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mercoledì 13 dicembre 2017

Stoccarda S 21


Ma allora c'è proprio un baco criminogeno in chi propone e in chi accetta di spendere, in queste Grandi Opere Inutili e Imposte, tante risorse pubbliche e distruggere l'habitat di grandi masse, sia da noi che in Europa!


da LASTAMPA di Torino!!!

Costi gonfiati e cantieri sempre in ritardo. Si incrina il mito della puntualità tedesca


...i lavori non procedono, i costi lievitano a dismisura e i 620mila abitanti della città subiscono ormai rassegnati i pesanti disagi di un cantiere che non sembra finire mai. Stoccarda 21 è così diventato per la Germania quello che per l'Italia è la Tav in Val di Susa.


  Per chi vuole approfondire S21 ecco un link al Forum Tematico contro le Grandi Opere Inutili Venaus – Bussoleno, 26-30 agosto 2011. Dopo 6 anni le critiche al progetto si sono puntualmente verificate.

Natale 2017: i Re Magi arrivano su Monte Calvi e Monte Valerio







sito: www.comitatopercampiglia.it
email: info@comitatopercampiglia.it



NATALE 2017:

I RE MAGI ARRIVANO SU MONTE CALVI E MONTE VALERIO.

            Lunedì 11 dicembre, con un certo anticipo, i Re Magi hanno portato ricchi doni a CAVE DI CAMPIGLIA spa e a SALES spa.
            Infatti con l'approvazione della Variante adottata tre mesi fa, il Sindaco ha garantito alle due società la sicurezza di potere scavare almeno quattro milioni di metri cubi dalle montagne di Campiglia, che senza questa approvazione e senza le proroghe ipoteticamente ammesse dalla legge avrebbero perso, visto che le scadenze delle concessioni erano tassativamente previste per il 2018 e nel 2020. In termini monetari si può valutare il pacco di Natale in circa centoventi milioni di euro di affari non sfumati senza che il Comune di Campiglia ne tragga alcun beneficio.
            Perché venissero rispettati i piani e quindi una scadenza certa per il ripristino ambientale del territorio, il Comitato per Campiglia aveva presentato cinque osservazioni che sono state tutte respinte. Le osservazione partivano dal fatto che solo CAVE DI CAMPIGLIA aveva denunciato una situazione di crisi che, in prossimità della scadenza della concessione, avrebbe costretto l'Azienda a licenziare dieci addetti.
            Questo evento era stato affrontato dal Sindaco rimangiandosi tutte le affermazioni fatte in tempi passati, promettendo di annullare la data di scadenza del 2018 e di rimandarla a tempi indeterminati. Incomprensibilmente questo criterio è però stato applicato anche per la Cava di Monte Valerio della SALES, che nulla aveva chiesto.
Così facendo il Sindaco a pochi mesi dall'uscita del nuovo Piano Regionale delle Attività Estrattive ha tolto alla Regione qualunque possibilità di gestire il sistema estrattivo di Campiglia che riveste una importanza di livello regionale e non solo locale,
            Questo aspetto, il fatto cioè che non si trattasse di fare “varianti al Piano Strutturale e al Regolamento Urbanistico di esclusivo interesse locale(le sole ammesse al punto 2 della delibera G.C. 2015/115), ha fatto affermare al Comitato che la variante è illegittima. I tecnici comunali hanno risposto dicendo che la variante è prevista dalle norme transitorie della legge urbanistica toscana del 2014 e che non contrasta con i principi fissati dalla delibera di Giunta citata del 2015.
Così facendo il Comune ha sconfessato sé stesso visto che la delibera di Giunta  ammette solo varianti per temi di esclusivo interesse locale e quindi esclude automaticamente quelli di interesse sovra comunali come è il sistema delle cave del Campigliese.
            Quello che più scandalizza è che l'inclusione della SALES tra i regali di Babbo Natale, è stata motivata dai Tecnici comunali dicendo testualmente: risulta irragionevole e sproporzionato, oltre che illegittimo, circoscrivere la modifica normativa alla sola cava di Monte Calvi.
            Così dicendo i tecnici comunali adottano un comportamento che non si limita a garantire l'applicazione delle leggi vigenti, come richiede la imparzialità del loro ruolo, ma si sostituiscono ai politici.
            Infatti usando le parole “irragionevole e sproporzionato” i tecnici cadono in una valutazione di tipo esclusivamente etico- politico inaccettabile così quando essi parlano di illegittimità senza  portare prove e  riferimenti legislativi.
            In conclusione questa triste storia si concluderà con la presentazione a breve di nuovi piani di coltivazione o di proroghe a quelli esistenti, che metteranno una pietra tombale sul futuro del paesaggio nella Val di Cornia.
            Il Comitato per Campiglia oltre a condannare ancora una volta il modo di fare politica di un Sindaco monocratico, denuncia e condanna anche il fatto che il Presidente della Regione e gli Assessori alle infrastrutture, mobilità, urbanistica, politiche abitative, attività produttive, al credito, al turismo, al commercio, all'ambiente e difesa del suolo, invitati formalmente a non girare la testa di fronte allo scempio in corso, si sono guardati bene dal rispondere.
            In clima evangelico quale è il Natale, potremmo allora dire non solo che i Magi sono arrivati a Monte Calvi e Monte Valerio, ma anche che Ponzio Pilato se ne sta a Firenze e che il povero paesaggio di Campiglia è finito in croce.
           
