandi e piccole opere costose, inutili e dannose. Quindi, di nuovo a mio avviso, il problema se si vuole risparmiare non è cambiare la Costituzione. ma la classe politica che governa sia a livello centrale che locale.
4. Non posso votare come chiede un Presidente del Consiglio che in occasione del Referendum abrogativo sulle trivellazioni promosso da migliaia di cittadini e da governatori regionali ha invitato ad andare al mare e ad astenersi.
5. Voto no anche perché mi riconosco in quel progetto pensato e sostenuto da uno dei pochi grandi imprenditori che questo paese ha avuto, Adriano Olivetti che, rifacendosi ad un elemento identitario incentrato sulle comunità territoriali, auspicava una democrazia senza partiti.
Mario Bencivenni

AL REFERENDUM NOI FACCIAMO COSI'
E' probabile che al Referendum sulla riforma costituzionale del 4 dicembre una parte dei miei amici e conoscenti voterà SI', una parte si asterrà e la maggior parte voterà NO. Io voterò NO e, pensando di interpretare quella parte, voglio qui motivare il mio voto.
Sappiamo che in queste ultime settimane la Costituzione del 1948 è stata utilizzata per finalità diverse da quelle per cui era nata, e tirata da una parte o dall'altra per scopi estranei alla sua natura che è quella di costituire le fondamenta, cioè i valori e le regole condivise, dell'intero edificio democratico.
Sappiamo anche che accanto alla Costituzione scritta, in quei paesi che ce l'hanno, esiste una sorta di "costituzione materiale" che nell'Italia di oggi non è molto bella a vedersi. E' fatta ad esempio di un Parlamento esautorato e di un conflitto permanente tra i poteri dello Stato.
Sappiamo ugualmente che esiste una Costituzione non applicata, che in 69 anni ha riguardato, e a lungo, sue parti fondamentali. Basti pensare ad esempio all' istituzione delle Regioni avvenuta nel 1970.
Sappiamo che la Costituzione avrebbe bisogno di qualche modifica, non soltanto nella sua seconda parte, ma forse anche nella prima, alla luce di trasformazioni epocali avvenute nel campo dell'ambiente, dell'etica, della rappresentanza democratica, ecc. Magari per farlo potremmo prendere spunto dalla Costituzione di qualche altro Paese, anche se non è così "bella" come la nostra.
Sappiamo anche che nel tempo sono stati fatti numerosi cambiamenti di singoli articoli o di intere sue parti, alcuni dei quali, come la Riforma del Titolo V del 2001, hanno prodotto squilibri nell'ordinamento dello Stato ai quali si cercherebbe ora di rimediare in modo altrettanto dannoso. Al di là del merito però ci sono da considerare le premesse e le condizioni politiche che hanno condotto a questa legge di riforma costituzionale.
Per approfondire l'argomento leggete l' articolo di Alessandro Pace comparso su La Repubblica lo scorso 3 novembre in cui si analizzano le illegittimità, le forzature legislative e le violazioni costituzionali nell'iter e nei contenuti della legge. Secondo Pace quelle illegittimità sono state dimenticate non solo dai sostenitori del SI' ma anche da quelli del NO. Pertanto è bene ricordarcele.
Le ragioni per votare NO al referendum sono molteplici ma voglio qui valutare il provvedimento legislativo dal punto di vista delle tematiche per le quali in questi anni ci siamo conosciuti: la tutela e la valorizzazione dei beni culturali, del patrimonio storico-artistico, naturale e paesaggistico, il governo del territorio mediante l'allargamento della partecipazione dei cittadini, in opposizione alla 'dittatura del mercato' che sta divorando le nostre città e il territorio dell'Italia.
Per farsene un'idea mi sembra utile in particolare il VI capitolo – La costituzione del cemento – di un libretto di Tomaso Montanari
liberamente scaricabile dal sito di Libertà e Giustizia, da cui si capisce che le ragioni per votare NO il prossimo 4 dicembre sono in fondo le stesse per le quali abbiamo votato SI' lo scorso 17 aprile al Referendum sulle trivelle.
Per chi volesse approfondire l'argomento costituzionale da un punto di vista più generale, consiglio di guardarsi l'intervento di Stefano Grassi contenuto nel video del dibattito intitolato "Firenze. Verso il Referendum. Scelgo NO", tenutosi all'Obihall giovedì 10 novembre
Buona lettura, buona visione e buon voto.
Paolo Celebre
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mercoledì 23 novembre 2016

