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lunedì 11 dicembre 2017

no all'abbattimento dei pini

CITTADINI AREA FIORENTINA
NO ALL'ABBATTIMENTO DEI PINI DI PIAZZA
DELLA VITTORIA !

Sull'acceso dibattito sviluppatosi in questi giorni sulla sistemazione di Piazza della Vittoria, ecco un resoconto del quotidiano on line Stamp Toscana sull'assemblea di mercoledì 6 dicembre e sul successivo incontro presso l'Assessorato all'ambiente


Piazza della Vittoria, esperti e cittadini difendono i pini

Stefania Valbonesi
Giovedì 7 Dicembre, 2017

Firenze – Riqualificazione o stravolgimento, è su questo dilemma che si danno battaglia amministrazione comunale e cittadini, quelli che ieri, numerosi e tuttavia avvertiti "all'ultimo minuto", hanno partecipato all'assemblea pubblica fissata dall'amministrazione (presente, oltre ai vertici degli uffici preposti al verde, anche l'assessora Bettini) per rendere partecipe la popolazione della nuova veste che prenderà piazza della Vittoria. Una veste che, come sottolineano nei loro interventi storici e architetti, potrebbe diventare la negazione di ciò che la piazza era e di ciò per cui fu progettata e pensata.
E' una piazza particolare, piazza della Vittoria a Firenze. Particolare per la sua storia: era già nel progetto del 1908, ma risale, per la realizzazione, al 1930. Particolare la sua conformazione: una pineta urbana suddivisa in un quadrato che è uno square, tipologia con importanti precedenti a Firenze, così ben studiata e costruita da risultare assolutamente innocua (la pineta) per abitazioni e strade, "respinte" a distanza oltre le aiuole. Inoltre, nessun problema di staticità, per i pini di oltre 10 metri, e regolari per forma e altezza (il che indica che furono impiantati tutti insieme e che l'intervento dell'amministrazione Bargellini nel 1955 si limitò a curarli e a semplici sistemazioni) in quanto, godendo di terreno attorno a radici e tronchi, hanno sviluppato il ben noto fenomeno della "rete" di radici, che permette di appoggiarsi gli uni agli altri. Tant'è vero che, avendo a disposizione il terreno, non mostrano le ormai famose radici in superficie, quelle che tanto allarmano cittadini e amministratori. Del resto, si parla di pini perché il vero problema alla fine fine sono proprio loro: quei 44 pini sopravvissuti agli anni e alle intemperie, che si ergono orgogliosi mostrando ancora la bellezza della pineta urbana.
E che sono nel cuore dei residenti, come ha dimostrato ieri l'assemblea che, dopo aver visto interventi che contestavano in particolare la mancanza di informazione circa l'assemblea stessa (è stata comunicata con un annuncio su Fb del quartiere 5, dicono i cittadini, oltre che con qualche locandina in un bar della zona), ha visto i residenti, con parecchi e qualificati interventi, schierarsi in maggioranza assoluta contro l'abbattimento degli ultimi 44 pini.
"I motivi per cui non sarebbe congruo abbattere questi pini sono molti – spiega il professor Mario Bencivenni, storico, esperto di giardini storici su cui ha dato alle stampe varie saggi, membro di Italia Nostra e della rete dei Comitati cittadini fiorentini – ma possono essere riassunti in tre punti: il primo è un problema storico, in quanto la piazza è non solo nata con un corredo di Pini, ma sono stati anche sistemati in modo che non producessero problemi di nessun tipo, con le case lontane e tutti accentrati nell'area di piena terra. In secondo luogo, è una questione estetica: la piazza impiantata nel 1930, vide una scelta precisa in quelli che erano, per l'epoca, gli alberi più rappresentativi dell'idea di architettura moderna. Tant'è vero che Michelucci considerava i pini marittimi, per le loro caratteristiche estetiche, gli alberi più "moderni" che si potessero utilizzare. Il terzo punto, non tuttavia ultimo per importanza, è rappresentato dalle caratteristiche del pino in città: intanto, la caduta degli aghi e lo sviluppo in altezza consente di camminarci sotto senza che venga intercettata la visione della piazza; poi, il pino è uno dei grandi "fabbricatori di ossigeno" ma produce meno ozono di altre specie. Dunque, in un contesto così specifico come l'area di piazza della Vittoria, dove l'ambientazione in terra rende quasi del tutto irrisorio il problema della staticità, l'unica cosa di cui ci si dovrebbe preoccupare è la manutenzione".
