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domenica 13 gennaio 2019

S. Ferdinando (RC): Comitato per il riutilizzo delle case vuote della Piana


COMUNICATO

NASCE IL COMITATO PER IL RIUTILIZZO DELLE CASE VUOTE NELLA PIANA DI GIOIA TAURO A FAVORE DEI LAVORATORI CALABRESI ED IMMIGRATI

L’ odierna visita di Padre Alex Zanotelli alla baraccopoli di S. Ferdinando, domicilio precario fino alla disumanità, di centinaia di migranti, lavoratori agricoli della Piana di Gioia Tauro, con la presenza di Mimmo Lucano, sindaco sospeso pro-tempore di Riace, di rappresentanti del sindacato USB, di SOS Rosarno e di altre organizzazioni impegnate sui temi dell’accoglienza ed integrazione degli immigrati e dei diritti dei lavoratori per lo sviluppo sostenibile della Piana di Gioia Tauro, è diventata occasione per un deciso avanzamento del programma di riutilizzo delle decine di migliaia di case vuote della Piana di Gioia Tauro, per assicurare una residenza civile a tutti i lavoratori e cittadini della zona, sia immigrati che calabresi.
 La visita al campo ha significato l’ennesimo momento di indignazione e rabbia, da parte di Alex Zanotelli e degli altri convenuti, alla vista delle tremende, inaccettabili condizioni in cui sono costretti ad abitare centinaia di lavoratori immigrati, con problemi igenico-sanitari, ambientali, sociali ed individuali enormi, e standard abitativi lontanissimi da qualsiasi soglia minima di accettabilità.
Dopo la visita, in un’improvvisata assemblea nel campo, cui oltre a Zanotelli, Lucano e gli altri rappresentanti di associazioni e forze locali, hanno partecipato gruppi di migranti domiciliati nella baraccopoli, si è ribadito che è urgente trovare soluzioni abitative sicure e civili, per chiudere definitivamente la stessa baraccopoli e le altre forme di ghetto in cui sono stati costretti in questi anni i lavoratori immigrati, sia nella Piana che altrove. A questo proposito il presidente della Regione Oliverio, collegato telefonicamente dalla sua residenza, ha ricordato che la Regione Calabria è contraria alla realizzazione di ulteriori forme collettive di abitazioni precarie – macro contenitori fatti da tende o container – ed è pronta ad indirizzare le necessarie risorse su progetti di riutilizzo delle case vuote della zona, in perfetta concordanza con le proposte dei presenti all’assemblea.
Ancora, è stato ricordato quanto contenuto nella ricerca della Società dei Territorialisti con il LAPEI dell’Università di Firenze, diffusa in Calabria dall’Osservatorio sul Disagio Abitativo, e dai dati Istat 2011 ha conteggiato oltre 35 mila case o appartamenti vuoti nell’area della Piana, di cui oltre 15 mila nei comuni della fascia tirrenica, S. Ferdinando, Gioia e Palmi; per una quota di vuoto totale regionale che supera le 450 mila abitazioni.
I presenti alla fine della riunione hanno formato il nucleo promotore del “Comitato per il riutilizzo delle case vuote della Piana di Gioia Tauro per i lavoratori, calabresi ed immigrati”. Il Comitato verrà costituito ufficialmente durante l’assemblea apposita prevista per il prossimo venerdì 1 febbraio, presso il Municipio di S. Ferdinando, nei locali prontamente offerti dal sindaco Tripodi. Alla stessa assemblea sarà assicurata la partecipazione di rappresentanti di Regione, Città Metropolitana, comuni con i sindaci e amministratori, e molti componenti di forze sindacali e sociali, movimenti e associazioni culturali e ambientaliste.

S. Ferdinando (RC), 11 gennaio 2019                                        
Nucleo Promotore del “Comitato per il riutilizzo delle case vuote della Piana”

sabato 12 gennaio 2019

TURISMO NEI TERRITORI E NELLE CITTA’: BENI COMUNI ADDIO?