Campiglia Marittima 12 Dicembre 2017

Comitato per Campiglia
Arch. Alberto Primi




ciak si gira

CITTADINI AREA FIORENTINA
CIAK, SI GIRA !
Interpellato sulla sorte dei cantieri per il sottoattraversamento e la stazione AV, Renato Mazzoncini, ad di FSI, ha dichiarato che i lavori riprenderanno a febbraio e dureranno 3 anni. Ha anche ricordato che il progetto della nuova stazione prevede la realizzazione di 34 posti per bus attaccati allo scalo e di altri 130 subito a fianco. Ha aggiunto che: "Questo consentirà di spostare l' hub del servizio gomma regionale e turismo, visto quanto sono importanti gli autobus turistici a Firenze, e quindi consentire alla stazione di vivere".
Tutto fa pensare che non si voglia rimandare al dopo elezioni l'avvio della talpa e che si preferisca inscenare un'anteprima dello scavo, per garantirsi da un possibile cambio di maggioranza, scaricando l'onere dell'opera su chi guiderà il nuovo governo.
Quella che riparte però non è un'opera qualsiasi. Basti ricordare quanto dichiarò Raffaele Cantone nel 2016: "Il nodo fiorentino AV è un problema tutto italiano, un caso emblematico che non ci fa onore". Progetto inutile, spericolato, generatore di debiti e di processi, le cui ragioni, già fragili quando fu concepito nel 1995, si sono via via dissolte, soprattutto dopo che Ferrovie ha dichiarato di poter più che raddoppiare la capacità dei Nodi con tecnologie di nuova generazione per la gestione del traffico.
Quelle tecnologie rendono obsoleta qualsiasi "Grande" S. Maria Novella e superflui gli stessi due binari in più (con un Passante di superficie o sotterraneo).
Di queste opere l'azienda non saprebbe che farsene. Soprattutto la 'stazione Foster' rischia di tagliar fuori quella di S. Maria Novella, favorendo la concorrenza e determinando un salasso per la sua gestione, come avviene con altre fermate o stazioni passanti realizzate in Italia.
Se ora Ferrovie le accetta, pur consapevole della loro inutilità, è probabilmente su pressione dei politici locali che sostengono la chimera dell' "hub" ferro-gomma (bus regionali, a lunga percorrenza e turistici), di difficile accesso e incongruente rispetto ai consueti percorsi di visita. In compenso Ferrovie riscuoterà i ticket dei bus turistici (diminuendo le entrate del Comune di Firenze) e gli affitti dei servizi connessi ai bus.
Alla Foster, a 30 m. di profondità, fermeranno forse le Frecce che attualmente fanno capo a C. di Marte e forse qualche regionale proveniente dal Valdarno o da Prato/Pistoia/Lucca che rinuncia alla fermata di S. Maria Novella. Sono esclusi invece i regionali da Empoli/Pisa/Siena e dalla Faentina, mancando gli accessi al Passante sotterraneo. I passeggeri dovranno raggiungere il grosso dei regionali a S. Maria Novella, risalendo in superficie, prendendo un tram distante 300 m. e superando i 17 gradini di via Alamanni.
Tutto ciò nel momento in cui tre linee tranviarie stanno per congiungersi nell'intorno della stazione storica, stabilmente collocata al quarto posto in Italia per numero di passeggeri, fornita di tutte le funzioni utili all'intermodalità, all'interscambio con i regionali e di servizi accessori e commerciali Sembra il disegno di un matto dispettoso.
Quelle forze politiche e quegli amministratori che, alla vigilia di una consultazione elettorale, danno il via ad un'opera già definita dallo stesso Nardella: "un inspiegabile spreco di denaro pubblico", si assumono una grossa responsabilità.