Argomento importante, quest'ultimo, anzi, a sentire il professor Bencivenni, imprescindibile da qualsiasi cura del verde. Nel caso specifico, addirittura nella bozza di progetto che i cittadini, tramite Bencivenni, potrebbero proporre in alternativa, c'è anche una previsione per, con gli stessi soldi che servirebbero al rafforzamento del verde della piazza, la formazione e l'impiego di tre "boscaioli"che potrebbero seguire i nuovi impianti per tre anni, il tempo minimo affinché le nuove alberature possano "svezzarsi".
Alberi, naturalmente, da intendersi per "pini", nel solco, come precisato, della scelta estetica compiuta negli anni '30 e poi rinforzata via via dalle amministrazioni che hanno rimesso mano alle alberature della piazza, tanto che si arrivò, nel dopoguerra, dopo i reimpianti dovuti alla decimazione del periodo bellico, a contare oltre 100 pini. " Una chance di mantenere il carattere della piazza e la sua tradizione estetica in una modalità che non crea nessun pericolo per i cittadini", conclude Bencivenni, ricordando anche il "bilanciamento" che verrebbe in essere rispetto alla strage dei lecci di via dello Statuto, causa il passaggio della tramvia.
Dunque, secondo quanto raccolto ieri sera, non sarebbe affatto necessario, per residenti ed esperti, "la sostituzione degli attuali 44 pini rimasti a seguito delle vicende storiche e degli eventi atmosferici eccezionali degli ultimi anni con un nuovo sistema verde costituito da 102 nuove piante di specie diversa: tigli, peri da fiore, pruni da fiore, lecci, cercidifilli", come recita la nota del Comune. E neppure, come hanno detto i cittadini, sono necessari i giochi per i bambini. "Non c'è niente di più bello, da che mondo è mondo – commenta qualcuno a margine – c he giocare a nascondino in una pineta". E il centro? L'area centrale asfaltata, è "da sempre – ricordano tutti - un ottimo spazio per giocare a pallone". Niente di buono dunque nel progetto del Comune? "Panchine e perché no, wifi"dice qualcuno. E se l'edicola si sentisse in pericolo, sotto quelle fronde pesanti (un ramo si distaccò qualche tempo fa facendo passare un brutto quarto d'ora all'edicolante) si potrebbe spostarla nel centro, lo spazio centrale asfaltato della piazza. Sempre ricordando la necessità che ci sia una manutenzione accurata: attualmente, per 74mila alberi circa che sostituiscono la foresta urbana fiorentina, ci sono tre "boscaioli" per quartiere. In ogni casi sembra di capire che a quei pini, compagni di giochi di generazioni nella piazza dall'aspetto inglese, impiantati con previdenza in modo da non far danni a case e marciapiedi, sono in ben pochi disposti a rinunciare. Anzi. " Piantiamone altri".
"Stamani dopo due ore di una riunione, programmata da tempo, sulla questione alberi in Assessorato all'Ambiente, pare che ci sia un'apertura dell'Assessore Bettini su Piazza della Vittoria, anche in seguito alla turbolenta riunione pubblica al Romito di ieri sera mercoledì 6 dicembre – è la nota diffusa oggi dalla presidente di Italia Nostra Maria Rita Signorini sulla questione - Sembrerebbe che da parte sua sia ora accoglibile l'idea, proposta ieri anche da Italia Nostra unitamente ai comitati dei Cittadini e da me sostenuta con forza stamani, di procedere al restauro della Piazza con nuovi impianti sul lato che è privo di alberi, alla sostituzione della pavimentazione e a una migliore organizzazione della fruibilità da parte del pubblico, panchine, vialetti ecc. Vedremo se alle intenzioni seguiranno i fatti. Per quanto riguarda i prossimi mesi anche per i nuovi abbattimenti previsti sui Lungarni Colombo e Aldo Moro, sembra si tratterà solo di alcune sostituzioni graduali di alberi in classe critica, procedendo col reimpianto delle alberature (circa 80) crollate nel fortunale del primo agosto del 2015″.
Foto: dagli archivi del Comune di Firenze. in copertina: progetto del 1924 ( i puntini rappresentano i pini). Interno articolo: stato nel 1995; relazione tecnica del 1931.
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venerdì 8 dicembre 2017