SUD EUROPA DI FRONTE ALLA TURISTIFICAZIONE
Secondo incontro nazionale della rete SET Italia
Firenze 1-3 marzo 2019
(bozza di programma)


TURISMO NEI TERRITORI E NELLE CITTA’: BENI COMUNI ADDIO?



Venerdì 1° marzo – Fac. Architettura – Piazza Ghiberti 27

mattina:
-      presidio contro la vendita di Mondeggi Bene Comune (?)
pomeriggio:
-      prologo itinerante nel centro storico
da Santa Maria Novella a S. Ambrogio: città in vendita e città resistente, con Firenze NoCost e Assemblea dei cardatori
-      presentazione del convegno presso la Scuola di Architettura dell'Università degli studi di Firenze
SET : Il Manifesto comune, gli obbiettivi, il metodo, la democrazia interna
-      relatore/i esterni (turistificazione e beni comuni?)
-      buffet serale a cura di Ark Kostruendo e Genuino Clandestino Firenze

Sabato 2 marzo – CSA Next Emerson – Via di Bellagio 15

TAVOLO 1 - Ambiente vissuto
·       Le città d’arte italiane “di dolore e ostello … non donna di province ma bordello”
Il quotidiano al servizio dei nuovi tenutari globali: patrimonio storico e rendite monopolistiche, la quotidianità come terreno di estrazione, capitale simbolico e espropriazione dei beni comuni, città brand e marketing dell'urbano, marginalizzazione e decoro nella città museo.
I nuovi soggetti del conflitto urbano e i possibili livelli di lotta per un modello ecologico, antagonista: difesa e creazione di beni comuni, resistenza dello spazio pubblico, evoluzione e riappropriazione delle culture locali, forme di narrazione di un'urbanità liberata.

TAVOLO 2 – La dimensione territoriale
·       Al Gran Bazar della città neoliberista: nuove infrastrutture e turismo globale
Logistica della turistificazione: infrastrutture come effetto o causa della monocoltura turistica, espulsione e pendolarismo lavoratori e abitanti nel parco a tema, impatto ambientale dell'industria turistica, land grabbing e appropriazioni speculative attorno alla città, paesaggio da bene comune a merce, il territorio al servizio della turistificazione.                                          
Pratiche di resistenza e riappropriazione: lotta alle grandi opere, prospettive ecologiche, uso collettivo dei beni alienabili, ricostruzione di paesaggi e narrazioni nel territorio urbanizzato.

I tavoli potranno articolarsi in due momenti:
a. L’onda speculativa, città per città
b. Resistenze e pratiche alternative

LABORATORI
Affiancheranno i due tavoli proponendo iniziative e performances/happening urbani

Il pranzo sarà a cura del CSA Next Emerson e Genuino Clandestino

Al termine ASSEMBLEA PLENARIA con mozione conclusiva, integrazione con la Rete europea, successivi appuntamenti.

Domenica 3 marzo – La Polveriera Spazio Comune – Via Santa Reparata 12

mattina:
-      Azioni e interventi in difesa dei Beni Comuni
Beni comuni e patrimonio storico: contro lo sgombero della Polveriera Spazio Comune e di Mondeggi- Fattoria senza padroni.
Azioni conclusive dei laboratori, portare SET nello spazio pubblico.


Lettera aperta alla Gabanelli

venerdì 11 gennaio 2019


No TAV - Lettera Aperta a Milena Gabanelli - La Pizia delle Grandi Opere Inutili e Imposte

              Comunicato Stampa
PresidioEuropa
Movimento No TAV
11 gennaio 2019
la parabola di una giornalista d'inchiesta passata dalla difesa dei diritti dei cittadini alla Voce di un Padrone
La Pizia delle Grandi Opere Inutili e Imposte


