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martedì 26 marzo 2019

Associazione "Vivere in Valdisieve": La variante "slitta". Che ora si facciano subito casse di espansione e piste ciclopedonali!

Leggiamo sui giornali che la Variante di Rufina slitta di 3 anni.
E' l'ora che si metta mano alle casse di espansione a Scopeti, per ridurre il rischio idraulico degli abitanti di Rufina e Montebonello, oltre che di quelli a valle (ricordando che il progetto "pare" essere già quasi fatto!), e al proseguimento della pista ciclo-pedonale che, per ora, parte da Dicomano e si ferma a Contea. E' giunto il momento che si provveda a realizzarla anche da Contea a Rufina, e proseguirla poi verso Pontassieve.
Senza dimenticare il ruolo importante che avrebbe una "manutenzione" costante di strade e marciapiedi che già ci sono.

Questo è il momento migliore per realizzare opere minori, di minor impatto ambientale, di minori costi, che diminuiscano il rischio idrogeologico, e che soprattutto, ad una settimana dallo sciopero per il clima, possano iniziare a dare i suoi frutti incidendo sugli stili di vita rendendoli più sostenibili.

Non dimentichiamo nemmeno il posto privilegiato che dovrebbe avere la linea ferroviaria esistente che da Borgo San Lorenzo arriva a Pontassieve e da qui si dirama per Firenze o per Arezzo.
Su questo argomento tanto ci siamo spesi, realizzando anche un filmato "LA BUONA STRADA FERRATA, che potete visionare cliccando QUI, perchè riteniamo che parte del traffico privato che si sposta lungo la SS67 è dovuto in particolare a spostamenti locali e di pendolarismo (infatti il traffico si concentra in alcune ore del giorno, nelle ore di punta di partenze e ritorni dal lavoro e studio).

Migliorare il servizio ferroviario con ulteriori corse ravvicinate, qualche fermata strategica in più, costi accessibili e intermodali su tutto il territorio della Città Metropolitana, come un vero servizio ferroviario metropolitano, concorrerà a prediligere il treno al mezzo privato.
Tanto più con le nuove linee della tranvia di Firenze, alle quali accedere comodamente prendendo il treno senza il problema di parcheggiare. Andando a togliere parte del traffico anche su Firenze.

Ora è il momento buono per bypassare la Variante e pensare a tutto il resto!

Associazione "Vivere in Valdisieve"
Associazione Valdisieve



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Postato da Associazione "Vivere in Valdisieve" su Associazione "Vivere in Valdisieve" il 3/23/2019 12:18:00 PM


motoseghe e betoniere non aiutano il pianeta


CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

https://cittadiniareafiorentina.wordpress.com/

MOTOSEGHE E BETONIERE NON

AIUTANO IL PIANETA
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ASPIRANDO AD UNA "CITTA' NORMALE" PER SOTTRARSI ALLE RESPONSABILITA' DI UNA CITTA' ECCEZIONALE, SI STANNO CREANDO PERIFERIE DAPPERTUTTO
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Suggestionato dal movimento ambientalista scatenato da Greta Thunberg e sull'onda della grande manifestazione per la difesa del pianeta di venerdì 15 marzo, un "verdissimo" Dario Nardella, in corsa per la rielezione a sindaco, ha presentato le credenziali ricordando la sua determinazione nella realizzazione della tramvia "l'opera più ecologica mai realizzata a Firenze negli ultimi 100 anni."
 