attenti al pino

CITTADINI AREA FIORENTINA
ATTENTI AL PINO !
Mentre si susseguono le proteste contro le politiche territoriali del Comune di Firenze, come in occasione della manifestazione del 2 dicembre nel centro storico, i convegni e gli incontri scientifici sul tema delle alberature in città, come quelli organizzati dal CCTA e da Italia Nostra di Firenze il 21 novembre e ancora sabato scorso per conto di Italia Nostra nazionale, l'Amministrazione fiorentina continua a procedere con il suo programma di abbattimenti come se niente fosse.
E ciò nonostante che negli Stati Generali del Verde urbano, tenutisi il 22 novembre in Palazzo Vecchio, a parte qualche diretto interessato, sia stata sostanzialmente bocciata la politica scellerata dell'Amministrazione fiorentina in tema di tutela e manutenzione delle alberature cittadine.
Dopo i filari dei viali Corsica, Guidoni, Belfiore e Strozzi, ghigliottinati l'estate scorsa, è ora la volta dei 43 pini residui di Piazza della Vittoria dei quali soltanto uno è probabilmente da abbattere, che dovrebbero essere sostituiti da un fantomatico progetto di riqualificazione della piazza fatto balenare qua e là su giornaletti locali e in qualche incontro con i commercianti e qualche liceale. Il tutto in un luogo interessato dal vincolo paesaggistico che ha sempre fatto parte dell'identità otto/novecentesca dei viali di circonvallazione e in presenza di una legge, la n. 10/ 2013 che oltre a riaffermare la priorità della conservazione e manutenzione delle alberature, prevede partecipazione e condivisione su progetti di questa rilevanza per il verde urbano.

Ma non basta in via Sirtori, nella zona di Campo di Marte, stanno per andar giù altri 40 alberi del giardino della scuola comprensiva "Dino Compagni" in seguito alla ricostruzione del vecchio edificio non più praticabile per la presenza dell'amianto. A questo abbattimento si oppone un gruppo di cittadini della zona e di genitori che partecipano al CCTA.


Intanto sulla questione di Piazza della Vittoria Italia Nostra e il Coordinamento Cittadino per la Tutela degli Alberi hanno presentato questa richiesta all'Assessore Alessia Bettini:

All'Assessore all'Ambiente del Comune di Firenze
Alessia Bettini
Firenze 4 dicembre 2017
Oggetto: Progetto di riqualificazione di Piazza della Vittoria.
I sottoscritti Mario Bencivenni a nome del "Coordinamento Cittadino Tutela Alberi" e Leonardo Rombai a nome di "Italia Nostra- Firenze"
Premesso
- che piazza della Vittoria è un importante e significativo tassello del sistema di verde urbano pubblico realizzato alla fine degli anni '20 e ulteriormente potenziato negli anni '50 del secolo passato e che pertanto va considerato un bene comune di particolare interesse storico-ambientale e quindi identitario per il quartiere Vittoria-Romito e per la città;
- che la partecipazione dei cittadini ad un progetto è cosa completamente diversa dalla comunicazione di un progetto già definitivo e che un vero dibattito pubblico, a nostro avviso essenziale per opere di questa rilevanza pubblica, deve precedere le scelte definitive ed esecutive
Chiedono
che, secondo quanto richiesto espressamente dalla legge 10/2013, venga illustrato, discusso e condiviso pubblicamente il progetto di Riqualificazione di Piazza della Vittoria a cui gli uffici da lei dipendenti stanno lavorando e che si prendano in considerazione eventuali proposte alternative prima di avviare qualsiasi procedura attuativa.
Distinti saluti
Per il "Coordinamento Cittadino per la tutela degli Alberi"
Prof. Mario Bencivenni
Per Italia Nostra Firenze,
prof. Leonardo Rombai
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Chi voteranno gli eco-pacifisti?