Cara Milena,
ci avevi abituati bene, ci eravamo affezionati al tuo modo di comunicare.
La tua esile figura, la tua calma, la tua determinazione erano la tua cifra.
I tuoi racconti erano rassicuranti perché trasudavano il coraggio di denunciare, di raccontare storie agli italiani che nessun altro era capace di fare.
Come la Pizia, sacerdotessa di Apollo, tu Milena svolgevi un ruolo quasi divino perché rivelavi il non svelabile, tutto ciò ti ha conferito un prestigio e una posizione elevata tra i tuoi colleghi giornalisti, fronteggiando una cultura politico-affaristica italiana, truffaldina, corruttrice e mafiosa.
Gli obblighi che ti eri assunta erano la purezza rituale, la credibilità, l'autorevolezza, la sobrietà.
Per vent'anni Report è stato il tuo tempio, la tua popolarità era tale che gli iscritti al M5S ti offrirono la candidatura a Presidente della Repubblica.
Questa decisione lascia nello sconcerto i tuoi fedeli ammiratori.
La ferita che ricevi è difficile da rimarginare, quasi come quella di Achille che muore colpito al tallone da Paride.
Hai così riacquistato il palcoscenico al quale attori e sacerdoti tengono sopra ogni cosa.
Ma il prezzo che hai dovuto pagare è alto, leggendoti il 7 gennaio scorso e ascoltandoti il giorno dopo, hai confermato di non possedere l'indipendenza del passato, ora non sei più devota agli interessi popolari e alla verità ma a quelli delle élite.
Il 2019 si sveglia in un Paese allo sbando, con due governi e quindi nessun governo, con terremoti in agguato, senza futuro, terrorizzato dai migranti, pronto ad armare i cittadini, gli ultrà delle curve degli stadi invocano san Salvini affinché li salvi.
Il 7 gennaio tu Milena decidi di schierarti, è il compimento della missione che ti hanno affidato entrando al Corriere della Sera/La7, forse non l'avevi nemmeno presentito.
Ti hanno affidato una missione rischiosa, dimostrare l'indimostrabile, difendere ad ogni costo il valore delle Grandi Opere Inutili e Imposte, salvare le imprese italiane che per decenni sono state foraggiate dallo Stato, quindi dai cittadini.
E lo fai come una scolara che, a corto di argomenti, copia di nascosto i suggerimenti che ti fanno arrivare Confindustria, il PD, Standard & Poor's, i sindacati, i Governi, i tuoi ex nemici …
Cara Milena,
ora volgiamo il nostro sguardo al coraggioso passato di Report per confermare l'attuale sconcerto nel quale hai collocato i tuoi fedeli ascoltatori.
Report ha dato ampio spazio critico il 20 settembre 2001 alla Grande Opera  - L'Alta Velocità, ricordiamo anche la puntata Com'è andata a finire del 29 aprile 2002.
Il 23 ottobre 2011, otto anni fa, hai oracolato chiudendo la puntata di Report Alberto Perino c'è chi dice no, ecco le tue inascoltate parole valide ancora oggi:
Si può fare una considerazione: in un momento come questo ha più senso, è più logico, investire dei soldi per creare occupazione, oppure metterli in un tunnel che in futuro trasporterà più velocemente delle merci prodotte a Kiev o a Lisbona, ma non è detto. Perché se su quella tratta non ci sarà abbastanza traffico ferroviario i costi del finanziamento, cioè i 20 miliardi che servono per realizzare la Torino-Lione, li dovrà mettere lo Stato. Cioè i nostri figli che oggi sono disoccupati. Forse è il caso di rivedere l'intera questione oppure fornire elementi, informazioni più convincenti.
Ti salutiamo sconcertati, lasciandoti alla tua nuova solitudine.
Milena la Pizia diventa oggi la signora Gabanelli, Addetta Stampa del sistema delle Grandi Opere Inutili e Imposte
La Gabanelli diventa, otto anni dopo quelle sue alate parole, la Voce del Padrone e si schiera a favore delle Grandi Opere Inutili e Imposte.
Lo ha confessato a Enrico Mentana al Tg La 7 del 7 gennaio: "Mi sono trovata ad affrontare questo argomento(delle Grandi Opere, N.d.R.) dalla parte delle imprese" ed ammette "Faccio tanti errori, in buona fede". Aspettiamo di conoscere il suo giudizio confidenziale su questa tua dichiarazione.
Grande è lo stupore dei cittadini avveduti perché gli argomenti che la Gabanelli ha offerto nel suo articolo del 7 gennaio 2019 sul Corriere della Sera sono il racconto della crisi di imprese di costruzione che per molti decenni hanno fatto profitti solo grazie ai sussidi dello Stato, una rendita parassitaria che ha fiaccato la loro capacità imprenditoriale di fronte alla concorrenza.
Si tratta con tutta evidenza di incapacità imprenditoriale, di capitani non coraggiosi che lamentano di non essere abbastanza assistiti dallo Stato.
Il presidente dei -prenditori Boccia è arrivato ad affermare il 3 dicembre a Torino, Città No TAV: "Dobbiamo proteggere i "nostri" Grandi Progetti dei Corridoi europei".

