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martedì 30 luglio 2013

Fwd: [ASSOCIAZIONE VALDISIEVE] PRESENTAZIONE PIANO TOSCANO RIFIUTI ZERO




LINEE D'INDIRIZZO PER UN PIANO REGIONALE RIFIUTI
CHE PUNTI  DAVVERO ALLA RIDUZIONE E AL RECUPERO DEI RIFIUTI.
NESSUN NUOVO INCENERITORE NE' AMPLIAMENTI  DI DISCARICHE.

LA RACCOLTA DIFFERENZIATA E IL RECUPERO SONO GIA' REALTA' IN MOLTI COMUNI DELLA TOSCANA!

VOGLIAMO UN CONFRONTO APERTO CON IL PRESIDENTE ROSSI.


Le presenti proposte e LINEE D'INDIRIZZO per il Nuovo Piano Regionale dei Rifiuti nascono dall'incontro avvenuto lo scorso 18 maggio presso il Comune di Capannori in cui il Predsidente della Regione Toscana Enrico Rossi (alla presenza anche dell'assessore Bramerini) dichiarò di VOLER APRIRE IL FUTURO PIANO RIFIUTI A "RIFIUTI ZERO" ED ALLE ESPERIENZE PIU' AVANZATE DI RACCOLTA DIFFERENZIATA E RICICLAGGIO PRESENTI IN TOSCANA.
"Il Tour della giunta Regionale partirà sabato dal Comune di Capannori e poi proseguirà nelle altre realtà dove si sono realizzate le migliori performance. Un Tour sulle migliori esperienze da cui potranno venire suggerimenti e idee utili a completare il nuovo Piano Regionale dei rifiuti che la giunta intende presentare e approvare entro l'estate" (tanto si dichiarava nella comunicazione stampa della Regione alla vigilia dell'incontro).

Il Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori, presente tra i relatori all'incontro con il proprio direttore Rossano Ercolini appena insignito in America del "GOLDMAN ENVIRONMENTAL PRIZE il più prestigioso premio per l'ambiente su scala mondiale per il suo contributo a costituire in Italia ed in Europa la RETE RIFIUTI ZERO, ha preso sul serio quell'impegno e presenta oggi il proprio contributo  per il nuovo Piano Regionale Rifiuti avendo compiuto, in quest'ultimo mese un Tour per le realtà più significative della nostra regione partendo dalle situazioni più problematiche (discariche di Peccioli e Rosignano) e concludendolo nel comprensorio dell'Empolese (la realtà più avanzata sul piano delle Raccolte Differenziate e del Riciclaggio).

Gli 11 comuni del comprensorio dell'Empolese- Valdelsa a cui se ne aggiungono altri quattro della provincia di Pistoia (Lamporecchio, Larciano, Serravalle e Monsummano), per un totale di circa 220.000 abitanti, viaggiano con percentuali di Raccolta Differenziata intorno all'85% avendo ottenuto, a partire dagli anni della maggior produzione di rifiuti, una riduzione dei rifiuti di circa il 40%. Questa operazione ha portato, nel tempo, alla realizzazione di 150 nuovi posti di lavoro a cui vanno ad aggiungersi altri 100 circa nell'indotto.
  


Alcuni altri dati importanti dimostrano che ; su circa 400.000 abitanti dislocati tra l'area della provincia di Lucca, della provincia di Pisa e del comprensorio empolese Val d'Elsa la media percentuale di Racconta differenziata supera il 70% già dal 2012 dimostrando che anche su contesti di "larga scala" è già dal presente ed ancor più in prospettiva è possibile realizzare prestazioni di recupero di materiali in linea con le realtà più avanzate del nostro Paese e d'Europa. In particolare su di un contesto di circa 100.000 abitanti della provincia di Lucca (comune di Capannori, comunni di Porcari, Altopascio, Montecarlo, Villa Basilica ecc per un totale di 80.000 abitanti e del comune di Seravezza) la percentuale di RD nel 2012 si attestava attorno al 70%. Nella provincia di Pisa su di un "campione" di circa 90.000 abitanti (comune di San Giuliano, di Calcinaia, di Ponsacco, Vecchiano ecc) il risultato si è assestato alla stessa percentuale.