Grandi opere, tutti i no del Movimento Cinque Stelle. Sono elencati da una fonte insospettabile, La Stampa, che fa propaganda elettorale: intenzionalmente contro M5S ma involontariamente a favore se il lettore è ambientalista. Tredici, secondo i grillini, le “grandi opere” inutili dannose costose da fermare, per un risparmio per le casse pubbliche di 10 miliardi, 9 al netto delle eventuali penali. Miliardi da utilizzare per manutenzione strade e ferrovie, incentivazione mezzi elettrici e piste ciclabili, assetti idrogeologici, sanità ecc. Ci permettiamo di aggiungere: piano nazionale di eliminazione dell’amianto. Tra i 13 disastri finanziari e ambientali da scongiurare: Tav Torino Lione, Tav Terzo Valico, Tav Milano-Trieste, Tav Firenze, Mose di Venezia, Ponte sullo Stretto, le due pedemontane lombarda e veneta, l’autostrada Orte-Civitavecchia, porto off-shore di Venezia, tangenziale di Lucca, bretella Sassuolo-Campogalliano.

E' partita la Carovana NO TAP. Lungo il tragitto incontri, assemblee, manifestazioni, per informare-comunicare-protestare contro questa ennesima "grande opera inutile, costosa, dannosa" che ci tocca tutte/i, a partire dal Salento dove approda il gasdotto proveniente dall'Arzebaigian, alle regioni percorse dal Gasdotto (Puglia, Basilicata, Molise, Abruzzo, Marche, Umbria, E.Romagna, Lombardia) , a tutte le altre in cui la speculazione profittuale unita alla devastazione territoriale ne combina di tutti i colori.Clicca qui le tappe del tour da Melendugno a Milano
Il glifosato ha contaminato terra, acqua, aria e il nostro approvvigionamento alimentare. Gli erbicidi a base di glifosato sono ora gli erbicidi più comunemente usati nel mondo. Clicca qui perché dovrebbe essere vietato.
La Comunità Europea autorizza l'uso del glisofato per altri 5 anni.  Gli equilibri sono stati spostati dal voto positivo della Germania, come conseguenza della fusione Monsanto-Bayer. A favore si sono espressi 18 paesi, 9 contrari, 1 astenuto. L'Italia ha votato contro.
Il glifosato in Italia resta vietato. Resta il divieto dell’uso nelle aree frequentate dalla popolazione o da “gruppi vulnerabili”, nei parchi, giardini, campi sportivi e zone ricreative, aree gioco per bambini, cortili e aree verdi interne a scuole o ospedali, ma anche in campagna in pre-raccolta “al solo scopo di ottimizzare il raccolto o la trebbiatura.
PFOA. Du Pont ha pagato 671milioni di dollari di risarcimenti, Solvay e Miteni finora neppure un euro. Clicca qui l’intervista all’avvocato Robert Bilott che ha condotto una battaglia legale durata 19 anni contro il colosso DuPont, in West Virginia, costretto a risarcire 3.550 richieste di lesioni personali .
Aggiudicato a Marco Ricci di Ercolano il Premio Luisa Minazzi all'ambientalista dell'anno. Antonello Brunetti commenta: tutti gli otto candidati sono vincitori poiché hanno fatto la scelta di vivere non per ottenere benefici personali, ma per il bene dell’intera collettività e di madre Natura. Sul Tav Terzo Valico accusa: i giornali hanno dimenticato tutto sul passato e i sindaci, che non so se definire sprovveduti o conniventi, fanno polemica solo sui 60 milioni di compensazioni. Se alcune opere sono realmente necessarie perché non le finanzia lo Stato visto che tanto è lui che paga le spese Cociv? Se si tratta di ulteriori rotatorie, cavalcavia e altre strade allora puzzano di mancetta a carico di tutti noi (lo Stato) per svendere paesaggio, vivibilità, salute. (continua)
Raoul Follereau, profeta degli ultimi. Il 6 dicembre cade il 40° anniversario dalla scomparsa di questo grande profeta della seconda metà del Novecento, che nel 1954 volle la Giornata Mondiale dei Malati di Lebbra, via via Rivolta in seguito all’inclusione di tutti gli ultimi (continua...)
A favore della "Ricerca della cura del Mesotelioma" Abbiamo versato altre 300 euro per un parziale di 1.125 euro. Contribuisci anche tu. Riceverai in omaggio i libri “Ambiente Delitto Perfetto” e/o “L’avventurosa storia del giornalismo di Lino Balza”. Invia mail a balzamd@gmail.com, specificando indirizzo postale, e ti indicheremo come effettuare la sottoscrizione.
Non volevo morire vergine. Il libro di una scrittrice con tetraplegia (continua...)
Messaggio di pace e salute inviato a 17.362 destinatari da Barbara Tartaglione - Responsabile della sezione provinciale di Alessandria di Medicina democratica Movimento di Lotta per la Salute
Via Dante 86 - 15121 Alessandria Tel. 3382793381