Sarebbe essenziale che sulla questione TAV le forze di opposizione nei consigli elettivi (M5S, FdI, FI, Lega, MdP/LeU) non si presentassero in ordine sparso, su posizioni attendiste, ambigue o prese in prestito da altri. Per farlo dovrebbero innanzitutto riconoscere quali sono al momento le proposte in campo:
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1 – Proposta Rossi/Giani
Passante AV con 6 binari (2 sotterranei)
Stazione Foster sotterranea per AV + Circondaria di superficie per Reg.
2 – Proposta noTAV/Università
Passante AV con 6 binari in superficie (con adeguamento sede e galleria)
Stazione 'Firenze Novella' (Statuto) di superficie per AV/Reg.
3 – Proposta Ferrovie (2016)
Passante AV con 4/5 binari in superficie con nuove tecnologie di gestione e controllo
Stazione S. Maria Novella per AV/Reg. + complementare AV a C. di Marte
4 – Proposta Nardella/Mazzoncini (2017)
Passante per AV che non ferma a Firenze + quota AV/Reg. ?
Stazione Foster sotterranea per alcuni AV/Reg. + stalli bus (Hub treno/gomma)
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Per inciso ricordiamo la proposta comparsa nel 2016, e sinora poco conosciuta, di un Passante per i Regionali, con una sola galleria ridotta e meno impattante, a firma dell'arch. Re, su cui abbiamo riferito in precedenti notiziari.
Quanto a Ferrovie occorrerebbe che l'azienda confermasse, entrando nel dettaglio, il suo 'progetto di superficie' basato sulle nuove tecnologie chiarendo se dovrebbero convivere con l'Hub gomma-ferro, prima che quella notizia venga derubricata a fake news.
Fra le opposizioni quella in maggior difficoltà è MdP (Liberi e Uguali) come dimostra peraltro l'autosospensione dei consiglieri comunali. Il suo esponente di spicco, il governatore Rossi, è infatti tra i paladini del progetto originario. Mentre il M5S deve chiarire che tipo di passaggio di superficie appoggia: quello che si basa su nuove tecnologie e valorizza S.M. Novella (3) o quello a 6 binari con spostamento di AV e Reg. a Statuto (2).
Occorre infine che Mazzoncini ci aiuti a sciogliere un dilemma.
SE DICE CHE LA STAZIONE FOSTER NON TOGLIERA' NULLA A QUELLA DI S.M.NOVELLA VUOL DIRE CHE L'HUB E' SOLO UN ESPEDIENTE PER RECUPERARE I COSTI DI UN'OPERA INUTILE, PRIVA DI SIGNIFICATO TRASPORTISTICO, CON ENTRATE PRESUNTE DELLA MOVIMENTAZIONE DEL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE E DEI TICKET DEI BUS TURISTICI.
SE INVECE NON LO FOSSE E Lì SI CREASSE IL NUOVO NODO DELL'INTERSCAMBIO, COSA NE FAREMO DELLA STAZIONE DI S.M.NOVELLA ? SI RISCHIA UN GRANDE VUOTO URBANO CON INNESCO DI UN DEGRADO ACCELERATO DELL'INTERA ZONA E DI GRAN PARTE DEL CENTRO STORICO.
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un convegno sulla stazione di s.m.novella

CITTADINI AREA FIORENTINA
UN CONVEGNO SULLA STAZIONE DI S.M.NOVELLA
Segnaliamo questo Convegno riguardante il futuro di S. M. Novella, organizzato dalla Regione e dal giornale on line "Nove da Firenze", al quale parteciperemo.
Oltre ad una ricognizione sullo stato dell'arte in quell' area chiave, verrà anche illustrata la proposta alternativa di "Passante Regionale", già anticipata in nostri precedenti notiziari.
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lunedì 11 dicembre 2017

no all'abbattimento dei pini

CITTADINI AREA FIORENTINA
NO ALL'ABBATTIMENTO DEI PINI DI PIAZZA
DELLA VITTORIA !