Le presenti linee d'indirizzo derivano da esperienze già concretamente realizzate in Toscana e sono  anche il frutto del contributo di molte realtà territoriali come l'Associazione Rifiuti Zero di Firenze presente stamani con il contributo di Antonio Di Giovanni che ha steso la parte delle proposte relative al compostaggio.

Nel frattempo ci ha stupito sentire dalla voce dell'assessore Bramerini 10 giorni fa che nelle prime proposte per il Piano Regionale Rifiuti non si fa alcun riferimento ad una seria Riduzione dei Rifiuti (la prima priorità secondo la stessa scala delle azioni europee!) e si parla invece di raddoppio dell'incenerimento (la scelta più "antitetica" alle Raccolte Differenziate).
CI AUGURIAMO PERO', E IN QUESTO SENSO FAREMO TUTTO IL POSSIBILE, CHE IL CONFRONTO CON ROSSI NON SIA CHIUSO ED ANZI "RIPARTA" DA QUESTE NOSTRE PROPOSTE PER EVITARE CHE LA SUA APERTURA SIA SONO UN'OPERAZIONE DI FACCIATA!


Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori


Rete dei Comitati Popolari per la Legge Rifiuti Zero


Vedi il documento originale: https://docs.google.com/file/d/1rR0M6vdqDMWJb7BvmuUWzeyZaVMySrPK9oFKG4jHDCKKUk07I10Yul-Tlzom/edit?usp=sharing

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Postato da Blogger su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 7/30/2013 04:57:00 PM

lunedì 29 luglio 2013

Fwd: [ASSOCIAZIONE VALDISIEVE] MARTEDI’ 30 LUGLIO ORE 12,00 A FIRENZE - CONFERENZA STAMPA DEL CENTRO RICERCA RIFIUTI ZERO DI CAPANNORI

                                  

MARTEDI' 30 LUGLIO ORE 12,00 A FIRENZE PRESSO LA LIBRERIA FELTRINELLI  IN VIA DE' CERRETANI 30/32 R

CONFERENZA STAMPA

DEL CENTRO RICERCA RIFIUTI ZERO DI CAPANNORI
PER LA PRESENTAZIONE DELLE
LINEE D'INDIRIZZO PER IL NUOVO PIANO REGIONALE RIFIUTI DELLA TOSCANA

Come annunciato fin dall'inizio di Luglio il Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori presenterà martedì 30 Luglio le proprie « Linne d'Indirizzo per il nuovo Piano Regionale Rifiuti della Toscana ».

Il Centro Ricerca Rifiuti Zero da diversi anni lavora all'interno della strategia internazionale « RIFIUTI ZERO ENTRO IL 2O20 » ed a stretto contatto con i movimenti che, a livello europeo e mondiale, perseguono questa strategia. Nello scorso aprile il Direttore del Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori Rossano Ercolini ha riucevuto in America il GOLDMAN ENVIRONMENTAL PRIZE (il più prestigioso premio ambientale su scala mondiale) ed è divenuto PRESIDENTE DI « ZERO WASTE EUROPE » per il proprio impegno per lo sviluppo della Rete Rifiuti Zero in Italia (ad oggi vi hanno aderito…..)
Questo lavoto di approgfondimento sul Piano Rifiuti della Regione Toscana  nasce dall'invito che lo stesso Presidente Rossi rivolse ai primi di Maggio a Capannori anche al Centro Ricerca a dare il suo contributo per lo sviluppo di un nuovo Piano Toscano Rifiuti aperto alle buone pratiche e alle strategie più innovative.