Per la verità sembra che il suo volto, con la scritta 'Aeroporto' comparisse insieme a quello di Salvini (Tav) e di Di Maio (Ilva) su uno striscione degli studenti con lo slogan "Siamo ancora in tempo a fermarli". Ma al netto di colate cementizie quali AeroportoPassante TavCittadella viola/Unipol/Mercafir, anche sul resto delle politiche "ecologiste" dell'attuale sindaco e dei suoi predecessori, ci sarebbe molto da obbiettare.
In primo luogo per l'uso disinvolto da parte di questa amministrazione delle motoseghe nella gestione del verde pubblico, con la conseguente manomissione del patrimonio forestale della città.
In secondo luogo perché proprio gli effetti ambientali, paesaggistici e trasportistici della tramvia, elevata a panacea di tutti gli ingorghi e di tutte le polveri fini, sono quantomeno controversi. Se non altro considerando la quantità di piante di alto fusto abbattute o da abbattere per via del suo passaggio.
Prima ancora di mettersi a consultare statistiche e vaticini sulla riduzione dei veicoli e delle quantità di particolato o di verificare il bilancio numerico tra alberi piantati e abbattuti, conviene andare in giro a vedere che succede, magari mettendolo a confronto con vecchie foto. Ed ecco il risultato.



















Il prima e il dopo del viale Belfiore. Qui c'erano circa 70 pini, poi abbattuti nel 2017, a cui è seguita la realizzazione della Linea 2. Lungo il viale F.lli Rosselli, tra piazzale Vittorio Veneto e via Jacopo da Diacceto. Causa tramvia, negli ultimi 15 anni sono circa 50 gli alberi di alto fusto abbattuti e solo parzialmente sostituiti con piante giovani.
Lo scempio più recente è quello degli 8 tigli sulla diramazione Belfiore/Rosselli, abbattuti "per errore" il 6 marzo dalla ditta incaricata dal Comune di eseguire un progetto connesso ai lavori tranviari. Si aggiunge ai precedenti diradamenti, rivelando, a ridosso del centro, un desolante panorama edilizio fin qui mitigato dai filari verdi dei viali poggiani.

In realtà quel progetto di "giardinetto" risalente al 2011 prevedeva già la sostituzione dei tigli  a causa della realizzazione di due muri in cemento messi a pochi centimetri di distanza dagli alberi esistenti.
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Il motivo di fondo degli interventi sul verde connessi al progetto tranviario è l'allargamento della sede stradale ed il mantenimento dei parcheggi auto. Ad esempio nel progetto definitivo del prolungamento della Linea 2 per il Centro Storico, in viale Matteotti, la sede riservata del tram che occupa 7,20 m. sarebbe affiancata da cinque corsie larghe in totale più di 18 m. rispetto ai 15 attuali. Il conseguente spostamento dei filari di alberi, visibile nella figura sottostante, è stato per adesso bloccato dal diniego del Soprintendente nella Conferenza dei servizi del 16 febbraio.
I promessi abbattimenti di centinaia di alberi lungo il resto dei Viali, propedeutici alla realizzazione della Linea 3.2 per Bagno a Ripoli, corrispondono alla necessità di avere mano libera per un intervento che cambierà i connotati di una zona cruciale per la storia e l'identità di Firenze, protetta da un vincolo culturale e paesaggistico.

In alto la sezione del viale Lavagnini in direzione Fortezza con 4 corsie di scorrimento
In basso la sezione del viale Matteotti in direzione Libertà con 5 corsie di scorrimento
Il progetto di prolungamento della Linea 2 nel viale Matteotti con lo spostamento dei filari di piante, poi respinto dalla Soprintendenza (in rosso il filare attuale, in blu le sostituzioni).
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Nella ricostruzione storica che introduce il progetto, consultabile sul sito del Comune di Firenze, si trovano anche immagini d'epoca come quella sottostante, risalente al 1906. In essa il viale Principessa Margherita, attualmente Spartaco Lavagnini, completamente sgombro di veicoli è percorso al centro da una vettura della società anonima  Tramways Fiorentini.


Preso atto di tutta la distanza temporale che ci separa da questa suggestiva foto, fare  "l'opera più ecologica degli ultimi 100 anni" con una tramvia o con un sistema di trasporto collettivo più flessibile, evoluto e meno impattante sui Viali del Poggi, PUO' SOLTANTO VOLER DIRE LA LORO COMPLETA CHIUSURA AL TRAFFICO VEICOLARE.