martedì 5 dicembre 2017

PETIZIONE: "CAMBIAMO L'ARIA" - STOP agli INCENERITORI e IMPIANTI di COMBUSTIONE di RIFIUTI e DERIVATI


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Di Massimo Piras Movimento Legge Rifiuti Zero 
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SOSTIENI con la tua firma e PARTECIPA ATTIVAMENTE alla Campagna nazionale "CAMBIAMO L'ARIA", una attività promossa dal Movimento Legge Rifiuti Zero per l'Economia Circolare e già sostenuta da varie Associazioni nazionali, mirata a favorire una vastissima aggregazione di organizzazioni civiche – lavoratori e sindacati di base – sindaci ed amministratori.
Chiediamo a tutti quelli che aderiranno che si impegnino a raccogliere le firme per tre diverse Petizioni da presentare ai presidenti di Camera e Senato ed ai membri del nuovo Parlamento eletto, presumibilmente a fine Marzo 2018. Lo scopo è di introdurre nella prossima legislatura le modifiche all'Articolo 35 del Decreto Legge 133/2014 (detto SBLOCCA-ITALIA), al D.M. Sviluppo Economico del 6/7/2012 ed alla Legge 549/1995 che rappresenta la necessità di:
1) FERMARE GLI INCENERITORI, con o senza recupero di energia, E GLI IMPIANTI DI COMBUSTIONE DI RIFIUTI O LORO DERIVATI (CSS – Biogas – Fanghi). Il Decreto Legge 133/2014 "Sblocca Italia" art. 35 prevede infatti il potenziamento dei 40 impianti esistenti al Centro-Nord e la costruzione di 12 nuovi inceneritori al Centro-Sud in totale antitesi con l'indirizzo Europea verso il recupero di materia ed il riutilizzo dei beni per la nuova "economia circolare".
2) REVOCARE GLI INCENTIVI, sotto forma di Certificati Verdi, ai cosiddetti "IMPIANTI IBRIDI" come gli INCENERITORI ED IMPIANTI DI COMBUSTIONE DI RIFIUTI O LORO DERIVATI (CSS – Biogas – Fanghi). Il Decreto Ministero Sviluppo Economico del 6/7/2012 ancora prevede di incentivare gli inceneritori e gli impianti "ibridi" di combustione di rifiuti con i Certificati Verdi, sebbene questi impianti non producono "energia da fonti rinnovabili" ma per la U.E. sono "impianti di smaltimento".
3) ESTENDERE L'ATTUALE ECO-TASSA A TUTTI GLI IMPIANTI DI COMBUSTIONE DI RIFIUTI, rinominandola come WASTE TAX, e prevedendo che sia devoluto INTERAMENTE A FINANZIARE RIDUZIONE – RICICLO – RECUPERO DI MATERIA.La legge 549/1995 ha introdotto la Eco-Tassa per disincentivare il ricorso alle discariche di rifiuti, prevedendone l'importo minimo e massimo del tributo da versare alla Regione secondo un importo approvato ogni anno. L'Eco-Tassa è pagata dai gestori di discariche ma con la Legge 221/2015 è stata estesa anche agli inceneritori senza recupero di energia ma limitando al solo 20% dell'importo, impianti di cui lo Sblocca Italia ha imposto la generale riconversione a recupero di energia.  La petizione prevede inoltre che il gettito della Eco-Tassa sia devoluta dalle Regioni interamente, e non solo per il 20% oggi previsto, per finanziare progetti di riduzione dei rifiuti, di recupero di materia e di bonifica di siti inquinati.