Pale eoliche e vasi di Pandora

Buongiorno a tutti,
scrivo a tutti voi insieme perchè desidero trasmettere in egual modo a tutti voi queste informazioni di comune interesse.

Ho appreso dell'esistenza della "Rete Resistenza Crinali"
dall'articolo pubblicato da Il Giornale, intitolato "Verdi contro Verdi La guerra delle pale", edizione cartacea di Martedì 22 Novembre 2016, pagina 19 e seguenti, edizione online all'indirizzo:
http://www.ilgiornale.it/news/verdi-contro-verdi-guerra-delle-pale-1334503.html.

Con una rapida ricerca ho trovato queste vostre pagine:
https://reteresistenzacrinali.wordpress.com/
http://www.amicidellaterra.it/index.php/11-energia/fonti-rinnovabili/comunicati-stampa/1-basta-eolico
https://comitatotutelamontalbano.wordpress.com/tag/resistenza-crinali/
http://www.territorialmente.it/2014/04/no-alle-pale-sul-monte-gazzaro/
http://www.mountainwilderness.it/news/displaynews.php?idnews=216
http://www.cronache.org/tag/rete-della-resistenza-sui-crinali/,
http://www.cronache.org/dellimportanza-del-vento-e-del-peso-del-denaro/
http://www.altavaltrebbia.net/rassegna-stampa/152-eolico/1089-eolico.html
http://gognablog.com/la-speculazione-territoriale-piu-estesa-dopo-quella-edilizia-degli-anni-60/
http://ariacheta.blogspot.it/2010/12/nasce-la-rete-della-resistenza-sui.html

Desidero ricambiare il vostro impegno con un piccolo contributo, mettendovi sulle tracce della fossa delle Marianne che si trova sotto quel braccio di mare dell'ecologia situato fra le scogliere dell'energia, dell'ambiente, della salute e della speculazione: un vaso di Pandora, o volendo usare un termine ormai non nuovo in questi casi, lo si potrebbe definire la tana del Bianconiglio.
I link sottostanti collegano al sito di un australiano, Malcom Roberts, che ha indagato a fondo ed ha trovato e pubblicato cosa si muove veramente intorno e dietro al tema dell'ecologia, sino ai reali scopi per i quali essa viene strumentalizzata, a livello globale.
Il tutto consta di una serie di documenti pdf, il principale più una lunga serie di appendici dedicate ai vari specifici aspetti.
Purtroppo è in lingua inglese, ma spero questo non rallenti troppo e non ostacoli la valutazione dell'importanza del materiale.
Ecco i link:
Home page della sezione del sito dedicata all'argomento:
http://www.climate.conscious.com.au/
Documento principale:
http://www.climate.conscious.com.au/docs/new/CSIROh_20130201a.pdf
Elenco appendici:
http://www.climate.conscious.com.au/CSIROh!.html
Tutte le appendici sono parte integrante del documento, e tutte contengono una parte essenziale del quadro; tuttavia, se posso e senza nulla togliere alle altre, ritengo la seguente particolarmente
importante:
http://www.climate.conscious.com.au/docs/new/14_Appendix.pdf

Spero vivamente di poter fare con questo cosa gradita ed utile a tutti voi, e sarei molto lieto di sapere se sia così.
Grazie per il vostro impegno, e grazie l'attenzione che vorrete dedicare all'argomento.

Cordialissimi Saluti
Luca Esculapio