venerdì 11 gennaio 2019

Tamvia 3.2: brutta quella tramvia, sarà mica anche inutile ?

CITTADINI AREA FIORENTINA
BRUTTA QUELLA TRAMVIA, SARA' MICA ANCHE INUTILE ?
I DUBBI DEL DIRETTORE
Nell'articolo di martedì 8 gennaio intitolato "Tramvia, sei buoni motivi per una pausa di riflessione" il direttore del Corriere Fiorentino Paolo Ermini riassume in sei punti tutti i dubbi sul sistema tranviario in costruzione, chiedendo un ripensamento su tutta la questione.

Il dott. Ermini ricorda alcuni punti critici del sistema:

Popolose zone del Quartiere 4 non servite dalla Linea 1 e neanche da un' efficace rete bus.
Trionfalismi eccessivi sulla frequentazione di quella linea, vista la contestuale carenza di alternative e il sovraccarico di comitive turistiche imbarcate a Villa Costanza.
Assenza del benché minimo
piano per creare una rete vera e propria di trasporti. 

Stato desolante del servizio Ataf : ritardi continui, corse soppresse, assenza di servizi notturni, ecc.
Scarsa conoscenza degli effetti delle nuove tranvie sulla mobilità e sulla vita dei quartieri, soprattutto con l'entrata in servizio della Linea 2.
Troppa fretta nell'avviare il prolungamento per Bagno a Ripoli, per il quale si dovrebbero pensare modalità diverse di veicoli (busvia o addirittura tracciati interrati).

Il riposizionamento del Corriere, iniziato all'epoca dello scandalo della selva di pali alla Stazione (cfr due calzanti articoli di Ginevra Cerrina Feroni riguardanti lo scempio paesaggistico), era recentemente sfociato in un'intervista a Dario Nardella il quale, subito dopo aver presentato, come Sindaco della Città Metropolitana, la Linea 3.2 per Bagno a Ripoli, aveva fatto una mezza marcia indietro annunciando, questa volta come Sindaco di Firenze, che la città ha bisogno di respirare, che non c'è fretta e che "dopo giugno con la chiusura dei cantieri, ci godremo i risultati per un bel periodo".
 
Queste dichiarazioni innescano però la reazione della Lega contraria al proseguimento del tram (e addirittura intenzionata a rifare quanto realizzato) e la conseguente presa di posizione dei sindaci dell'area metropolitana e dei vertici regionali in difesa del trasporto pubblico minacciato dai "barbari". Tanto che il Corriere continuava il dibattito ospitando lettere ed interventi di lettori ed appassionati di tram.

Noi che abbiamo sempre denunciato una gestione della mobilità a tutto interessata meno che ai diritti degli utenti e dei cittadini, non possiamo che essere soddisfatti della presa di posizione del Corriere Fiorentino. E ciò prima ancora di chiederci perché lo faccia e solo adesso. Era comunque ora!

Anzi invitiamo il Direttore ad allargare questo dibattito sottraendolo al confronto tra supporter di un mezzo piuttosto che di un altro e ad allargarlo ad argomenti seri, cioè agli obbiettivi di un piano della mobilità e all'adeguatezza di ciò che si sta facendo per perseguirli.