Sull'acceso dibattito sviluppatosi in questi giorni sulla sistemazione di Piazza della Vittoria, ecco un resoconto del quotidiano on line Stamp Toscana sull'assemblea di mercoledì 6 dicembre e sul successivo incontro presso l'Assessorato all'ambiente


Piazza della Vittoria, esperti e cittadini difendono i pini

Stefania Valbonesi
Giovedì 7 Dicembre, 2017

Firenze – Riqualificazione o stravolgimento, è su questo dilemma che si danno battaglia amministrazione comunale e cittadini, quelli che ieri, numerosi e tuttavia avvertiti "all'ultimo minuto", hanno partecipato all'assemblea pubblica fissata dall'amministrazione (presente, oltre ai vertici degli uffici preposti al verde, anche l'assessora Bettini) per rendere partecipe la popolazione della nuova veste che prenderà piazza della Vittoria. Una veste che, come sottolineano nei loro interventi storici e architetti, potrebbe diventare la negazione di ciò che la piazza era e di ciò per cui fu progettata e pensata.
E' una piazza particolare, piazza della Vittoria a Firenze. Particolare per la sua storia: era già nel progetto del 1908, ma risale, per la realizzazione, al 1930. Particolare la sua conformazione: una pineta urbana suddivisa in un quadrato che è uno square, tipologia con importanti precedenti a Firenze, così ben studiata e costruita da risultare assolutamente innocua (la pineta) per abitazioni e strade, "respinte" a distanza oltre le aiuole. Inoltre, nessun problema di staticità, per i pini di oltre 10 metri, e regolari per forma e altezza (il che indica che furono impiantati tutti insieme e che l'intervento dell'amministrazione Bargellini nel 1955 si limitò a curarli e a semplici sistemazioni) in quanto, godendo di terreno attorno a radici e tronchi, hanno sviluppato il ben noto fenomeno della "rete" di radici, che permette di appoggiarsi gli uni agli altri. Tant'è vero che, avendo a disposizione il terreno, non mostrano le ormai famose radici in superficie, quelle che tanto allarmano cittadini e amministratori. Del resto, si parla di pini perché il vero problema alla fine fine sono proprio loro: quei 44 pini sopravvissuti agli anni e alle intemperie, che si ergono orgogliosi mostrando ancora la bellezza della pineta urbana.
E che sono nel cuore dei residenti, come ha dimostrato ieri l'assemblea che, dopo aver visto interventi che contestavano in particolare la mancanza di informazione circa l'assemblea stessa (è stata comunicata con un annuncio su Fb del quartiere 5, dicono i cittadini, oltre che con qualche locandina in un bar della zona), ha visto i residenti, con parecchi e qualificati interventi, schierarsi in maggioranza assoluta contro l'abbattimento degli ultimi 44 pini.
"I motivi per cui non sarebbe congruo abbattere questi pini sono molti – spiega il professor Mario Bencivenni, storico, esperto di giardini storici su cui ha dato alle stampe varie saggi, membro di Italia Nostra e della rete dei Comitati cittadini fiorentini – ma possono essere riassunti in tre punti: il primo è un problema storico, in quanto la piazza è non solo nata con un corredo di Pini, ma sono stati anche sistemati in modo che non producessero problemi di nessun tipo, con le case lontane e tutti accentrati nell'area di piena terra. In secondo luogo, è una questione estetica: la piazza impiantata nel 1930, vide una scelta precisa in quelli che erano, per l'epoca, gli alberi più rappresentativi dell'idea di architettura moderna. Tant'è vero che Michelucci considerava i pini marittimi, per le loro caratteristiche estetiche, gli alberi più "moderni" che si potessero utilizzare. Il terzo punto, non tuttavia ultimo per importanza, è rappresentato dalle caratteristiche del pino in città: intanto, la caduta degli aghi e lo sviluppo in altezza consente di camminarci sotto senza che venga intercettata la visione della piazza; poi, il pino è uno dei grandi "fabbricatori di ossigeno" ma produce meno ozono di altre specie. Dunque, in un contesto così specifico come l'area di piazza della Vittoria, dove l'ambientazione in terra rende quasi del tutto irrisorio il problema della staticità, l'unica cosa di cui ci si dovrebbe preoccupare è la manutenzione".