Disegno di progetto del Piano Poggi per Piazza Cavour (Libertà). Si può notare il previsto raddoppio dei filari di alberi sui viali (attuali Matteotti e Lavagnini)

IL SIGNIFICATO DI QUELLO SPAZIO E DI QUELLE PROPORZIONI ERA INFATTI QUELLO DI UN RISARCIMENTO ALLA CITTA' PER LA DIBATTUTA PERDITA DELLE MURA. NON UN MERO STRADONE, MA UN PARCO A PROTEZIONE DEL CENTRO STORICO E DELLA SALUTE PUBBLICA, PUNTEGGIATO DI GIARDINI, OGGETTI ARCHITETTONICI E FACCIATE COORDINATE.

ALTRO CHE TANGENZIALE DEL CENTRO STORICO !


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lunedì 11 marzo 2019

il sindaco giano


CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

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IL SINDACO GIANO
Intervento di Nardella a L'Aria che tira giovedì 7 marzo.

 Confrontandosi in TV con l'economista Marco Ponti sulla questione delle grandi opere il Sindaco Nardella lo scorso giovedì è così intervenuto:
"Mentre nel Paese si parla della Tav Torino-Lione, vorrei che si parlasse anche del nodo di Firenze, perché e' uno scandalo vedere un cantiere abbandonato su cui sono stati già spesi 700 milioni di euro e gettate tonnellate di cemento". Ci sono "gli operai mandati a casa e aziende in fallimento, ma il governo e' silente, non dice niente. Visto che stanno decidendo della Tav in Piemonte, che spero si faccia, pensino anche a Firenze".

Successivamente interpellato dalla conduttrice circa la posizione contraria alla TAV espressa da Matteo Renzi in passato il sindaco ha così replicato: "dovete chiederlo a Renzi".
 
E a lui no ?

In realtà, come ricordato da noi e da altre associazioni contrarie al proseguimento dei lavori, Dario Nardella, non più di tre anni fa, tuonava contro la TAV

In data 29 giugno 2016 in occasione della presentazione del numero monografico dei quaderni del Circolo Rosselli dedicato a  Firenze & il suo doppio (n.s. 3-4/2015) il Sindaco a proposito del sotto attraversamento TAV fiorentino  pubblicamente espresse pesanti riserve sul progetto in corso di realizzazione e la chiara intenzione di una sostanziale inversione di rotta. 

La registrazione integrale dell'intervento del Sindaco è stata fatta da "Controradio" ed è consultabile al link:  http://www.controradio.it/nardella-progetto-stazione-foster-inspiegabile-spreco-di-denaro-pubblico/).

Ecco qualche passaggio:

"Questo progetto di Alta Velocità, che Ferrovie dello Stato ha voluto fare in tutti i modi, oggi ancor più di ieri e, voglio dire, sempre di più, appare inspiegabile. E' un grande spreco di denaro pubblico.
 
Le nuove tecnologie oggi, con il controllo digitale dei sistemi di trasporto, consentono di gestire treni di Alta Velocità a tre minuti l'uno dall'altro. […] Viene meno quindi anche l'elemento strategico dell'Alta Velocità, che era quello di far passare sotto terra i treni di Alta Velocità per liberare i binari di superficie a favore del trasporto regionale.
 
Quindi ci sono molti elementi che ci portano a dire che quel progetto è vecchio prima ancora di essere realizzato. […] Insomma è un progetto nato male e che sta andando ancora peggio. […]
 
A coloro i quali, a livello nazionale e locale, compreso il Sindaco double face, si sperticano a chiedere la pronta ripresa dei lavori nei cantieri di Firenze va ricordato che:

  1. quell'opera non l'hanno fermata i noTav, bensì inchieste e processi, i fallimenti delle ditte, il non risolto problema dello smaltimento delle terre di scavo,
  2. il tempo guadagnato per i convogli sarebbe di pochi minuti,
  3. a SM Novella ci arrivano 59 milioni di passeggeri all'anno (e non 36 come disse il Sindaco),
  4. già adesso il 20% dei convogli tra MI e RM non ferma a Firenze,
  5. alle FS quella stazione non interessa, 
  6. la realizzazione di quella fermata aggraverebbe ulteriormente l'incoerenzaattuale del sistema della mobilità fiorentino.