Sugli obbiettivi hanno voce tutti i cittadini in quanto tali e in quanto operatori economici ed è bene che siano coinvolti con un vero e proprio Dibattito pubblico formalizzato e gestito secondo quanto indicato nella Legge regionale sulla partecipazione in merito alla realizzazione di opere di grande interesse ed impatto. Sui modi per raggiungere quegli obbiettivi invece occorrerebbe un confronto ampio e approfondito di veri addetti ai lavori che sottragga la città all'abbraccio soffocante più che decennale dei tecnici della società di project financing.

Tuttavia pensiamo che prima occorra fare alcune precisazioni.

Ciò che il direttore Ermini lamenta dipende dal fatto che la rete tranviaria è saldamente incardinata alla convenzione di concessione trentennale firmata nel 2005 tra il Comune di Firenze e la Tram di Firenze S.p.a. (società di project).Quest'ultima non realizza soltanto la tramvia, ma programma, pianifica e realizza tutto il sistema di trasporti dell'area fiorentina.

Attraverso passaggi sommariamente indicati nel precedente notiziario - Infrastrutture: il poco armonioso groviglio fiorentino, l'interesse pubblico nella gestione del tram, in apparenza soddisfatto fino al 2012 dalla partecipazione di Ataf in Gest, è stato successivamente sostituito dal puro tornaconto dell'esercente, nel frattempo finito al 100% nelle mani del gruppo francese Ratp.
Il Comune si trova così tra l'incudine delle clausole della concessione che lo costringono a subordinare il servizio su gomma  agli interessi della società tranviaria e il martello delle proteste degli utenti per i disservizi delle ormai privatizzate Ataf e Alinea nonché per le croniche paralisi della circolazione. Questo è lo stato delle cose.

A proposito di dibattito e di rispetto delle procedure si consideri che nel Referendum consultivo del 2008 i fiorentini si erano espressi a maggioranza per la cancellazione della linea 3 per Careggi ed oggi se la ritrovano moltiplicata con i prolungamenti per Bagno a Ripoli e Rovezzano.

Per uscirne occorrerebbe ripubblicizzare l'Ataf, rivedere la convenzione di concessione e metterne in gara i servizi.
Occorrerebbe redigere ed attuare il Piano Urbano della Mobilità da parte di un Comune dotato di Uffici tecnici all'altezza del compito.
Occorrerebbe infine istituire un'Autorità indipendente per la gestione della rete di trasporti dell'area metropolitana compreso il Servizio ferroviario metropolitano.

VASTO PROGRAMMA. HA VOGLIA IL DIRETTORE ERMINI DI FARSI PROMOTORE DI QUESTO CONFRONTO E DI SIMILI PROPOSTE ? IN TAL CASO CI RENDIAMO DISPONIBILI.













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[news-rete-dei-comitati] Suvereto


COMUNICATO STAMPA


A Suvereto nasce un Comitato contro il progetto Terna

È nato a Suvereto, in provincia di Livorno, per iniziativa di alcuni cittadini, un comitato che si propone di difendere il territorio dall'impatto ambientale che deriverebbe  dall'ampliamento della centrale ENEL dei Forni, come previsto dal progetto denominato "Sa.Co.I. 3" presentato dalla società Terna. Si tratta del potenziamento di una centrale di conversione dell'energia, che genera campi elettromagnetici e un impatto paesaggistico rilevante. L'impianto prevede capannoni alti 20 almeno metri e l'occupazione di altri 40.000 metri quadrati di suolo agricolo, con un significativo aumento di potenza rispetto all'attuale.
Quello di Suvereto è un territorio di pregio, nel quale gli impianti industriali mal si conciliano con l'agricoltura di qualità, il turismo sostenibile, il paesaggio e il patrimonio ambientale e culturale.
E' indubbio che il progetto di ampliamento della centrale dei Forni contrasta con quanto si è fatto sino ad oggi per caratterizzare il territorio con un nuovo modello di sviluppo, che ha visto il recupero di molte realtà agricole con il riappropriarsi di spazi ed immobili che parevano destinati all'oblio; il potenziamento  di tutte le attività agricole con eccellenze vitivinicole, olivicole e orticole riconosciute di primaria qualità a livello nazionale ed internazionale.