Argomento importante, quest'ultimo, anzi, a sentire il professor Bencivenni, imprescindibile da qualsiasi cura del verde. Nel caso specifico, addirittura nella bozza di progetto che i cittadini, tramite Bencivenni, potrebbero proporre in alternativa, c'è anche una previsione per, con gli stessi soldi che servirebbero al rafforzamento del verde della piazza, la formazione e l'impiego di tre "boscaioli"che potrebbero seguire i nuovi impianti per tre anni, il tempo minimo affinché le nuove alberature possano "svezzarsi".
Alberi, naturalmente, da intendersi per "pini", nel solco, come precisato, della scelta estetica compiuta negli anni '30 e poi rinforzata via via dalle amministrazioni che hanno rimesso mano alle alberature della piazza, tanto che si arrivò, nel dopoguerra, dopo i reimpianti dovuti alla decimazione del periodo bellico, a contare oltre 100 pini. " Una chance di mantenere il carattere della piazza e la sua tradizione estetica in una modalità che non crea nessun pericolo per i cittadini", conclude Bencivenni, ricordando anche il "bilanciamento" che verrebbe in essere rispetto alla strage dei lecci di via dello Statuto, causa il passaggio della tramvia.
Dunque, secondo quanto raccolto ieri sera, non sarebbe affatto necessario, per residenti ed esperti, "la sostituzione degli attuali 44 pini rimasti a seguito delle vicende storiche e degli eventi atmosferici eccezionali degli ultimi anni con un nuovo sistema verde costituito da 102 nuove piante di specie diversa: tigli, peri da fiore, pruni da fiore, lecci, cercidifilli", come recita la nota del Comune. E neppure, come hanno detto i cittadini, sono necessari i giochi per i bambini. "Non c'è niente di più bello, da che mondo è mondo – commenta qualcuno a margine – c he giocare a nascondino in una pineta". E il centro? L'area centrale asfaltata, è "da sempre – ricordano tutti - un ottimo spazio per giocare a pallone". Niente di buono dunque nel progetto del Comune? "Panchine e perché no, wifi"dice qualcuno. E se l'edicola si sentisse in pericolo, sotto quelle fronde pesanti (un ramo si distaccò qualche tempo fa facendo passare un brutto quarto d'ora all'edicolante) si potrebbe spostarla nel centro, lo spazio centrale asfaltato della piazza. Sempre ricordando la necessità che ci sia una manutenzione accurata: attualmente, per 74mila alberi circa che sostituiscono la foresta urbana fiorentina, ci sono tre "boscaioli" per quartiere. In ogni casi sembra di capire che a quei pini, compagni di giochi di generazioni nella piazza dall'aspetto inglese, impiantati con previdenza in modo da non far danni a case e marciapiedi, sono in ben pochi disposti a rinunciare. Anzi. " Piantiamone altri".
"Stamani dopo due ore di una riunione, programmata da tempo, sulla questione alberi in Assessorato all'Ambiente, pare che ci sia un'apertura dell'Assessore Bettini su Piazza della Vittoria, anche in seguito alla turbolenta riunione pubblica al Romito di ieri sera mercoledì 6 dicembre – è la nota diffusa oggi dalla presidente di Italia Nostra Maria Rita Signorini sulla questione - Sembrerebbe che da parte sua sia ora accoglibile l'idea, proposta ieri anche da Italia Nostra unitamente ai comitati dei Cittadini e da me sostenuta con forza stamani, di procedere al restauro della Piazza con nuovi impianti sul lato che è privo di alberi, alla sostituzione della pavimentazione e a una migliore organizzazione della fruibilità da parte del pubblico, panchine, vialetti ecc. Vedremo se alle intenzioni seguiranno i fatti. Per quanto riguarda i prossimi mesi anche per i nuovi abbattimenti previsti sui Lungarni Colombo e Aldo Moro, sembra si tratterà solo di alcune sostituzioni graduali di alberi in classe critica, procedendo col reimpianto delle alberature (circa 80) crollate nel fortunale del primo agosto del 2015″.
Foto: dagli archivi del Comune di Firenze. in copertina: progetto del 1924 ( i puntini rappresentano i pini). Interno articolo: stato nel 1995; relazione tecnica del 1931.
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venerdì 8 dicembre 2017