A FIRENZE NELLA CORSA ELETTORALE ALLE GRANDI OPERE E ALLA GRANDE CEMENTIFICAZIONE INTRAPRESA DALL' AMMINISTRAZIONE ATTUALE: TRAMVIE/AEROPORTO/STADIO-CITTADELLA VIOLA-UNIPOL-MERCAFIR/FOSTER-TUNNEL TAV, QUEST'ULTIMA, TRA LE GRANDI OPERE DANNOSE, E' LA PIU' ATTRDATA; SULL'ONDA DELL'ACCELERAZIONE TRANVIARIA E DEL CLIMA PRE ELETTORALE SI FA DI TUTTO PER RIMETTERLA IN PISTA. .

CHIUNQUE SI PRESENTI ALLE ELEZIONI IN ALTERNATIVA A QUESTO SINDACO LE DEVE RESPINGERE O ACCETTARE TUTTE QUANTE. IL "PACCHETTO NARDELLA" NON PREVEDE ACQUISTI DISGIUNTI.

 
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giovedì 7 marzo 2019

avviso ai naviganti


CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

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AVVISO AI NAVIGANTI
Piazza S. Marco con il carosello tranviario

Un'utile attività per chi vuol saperne di più sulle tramvie consiste nel contare i pali per la trazione elettrica previsti nel progetto definitivo della Variante al Centro Storico, cioè il prolungamento della T2 per Lavagnini, Libertà, Cavour, S. Marco, La Pira, Lamarmora, Matteotti. Noi lo abbiamo fatto: sono 85 (Ottantacinque), stando alle tavole di progetto.

Questa volta i fiorentini ed anche il Soprintendente e magari il Procuratore della Repubblica, sono avvertiti. Non si venga a dire, come per i pali della Stazione:  "non l'avrei giammai creduto, ma farò quel che potrò". Lì il danno è fatto, e sarebbero semmai da valutare provvedimenti e rimedi. Vediamo di non farne altri: la città è affidata pro tempore agli amministratori di turno. I beni da tutelare, le ragioni, e le regole derivano dalla Storia e dalla Costituzione.

Secondo le tavole di progetto, davanti all'Orto Botanico, in via La Pira, compariranno 8 pali come quelli di Piazza della Stazione, in piazza della Libertà 34, nel viale Lavagnini 29, in piazza S. Marco 6 e nel breve tratto di viale Matteotti 8, fili compresi ovviamente. Il resto dei fili verranno agganciati alle facciate, inclusa quella del Buontalenti. Meglio osservare attentamente nelle planimetrie le fermate, gli armadi per il segnalamento, i pali per l'illuminazioneparapetti e paletti al fine di evitare la sorpresa per il caos visivo che ne deriverà.
Se, come disse il Soprintendente Pessina, nella sua intervista a  La Nazione riferendosi al progetto della T3.2 lungo i Viali di circonvallazione,  "Il Codice dei Beni Culturali stabilisce … che tutte le vie e le pubbliche piazza sono esse stesse beni culturali e pertanto da tutelare" , perché per la Variante al Centro storico non si sollevano analoghe riserve ? In quanto approvata dalla Giunta nel 2011, quale alternativa al passaggio dal Duomo e convalidata dal Ministero, non se ne deve più discutere ?
Come già abbiamo scritto in una lettera inviata al Soprintendente è da considerare il fatto che rotaie, cordoli, fermate e gli stessi mezzi in movimento alterano la percezione e la fruizione dell'ambiente monumentale in un tessuto storico ed architettonico ben più fragile di quello della stessa piazza della Stazione.