L'impatto ambientale sarebbe devastante, l'appesantimento paesaggistico insopportabile ed il danno di immagine irrecuperabile. In prospettiva sarebbe opportuno, piuttosto, un ridimensionamento e un graduale smantellamento degli impianti esistenti, non il loro potenziamento.

Come prima cosa il Comitato "No Sacoi3" ha elaborato una relazione tecnica sulle criticità del progetto a conclusione della quale si invitano tutti i cittadini di Suvereto ai manifestare in ogni modo civile il loro dissenso a "terna", mentre si chiede all'amministrazione comunale di esprimere un netto parere contrario sul progetto. Ora il neo Comitato si propone di informare i cittadini e di essere un punto di riferimento per tutti coloro che hanno a cuore la salute e il territorio. Si propone inoltre di allacciare rapporti con i comitati dei comuni limitrofi per contribuire a contrastare i vari pericoli in atto per l'ambiente della Val di Cornia (discarica, cave, ecc.)

per informazioni: rossano.pazzagli@unimol.it


Tramvia 3.2: infrastrutture il poco armonioso groviglio

CITTADINI AREA FIORENTINA
INFRASTRUTTURE: IL POCO "ARMONIOSO GROVIGLIO" FIORENTINO
La "nuova" Piazza Beccaria nel progetto definitivo della Linea 3.2

C'è anche la Tram di Firenze s.p.a. nel servizio di E. Fittipaldi  sull'Espresso del 16 dicembre intitolato "Condotte, il crac e l'odore del Giglio" che parla di un'inchiesta su quel fallimento avviata dalla Procura di Roma. Infatti la coppia del cemento, Duccio Astaldi e Isabella Bruno, proprietari dell'impresa di costruzioni avevano acquistato da Fabrizio Bartaloni, amministratore di quella società, le due aziende (Inso e Nodavia) che permisero loro di accedere all'appalto della Tav fiorentina, accollandosene i debiti e finendo per dissestare la loro azienda.

Lo stesso Bartaloni si è presentato nell'affollata assemblea indetta dal Sindaco di Bagno a Ripoli il 13 dicembre, alla presenza di Dario Nardella e dell'Assessore regionale Ceccarelli per illustrare il progetto definitivo della linea tranviaria che da Piazza della Libertà raggiungerebbe il comune a sud est dell'area metropolitana.

La storia tormentata delle infrastrutture fiorentine, in uno scenario politico nazionale e regionale profondamente mutato e alla vigilia della scadenza elettorale, rischia di concludersi con un naufragio. Ecco perché i vertici di un potere locale che forse non sa neanche con quale partito si presenterà alle prossime elezioni amministrative, si affrettano a rispettare le scadenze per ottenere 80 milioni dal Fondo europeo di sviluppo regionale, completando la progettazione esecutiva della linea 3.2 per Bagno a Ripoli con uno stanziamento di 3,31 milioni degli enti locali.

A tal fine Regione, Città Metropolitana, Comuni di Firenze, Bagno a Ripoli, Campi, Sesto e Scandicci hanno firmato il 20 dicembre una integrazione all'accordo per l'estensione del sistema tranviario fiorentino a completamento di un atto del 2016.
Da giugno si apriranno i cantieri per la Variante Centro storico della linea 2 (Lavagnini, Libertà, S. Marco), procedendo in parallelo con studi e progettazione delle estensioni per Sesto e per Campi, mentre la progettazione preliminare della linea 4, da Leopolda a Le Piagge, sta per concludersi.

Troppo lungo sarebbe ricostruire la storia della costosissima rete tranviaria fiorentina, un' opera che non abbiamo mai smesso di definire devastante. Un'unica convenzione del 2005 affida, con finanza di progetto, la gestione della linea 1 (allora in costruzione con appalto ordinario), la progettazione e realizzazione delle linee tranviarie 2 e 3, oltre che la gestione trentennale del sistema, alla società di project permettendogli di "sequestrare" la città con i cantieri per 20 anni.
La 3 non è in realtà una linea: è un insieme di "raccordi" e "diramazioni" che coprono l'intera città da Nord Ovest a Est. Da Fortezza a Careggi; da Fortezza, Libertà via Cure, Campo di Marte fino a Rovezzano; da Fortezza, Libertà, via Beccaria, Tempio, Colombo, Giannotti fino a Bagno a Ripoli. Un' area eterogenea, che per popolazione è più del 50% di quella di Firenze, e attualmente servita da ben 12 linee bus "forti":  la 1, la 3, la 6, 7, 8, 10, 11, 14, 17, 20, 23, 32.