Per le centinaia di LAVORATORI che lavorano dentro e per le migliaia di PERSONE che vivono accanto a questi IMPIANTI TOSSICI, le cui polveri ultra-fini o nanoparticelle arrivano anche a centinaia di chilometri con i venti prevalenti, IL DANNO ALLA SALUTE è certificato da decine di indagini epidemiologiche e di studi scientifici basati sull'enorme aumento rilevato di PATOLOGIE CANCEROGENE e diverse altri danni al SISTEMA ENDOCRINO, al SISTEMA CARDIO-VASCOLARE, al SISTEMA RESPIRATORIO ed ulteriori patologie.
L'Europa ha previsto la graduale DISMISSIONE degli INCENERITORI in esercizio in quanto tecnologia obsoleta, l'Italia ha aderito e votato IN SEDE EUROPEA a favore dell'ECONOMIA CIRCOLARE, mentre in SEDE NAZIONALE ha approvato il DECRETO LEGGE 133/2014 detto SBLOCCA-ITALIA che all'articolo 35 prevede esattamente il CONTRARIO, motivo per cui abbiamo depositato RICORSO AL TAR LAZIO contro il Decreto attuativo il cui esito sarà stabilito il 28 febbraio 2018.
Infatti il potenziamento dei 40 INCENERITORI esistenti e la costruzione di 12 NUOVI INCENERITORI ha posto una pesantissima IPOTECA SUL FUTURO, dato che per ammortizzare il costo di un INCENERITORE da 300 MILIONI DI EURO NECESSITANO ALMENO VENTI ANNI DI ESERCIZIO "INCENTIVATO" con fondi pubblici dal Gestore Servizio Elettrico.
Il TESTO COMPLETO della proposta di legge è visionabile al seguente link:  http://www.leggerifiutizero.org/sito/attachments/article/29/4-wastetax_modulo%20finale.pdf 
ed invitiamo a SCARICARE E STAMPARE :
1) i MODULI CARTACEI di questa e delle altre due PETIZIONI in A3 su unico foglio fronte/retro per la RACCOLTA FIRME in piazza o tra i tuoi contatti, raccolta che NON richiede alcuna autenticazione;
2) le ISTRUZIONI che spiegano modalità per la raccolta firme cartacea e l'invio dei MODULI compilati presso la sede nazionale a ROMA;
3) la BROCHURE in A4 che spiega in termini semplici i contenuti di tutti e tre i temi;
3) il MODULO DI ADESIONE per Comitati ed Associazioni che si battono su questi temi ambientali e che vogliano far parte del Comitato Promotore Nazionale e diventare referenti comunali /provinciali / regionali della Campagna;
4) la bozza di DELIBERA COMUNALE x fare aderire il SINDACO / gli Amministratori del tuo COMUNE alla Campagna Nazionale "CAMBIAMO L'ARIA".
TUTTI I MATERIALI sono sempre scaricabili dal SITO WEB www.leggerifiutizero.org 
INFO ed invio di adesioni e foto da pubblicare sul sito a: leggerifiutizero@gmail.com       
Questa petizione sarà consegnata a:
  • Presidente della Repubblica Italiana
    Sergio Mattarella
  • PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI Laura Boldrini
  • PRESIDENTE DEL SENATO DELLA REPUBBLICA Pietro Grasso
    • Luigi Di Maio
      Ufficio presidenza M5S alla Camera dei deputati
    • Giulio Marcon
      Capigruppo Senato della repubblicaUfficio presidenza S.I. alla Camera dei deputati
    • Giovanni Endrizzi
      Capigruppo M5S Senato della repubblica
    • Loredana De Petris
      Capigruppo S.I. Senato della repubblica
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Postato da Associazione "Vivere in Valdisieve" su Associazione "Vivere in Valdisieve" il 12/05/2017 07:26:00 PM