Il lavoro del Centro Ricerca non si è limitato a studiare sulla carta i « numeri » necessari a stendere le nuove linee d'indirizzo del Piano Rifiuti ma si è svolto attraverso un vero e proprio « TOUR » che ha attraversato la Toscana per vedere da vicino sia le situazioni più problematiche sia approfondendo i risultati raggiunti dalle migliori « buone pratiche verso Rifiuti Zero » del nostro territorio (non solo l'esperienza di Capannori ma anche quella, estremamente avanzata, del comprensorio dell'Empolese).
Le proposte inoltre recepiscono le indicazioni di molte associazioni toscane tra cui L'ASSOCIAZIONE RIFIUTI ZERO DI FIRENZE CHE SARA' PRESENTE ALLA CONFERENZA STAMPA CON IL PROPRIO RAPPRESENTANTE ANTONIO DI GIOVANNI.
IL RISULTATO  DI QUESTA « RICERCA SUL CAMPO » SARA' PRESENTATO MARTEDI' 30 LUGLIO DALLO STESSO ROSSANO ERCOLINI (direttore del Centro Ricerca) E DA FABIO LUCCHESI (Coordinatore Toscano dei Comitati per la Legge Rifiuti Zero)  IN UNA CONFERENZA STAMPA CHE PERMETTERA' DI FARE IL PUNTO SUL FATTO CHE LE NUOVE LINEE D'INDIRIZZO POTREBBERO RENDERE CONCRETA SIA UNA FORTE RIDUZIONE DEI RIFIUTI DA SMALTIRE, SIA IL RAGGIUNGIMENTO DI PERCENTUALI MOLTO ALTE DI RACCOLTA DIFFERENZIATA E RECUPERO DEI MATERIALI DAI RIFIUTI (COME RICHIESTO DALLE INDICAZIONI DELL'UNIONE EUROPEA) SENZA DOVER FAR RICORSO  A NUOVI INCENERITORI O ALL'AMPLIAMENTO DELLE DISCARICHE ESISTENTI.
LA PRESENTAZIONE DELLE « LINEE D'INDIRIZZO » DEL CENTRO  RICERCA RIFIUTI  ZERO POTRA' PERMETTERE, COME CI AUGURIAMO, DI SVOLGERE APPIENO QUEL CONFRONTO CHE LO STESSO PRESIDENTE ROSSI HA DETTO DI VOLER CONTINUARE PRMA DELL'APPROVAZIONE DEFINITIVA DEL NUOVO PIANO RIFIUTI DELLA REGIONE TOSCANA CHE POTREBBE PORRE LA NOSTRA REGIONE ALL'AVANGUARDIA SUPERANDO L'ATTUALE FASE DI STALLO CHE VEDE LA TOSCANA APPENA AL 12° POSTO  TRA LE REGIONI ITALIANE PER RACCOLTA DIFFERENZIATA E RECUPERO.


IL CENTRO  RICERCA RIFIUTI ZERO DI CAPANNORI

SCARICA ORIGINALE: 
https://docs.google.com/file/d/1JiNFbTzrMM31xPpgYYtyoI6SxIwSxIKUUHZrY6DmlQrwv1YCFW4O8r8PVeQ5/edit?usp=sharing

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Postato da Blogger su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 7/29/2013 03:02:00 PM



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Associazione ValdiSieve

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martedì 23 luglio 2013

IL PIANO RIFIUTI ZERO DEL CENTRO RICERCA VERSO GLI ULTIMI PASSI MA L’APERTURA DELLA REGIONE TOSCANA A RIFIUTI ZERO E’ REALE ?


Il Centro Ricerca Rifiuti Zero di Capannori sta muovendo gli ultimi passi per giungere alla stesura definitiva del PIANO RIFIUTI PER LA REGIONE TOSCANA CHE SARA' PRESENTATO IL 30 LUGLIO IN UNA CONFERENZA STAMPA A FIRENZE.