 Attraverso atti aggiuntivi previsti originariamente (2007, 2008 e 2014), si fanno rientrare nella convenzione lavori complementari, si rimodulano i piani finanziari. Fallimenti e scandali di imprese costruttrici che paralizzano i lavori e la conseguente ristrutturazione nella composizione della società di project non cambiano le cose. Dal 2014, con una serie di atti legislativi tra i quali spicca lo "Sblocca Italia", si riescono ad ottenere i finanziamenti facendovi rientrare, oltre alle estensioni ad ovest, la linea 4 da Leopolda a Le Piagge, un tronco marginale, che in realtà è dannoso in quanto distrugge una tratta ferroviaria, sempre evitando la riapertura di una nuova gara, se non per le estensioni ad ovest. Cambia il contesto, si estende la rete, ma concessionario e società di progettazione, restano sempre gli stessi.

Il progetto definitivo della 3.2, presentato in due assemblee pubbliche, è stato preparato da Architecna Engeneering, la società di ingegneria di Messina che ha costruito tutto il sistema, ma ha perso l'unica commessa messa in gara (i prolungamenti per Sesto e Campi)





Attraversamento dell'Arno sul Ponte da Verrazzano e nuovo ponte stradale all'altezza di via Minghetti

La linea 3.2 nel piano di Ripoli con parcheggio auto e deposito vetture a ridosso del cimitero del Pino.

 Nonostante le annunciate mitigazioni riguardanti la presenza della rete aerea e il proclamato rispetto paesaggistico, sarebbe altissimo il prezzo ulteriore che pagherebbe la città se si realizzassero la Variante Centro storico e la linea 3.2:

  • il massacro dei viali di Circonvallazione con il conseguente ulteriore sovraccarico da traffico del viale dei Colli e delle strade collinari per gli spostamenti est ovest
  • lo scempio delle piazze; dopo Vittorio Veneto, Porta al Prato, di Beslan, Dalmazia, Leopoldo, Vieusseux, Stazione e Unità (queste ultime ridotte a piazzali di smistamento ferroviario), toccherà alle superstiti Libertà, S. Marco, Donatello, Beccaria
  • lo sterminio degli alberi tra Libertà e lungarno – viali Matteotti, pz.le Donatello, viali Gramsci, Giovane Italia, lungo viale Giannotti e fino a Bagno a Ripoli
  • il regalo del Ponte da Verrazzano alla Società Tram di Firenze
  • lo sbarco di un nuovo ponte sull'Arno all'altezza della attuale via Minghetti che porterà traffico privato nell'inadatta zona di via di Villamagna e piazza Gualfredotto
  • la trasformazione del paesaggio periurbano del piano di Ripoli in una periferia occupata da parcheggi e dal deposito delle vetture tranviarie.

L'amministrazione Nardella, come avviene anche per la questione aeroportospaccia per partecipazione la zuffa tra tifoserie avverse in una cittadinanza esasperata dalle croniche paralisi della circolazione e da un servizio bus disastrato, offrendo "facili" soluzioni per problemi mai risolti.

OCCORRE FERMARE QUESTA INSANIA IMPONENDO UNA MORATORIA E CONTESTUALMENTE:

LA DEFINIZIONE DI UN PIANO DELLA MOBILITA' DI TUTTA L'AREA METROPOLITANA E DI UNA VERA E COMPLETA ANALISI COSTI BENEFICI DELLA RETE TRANVIARIA, FATTA DA SOGGETTI TERZI 

LA LORO DISCUSSIONE ORGANIZZATA E PARTECIPATA CON LA POPOLAZIONE E LE CATEGORIE, PREMESSA PER QUALSIASI DECISIONE INFRASTRUTTURALE DI QUESTA PORTATA E COSTO.





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