Aeroporto, gli uomini in cravatta festeggiano la "bocciatura mascherata" della VIA ministeriale. Sapranno rispettare la legge?


Comunicato stampa 
perUnaltracittà - Laboratorio politico

Aeroporto, gli uomini in cravatta festeggiano la "bocciatura mascherata" della VIA ministeriale. Sapranno rispettare la legge? 

La Commissione tecnica VIA del Ministero dell'Ambiente ha integralmente confermato l'intero quadro prescrittivo contenuto nel parere già approvato a suo tempo. Si tratta di 142 prescrizioni che, per il peso che rivestono sul progetto, si trasformano a tutti gli effetti in una "bocciatura mascherata" dell'intera iniziativa voluta da Toscana Aeroporti, Matteo Renzi, Marco Carrai, Enrico Rossi, Dario Nardella, Confindustria, Confartigianato, Cna, uomini in cravatta e compagnia cantante. 

Già cantante, perché su questa approvazione si leggono ovunque commenti "estremamente entusiasti" (per citare Corporacion America Italia, azionista di controllo di Toscana Aeroporti). A tali personaggi - e a chiunque voglia affrontare il tema in buona fede - consigliamo però la lettura del pezzo di Fabio Zita* "Le 142 prescrizioni che rendono infattibile l'aeroporto di Renzi e Carrai" [https://goo.gl/uspmBc] a suo tempo pubblicato su "La Città invisibile", rivista di perUnaltracittà, che mostra come l'ampliamento dell'aeroporto fiorentino sia sostanzialmente irrealizzabile. Ricordiamo che, a fronte del parere oggi richiamato in toto dal Ministero, era stata predisposta una modifica pesante della normativa nazionale sulla VIA, che avrebbe dovuto consentire ai proponenti di evitare proprio la mole delle prescrizioni che oggi tornano in vigore. Modifica che, sia detto en passant, ha smontato l'efficacia della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale, e che pagheremo a caro prezzo in futuro. Il gioco delle tre carte per questa volta non è riuscito, e immaginiamo il fiele ingoiato dietro i sorrisi di circostanza di Sindaco, Confindustria & Co.

Poi, se i signori su citati vogliono continuare a festeggiare... festeggino pure. Sappiano che questa volta non finirà come nel 2003, quando la società Aeroporto di Firenze ignorò le prescrizioni e ingrandì illegittimamente lo scalo. Si legga a tal proposito "Peretola fuori legge dal 2003. Pubblicati grazie ai Comitati i documenti segreti sulla Valutazione di Impatto Ambientale" [https://goo.gl/jZDajU]. I cittadini e le forze migliori della città e della Piana tutta vigileranno affinché non si commettano scempi ambientali, giuridici, politici. 

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*Fabio Zita, architetto,  fino al 2014 dirigente del Settore VIA della Regione Toscana, membro della Commissione VIA nazionale, ha diretto in seguito il Settore Tutela, riqualificazione e valorizzazione del Paesaggio, coordinando fra l'altro la formazione del Piano Paesaggistico regionale.

giovedì 30 novembre 2017

Due convegni sugli alberi e qualche polemica

CITTADINI AREA FIORENTINA
DUE CONVEGNI SUGLI ALBERI E QUALCHE POLEMICA
Il Convegno organizzato da Italia Nostra e dal CCTA (Coordinamento cittadino per la tutela degli alberi) si è svolto in coincidenza con gli Stati generali del verde pubblico organizzati a Palazzo Vecchio dal Ministero dell'Ambiente e dal Comune di Firenze.
Vi invitiamo a leggere il resoconto che ne fa Stefania Valbonesi sul quotidiano on line Stamp Toscana perché, a nostro avviso, descrive bene, come dovrebbe fare un vero giornalista, le due iniziative che si sono tenute a Firenze il 21 e il 22 novembre, sull'importante questione delle alberature urbane.
Sul quotidiano La Nazione del 23 novembre l'assessore Alessia Bettini attacca Italia Nostra riguardo al numero degli alberi che saranno abbattuti, dicendo che i dati forniti sono errati. In realtà smentisce se stessa perché i dati sono quelli annunciati più volte da lei stessa e dai suoi uffici in merito al presunto e tanto sbandierato piano "onda verde". L'assessore se vuole davvero fare chiarezza su cosa si è fatto e cosa si farà sulle alberature cittadine nei prossimi mesi ha un mezzo molto semplice: pubblichi, come dovrebbe per legge, nell'albo pretorio online del Comune o nel sito del suo assessorato:
1. il progetto che si starebbe attuando,
2 . i relativi atti amministrativi esecutivi: ordini dirigenziali di abbattimento e relativi ordini di servizio (per gli abbattimenti /potature effettuate dal proprio personale) o capitolati di appalto per abbattimenti/potature affidate all'esterno,
3. visto che continuamente si fa riferimento e ci si ispira a linee "scientificamente" indicate da un dipartimento universitario incaricato a tal fine, pubblichi il testo dell'incarico affidato al D.S.P-A.A. Scuola di Agraria dell'Università di Firenze.
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Alberi, "rischio" e "manutenzione": due convegni a confronto