Ma c'è dell'altro. Malgrado che nel referendum del 2008 il 53,84% dei fiorentini si fosse espresso per la cancellazione della tramvia al Duomo, quella proposta ormai stralciata torna nelle dichiarazioni della  "sinistra ferro-tranviaria" che non vedrebbe alcuno scandalo nell'agganciare i fili di rame al  Bel S.Giovanni, né nello scassare l'area archeologica circostante. 
Lo ha fatto di recente il noto vignettista Sergio Staino sulla stampa locale  promuovendo la  "tramvia al Duomo". Ci è ritornata  'Sinistra Civica', una delle liste che, con capolista la scrittrice Angela Terzani Staude, appoggerà il sindaco uscente alle prossime amministrative:  "si prosegua collegando sempre più periferie con il centro della città, anche con il passaggio al Duomo". Lo fa Cioni con la sua lista  "Punto e a capo" e non lo esclude lo stesso sindaco Nardella,  il quale fino alla fine del mandato, non parlerà del passaggio dal Duomo ma una volta finito il mandato, in campagna elettorale, valuterà cosa dire.
Solo che con le tramvie in Centro non ci andranno tanto i  "ceti popolari delle periferie", definitivamente espulsi dalla città storica, ma milioni di turisti che dall'aeroporto Vespucci o dal parcheggio di Villa Costanza verranno rapidamente tradotti in quantità impressionanti, più di una Costa Concordia all'ora, e indirizzati nel bel mezzo del  "Luna park del Rinascimento" o negli outlet della pelle fuori o dentro il cosiddetto patrimonio dell'umanità (certo non più dei fiorentini).
Evidentemente agli odiatori di questa città il massacro compiuto tra Piazza Unità/ Stazione/Fortezza e quello imminente di Piazza San Marco non bastano.
SAREBBE INVECE URGENTE, SENZA ALTRE PERDITE DI TEMPO, ASSICURARE UN SERVIZIO CAPILLARE A TUTTO IL CENTRO, UNA SUA DIFFUSA INTERCONNESSIONE CON I TESSUTI DELLA CITTA' ABITATA MEDIANTE SISTEMI PIU' LEGGERI, COMPATIBILI E MOLTO PIU' EVOLUTI.

INTERROMPENDO PRIMA DI TUTTO IL PROSEGUIMENTO DELLA TRAMVIA FINO A PIAZZA S. MARCO ED IMPEDENDONE LA CONTINUAZIONE LUNGO I VIALI.
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martedì 26 febbraio 2019

ponti boccia la tramvia di firenze


CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

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PONTI BOCCIA

LA TRAMVIA DI FIRENZE
Sollecitato da una nostra domanda ad esprimersi sulle tramvie di Firenze, l'economista Marco Ponti, presente alla Feltrinelli con Nicola Novelli (Nove da Firenze) e Girolamo Dell'Olio (Idra) per presentare il suo nuovo libro scritto con Francesco Ramella, ha ricordato il proprio coinvolgimento nel progetto della tramvia in fase di valutazione. Aggiungendo poi:  

"E' un po' spiacevole dire questo, ma ero nella giuria e feci inserire nel verbale che avevo molti dubbi che questa fosse la soluzione migliore: come sempre in questi casi vincono le soluzioni più costose. Quando ho visto i conti di nuovo ho detto 'ma è il caso assolutamente di considerare alternative meno costose, che possono avere risultati quasi identici sull'ambiente e sulla mobilità o addirittura migliori".
 
Marco Ponti ha recentemente diretto il gruppo tecnico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha respinto, in base ad un'analisi costi benefici, la linea ferroviaria Torino-Lione. Gli attacchi ai quali è in conseguenza sottoposto indicano la forza della lobby delle grandi opere dispendiose ed inutili (il partito del cemento e dei movimenti di terra), del sistema politico che se ne alimenta, oltre che di un'informazione generalmente asservita. Per la Torino-Lione, si tratta in prospettiva di un giro d'affari di 100 miliardi; per questo in Italia non si fanno le analisi CB.