attenti al pino

CITTADINI AREA FIORENTINA
ATTENTI AL PINO !
Mentre si susseguono le proteste contro le politiche territoriali del Comune di Firenze, come in occasione della manifestazione del 2 dicembre nel centro storico, i convegni e gli incontri scientifici sul tema delle alberature in città, come quelli organizzati dal CCTA e da Italia Nostra di Firenze il 21 novembre e ancora sabato scorso per conto di Italia Nostra nazionale, l'Amministrazione fiorentina continua a procedere con il suo programma di abbattimenti come se niente fosse.
E ciò nonostante che negli Stati Generali del Verde urbano, tenutisi il 22 novembre in Palazzo Vecchio, a parte qualche diretto interessato, sia stata sostanzialmente bocciata la politica scellerata dell'Amministrazione fiorentina in tema di tutela e manutenzione delle alberature cittadine.
Dopo i filari dei viali Corsica, Guidoni, Belfiore e Strozzi, ghigliottinati l'estate scorsa, è ora la volta dei 43 pini residui di Piazza della Vittoria dei quali soltanto uno è probabilmente da abbattere, che dovrebbero essere sostituiti da un fantomatico progetto di riqualificazione della piazza fatto balenare qua e là su giornaletti locali e in qualche incontro con i commercianti e qualche liceale. Il tutto in un luogo interessato dal vincolo paesaggistico che ha sempre fatto parte dell'identità otto/novecentesca dei viali di circonvallazione e in presenza di una legge, la n. 10/ 2013 che oltre a riaffermare la priorità della conservazione e manutenzione delle alberature, prevede partecipazione e condivisione su progetti di questa rilevanza per il verde urbano.

Ma non basta in via Sirtori, nella zona di Campo di Marte, stanno per andar giù altri 40 alberi del giardino della scuola comprensiva "Dino Compagni" in seguito alla ricostruzione del vecchio edificio non più praticabile per la presenza dell'amianto. A questo abbattimento si oppone un gruppo di cittadini della zona e di genitori che partecipano al CCTA.


Intanto sulla questione di Piazza della Vittoria Italia Nostra e il Coordinamento Cittadino per la Tutela degli Alberi hanno presentato questa richiesta all'Assessore Alessia Bettini:

All'Assessore all'Ambiente del Comune di Firenze
Alessia Bettini
Firenze 4 dicembre 2017
Oggetto: Progetto di riqualificazione di Piazza della Vittoria.
I sottoscritti Mario Bencivenni a nome del "Coordinamento Cittadino Tutela Alberi" e Leonardo Rombai a nome di "Italia Nostra- Firenze"
Premesso
- che piazza della Vittoria è un importante e significativo tassello del sistema di verde urbano pubblico realizzato alla fine degli anni '20 e ulteriormente potenziato negli anni '50 del secolo passato e che pertanto va considerato un bene comune di particolare interesse storico-ambientale e quindi identitario per il quartiere Vittoria-Romito e per la città;
- che la partecipazione dei cittadini ad un progetto è cosa completamente diversa dalla comunicazione di un progetto già definitivo e che un vero dibattito pubblico, a nostro avviso essenziale per opere di questa rilevanza pubblica, deve precedere le scelte definitive ed esecutive
Chiedono
che, secondo quanto richiesto espressamente dalla legge 10/2013, venga illustrato, discusso e condiviso pubblicamente il progetto di Riqualificazione di Piazza della Vittoria a cui gli uffici da lei dipendenti stanno lavorando e che si prendano in considerazione eventuali proposte alternative prima di avviare qualsiasi procedura attuativa.
Distinti saluti
Per il "Coordinamento Cittadino per la tutela degli Alberi"
Prof. Mario Bencivenni
Per Italia Nostra Firenze,
prof. Leonardo Rombai
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