di Stefania Valbonesi



Intervento al Convegno "Per la difesa degli alberi della Città. Un bene e una risorsa da conoscere, tutelare, curare e incrementare" organizzato da Italia Nostra e CCTA (Coordinamento cittadino tutela degli alberi)
Firenze – Alberi. Abbattuti, ripiantati, manutenuti, senza manutenzioni. Alberi come abbellimento, barriere contro lo smog, alberi vecchi e pericolosi e giovani senza rischi, ma neppure senza influenze benefiche nell'ambiente. Oggi, a Palazzo Vecchio, si sono tenuti gli Stati generali del verde pubblico, nel Salone dei Cinquecento, convegno organizzato dal 'Comitato per lo sviluppo del verde pubblico' del Ministero dell'Ambiente, presieduto da Massimiliano Atelli, con l'assessora al verde pubblico Alessia Bettini e uno staff di prestigio,sul tema delle politiche del verde nelle città italiane. Ieri, al Teatro dell'Affratellamento in via Orsini, altro Convegno, organizzato da Italia Nostra e dal Ccta, acronimo che sta per Comitato Cittadino Tutela Alberi, dal titolo dal titolo "Per la difesa degli alberi della città", con il presidente di Italia Nostra Leonardo Rombai e fior d'esperti e studiosi di giardini, verde pubblico, urbanizzazione, e operatori del verde. Due convegni, due visioni. Da un lato, prevale il concetto del "rischio", dall'altro quello della conservazione-manutenzione. Ricordando che un albero di cinquant'anni ha creato intorno a se' un piccolo ecosistema che non sarà certo ricreato dal nuovo impianto, che solitamente riguarda una pianta molto giovane che abbisogna, per inserirsi nella nuova "dimora" di almeno due anni di manutenzione "dedicata".
III edizione degli Stati generali del Verde Pubblico organizzato dal
Ministero dell'Ambiente e dal Comune di Firenze

Eppure, le due posizioni potrebbero, almeno in teoria, non essere così lontane. Ad esempio, il principio di rischio, su cui si basa buona parte della politica degli abbattimenti comunale. Ebbene, come dice Luigi Sani, della Società Italiana di arboricoltura, la valutazione del rischio è cosa complessa, che non riguarda solo lo stato di salute dell'albero, o il suo "rischio" di crollo, ma anche la pericolosità "insita" ad esempio, nel luogo in cui si trova. Diverso è il bagolaro alle Cascine, in un luogo dove magari non passano le persone, o lo stesso albero, magari con lo stesso grado di "malattia" messo in un giardino pubblico sotto cui si recano le famiglie a fare un pic nic. Anche se, si oppone d'altra parte, se si accede al concetto di pericolosità, l'albero è in se' pericoloso. Diventa a rischio rispetto non solo all'eventuale patologia, ma a questa "più" la dimora fisica, che vale anche la considerazione degli stress cui è sottoposto.
E allora? "Allora, andando al concreto – dice il professor Mario Bencivenni, storico, autore di importanti saggi sui giardini storici, fra gli organizzatori del convegno cittadino tenutosi ieri – quando a Firenze si abbatte, lo di fa sulla valutazione della VTA", vale a dire di una certificazione specifica sulla salute degli alberi, la Visual Tree Assessment. Di cosa si tratta? E' un metodo che si basa sulla identificazione degli eventuali sintomi esterni dell'albero, che dovrebbero indicare la presenza di anomalie rispetto al legno interno. Se vengono individuati dei sintomi di difetto, questi devono essere confermati da metodi di analisi approfonditi e devono poi essere dimensionati. Così, alberi sani vengono esaminati in modo non distruttivo, e solo se i sospetti vengono confermati si procede ad un'indagine più approfondita dell'albero. In Italia la metodologia VTA è liberamente praticabile non essendo normativamente riservata ad alcun ordine professionale, tuttavia richiedendo complesse conoscenze interpretative agronomiche, botaniche e forestali, può essere svolta solo da dottori agronomi, da dottori forestali, da periti agrari e da agrotecnici iscritti nei rispettivi albi professionali. La VTA produce schede, che vanno dalla A alla D. A stretto senso, solo gli alberi in quest'ultima fascia dovrebbero essere abbattuti. Ma la valutazione di cui parliamo non prende in esame il "rischio generale" vale a dire quella complessa situazione con molte variabili di cui si parlava poc'anzi. E soprattutto, ci sono le competenze e le forze per non abbattere ma curare un albero in fascia C? …

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