Parlando di opere inutili Ponti ha ricordato il caso dell'Alta Velocità Milano-Torino dove, a fronte di una capacità della linea di 300 treni/giorno, vi è una frequenza di 50, e della Roma-Napoli, dove la frequenza è di 55.
Secondo Ramella l'Alta Velocità ferroviaria funziona per collegare tra loro le aree metropolitane, mentre non serve per il resto del territorio, né il trasporto pubblico locale opera tanto bene. Il 90% del pendolarismo si sposta infatti con mezzi propri e i numeri dicono che in Italia l'A.V. è utilizzata soltanto da 150.000 persone, mentre per quanto riguarda la Torino-Lione il rapporto di utilizzazione sarebbe di 1/300.000 italiani.

Ci sono molti luoghi comuni riguardanti il traffico su gomma, il suo impatto ambientale e tante altre banalità sulla convenienza delle infrastrutture ferro-tranviarie, anche tenendo conto del dare e dell'avere fiscale. Occorre soprattutto tenere conto dei tempi di programmazione e di costruzione di ciascuna infrastruttura e delle forti innovazioni tecnologiche in corso nel campo della mobilità, sempre più elettrica, connessa, autonoma e condivisa.

Nella sua risposta riguardante la tramvia Ponti ha anche ricordato che il servizio di trasporto pubblico non fa utili.

E' vero. Infatti i ricavi da bigliettazione possono coprire circa un terzo delle spese. In Italia esiste per questo un Fondo Nazionale per il trasporto pubblico locale, erogato ogni anno dallo Stato alle Regioni in base a percentuali fisse e a variabili di efficientamento. Esistono poi contributi da parte degli enti locali e finanziamenti europei.

Il contratto di project financing del 2005 stipulato dal Comune con la Tram di Firenze s.p.a. (società di progetto costituita da Ratp, Ataf, ditte costruttrici e società di ingegneria) incaricava la concessionaria non solo di eseguire le Linee 3 e 2, ma  anche, tramite la società Gest, di gestire e mantenere tutta la rete, compresa la Linea 1.

In sostanza il servizio tranviario fiorentino deve ripagare gli investimenti sostenuti da due società, di progetto ed esercente, assicurando gli utili e coprendo il debito  contratto con le banche. Anzi tre, tenendo conto che Ataf, società capace di indirizzare inizialmente le strategie di Ratp in quanto pubblica, ma privatizzata nel frattempo ed uscita dall'azionariato, partecipa attualmente agli utili tramite il biglietto unico per tram e bus.
Alcuni interrogativi però ce li poniamo.
Chi rappresenta l'interesse pubblico nella politica e negli investimenti per il trasporto locale, una volta che gestione e programmazione della rete tranviaria è totalmente affidata a Ratp, multinazionale francese del trasporto pubblico controllata da un Fondo francese ?

Chi decide oggi le politiche della mobilità a Firenze ? E' giusto che una unica concessione regoli, attraverso atti aggiuntivi, dopo lunghe interruzioni dei cantieri, ingressi e uscite di società e senza alcuna consultazione della cittadinanza, o verifica, o serio studio e controllo, un intervento così esteso e radicale ?
Chi sancisce la valorizzazione o il deprezzamento di intere aree o parti di città, in assenza, da parte dell'Amministrazione, di una qualsiasi scala di priorità, di dati elementari riguardanti il bacino di traffico e senza un vero Piano dei Trasporti che preveda, motivi e valuti l'introduzione di nuove infrastrutture e sistemi di trasporto ?
E' giusto che un'opera la cui esecuzione viene affidata ad un privato che dovrebbe pareggiare l'investimento con la gestione del servizio (project financing), venga finanziata invece al 70-80% con risorse pubbliche ?










 


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