Lo scorso 15 luglio il Centro Ricerca Rifiuti  Zero ha incontrato ad Empoli la realtà di Publiambiente che rappresenta, per la nostra regione, il polo più avanzato di realizzazione degli obiettivi della Strategia Rifiuti Zero. Gli 11 comuni del comprensorio dell'Empolese- Valdelsa a cui se ne aggiungono altri quattro della provincia di Pistoia (Lamporecchio, Larciano, Serravalle e Monsummano), per un totale di circa 220.000 abitanti, viaggiano con percentuali di Raccolta Differenziata intorno all'85% avendo ottenuto, a partire dagli anni della maggior produzione di rifiuti, una riduzione dei rifiuti di circa il 40%. Questa operazione ha portato, nel tempo, alla realizzazione di 150 nuovi posti di lavoro a cui vanno ad aggiungersi altri 100 circa nell'indotto. La gestione dello smaltimento avviene solo mediante una discarica a Montespertoli in cui vanno a collocarsi solo materiali trattati precedentemente in un impianto di compostaggio e stabilizzazione biologica.
Tutto questo dimostra che la Strategia Rifiuti Zero è perfettamente realizzabile anche in Toscana e dipende solo da scelte politiche condivise (come è avvenuto tra i comuni di questo comprensorio) e da una buona pianificazione industriale.
Alcuni altri dati importanti dimostrano che ; su circa 400.000 abitanti dislocati tra l'area della provincia di Lucca, della provincia di Pisa e del comprensorio empolese Val d'Elsa la media percentuale di Racconta differenziata supera il 70% già dal 2012 dimostrando che anche su contesti di "larga scala" è già dal presente ed ancor più in prospettiva possibile realizzare prestazioni di recupero di materiali in linea con le realtà più avanzate del nostro Paese ed d'Europa. In particolare su di un contesto di circa 100.000 abitanti della provincia di Lucca (comune di Capannori, comunni di Porcari, Altopascio, Montecarlo, Villa Basilica ecc per un totale di 80.000 abitanti e del comune di Seravezza) la percentuale di RD nel 2012 si attestava attorno al 70%. Nella provincia di Pisa su di un "campione" di circa 90.000 abitanti (comune di San Giuliano, di Calcinaia, di Ponsacco, Vecchiano ecc) il risultato si è assestato alla stessa percentuale.
 A fronte di questo lascia, francamente, sconcertati la presentazione della bozza di nuovo Piano Rifiuti avvenuta il 18 luglio da parte dell'assessore Bramerini alle realtà associative e sociali.
La bozza di nuovo piano, pur prevedendo positivamente obiettivi di Raccolta Differenziata del 70% entro il 2021 (con un recupero del 60%), poi fa scomparire « magicamente » qualsiasi effettiva riduzione dei rifiuti come, invece, sta avvenendo anche per inerzia nel trend attuale di crisi.
Ciò serve, evidentemente, a giustificare il mantenimento di una fase impiantistica sovradimensionata CHE PREVEDE ADDIRITTURA IL RADDOPPIO DELLA POTENZIALITA' D'INCENERIMENTO CHE PASSA DALL'ATTUALE 9% AL 20% !
Non riusciamo, onestamente, a credere che questo corrisponda alle intenzioni del Presidente Rossi di aprire il nuovo piano a Rifiuti Zero e alle buone pratiche esistenti in Toscana come dichiarato nell'incontro di inizio Maggio dallo stesso presidente Rossi. Ci sembra che su quella scelta politica significativa e condivisibile si stiano, invece, affermando logiche di mantenimento dello status quo e di difesa degli interessi dell'incenerimento CHE GIA' HANNO PORTATO LA NOSTRA REGIONE AL « MISERO » DODICESIMO POSTO IN ITALIA PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA ED IL RECUPERO. Vogliamo augurarci che ciò che abbiamo sentito non sia la parola definitiva rispetto al nuovo Piano Regionale Rifiuti perchè ciò cancellerrebbe le aperture di Rossi.
 Comunque il Centro Ricerca Rifiuti Zero terrà il 26 Luglio alle ore 17,00 presso la Sala Riunione del Comune di Capannori un'ultima riunione per « tirare le fila » dei numeri e delle esperienze raccolte nel proprio viaggio attraverso le realtà della Toscana e presentare, alla fine del mese, il proprio Piano e le proprie proposte alla Regione Toscana augurandosi che vi sia ancora spazio per un confronto proficuo.
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Scaricalo qui: https://docs.google.com/file/d/1g1uPufI2U0WchfzsdtYTM69Cj9xhVQyPGmB4vOlu-KQ1epRS7ax22N1oh6bA/edit?usp=sharing

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Postato da Blogger su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 7/23/2013 12:30:00 AM


Riccione: "VIA TUTTI GLI INCENERITORI ENTRO IL 2016"



----Messaggio originale----
Da: no-reply@blogger.com
Data: 23/07/2013 12.01
A: <cbum.jyjbia@libero.it>
Ogg: [ASSOCIAZIONE VALDISIEVE] Riccione: "VIA TUTTI GLI INCENERITORI ENTRO IL 2016"

DA OGNI PARTE ARRIVANO NOTIZIE POSITIVE SUL FRONTE DEI RIFIUTI, DOVE CONTINUANO AD AUMENTARE I COMUNI A RIFIUTI ZERO, PROVINCE E REGIONI CHE TENDONO A QUESTA SOLUZIONE, PUNTANDO AD ESCLUDERE DEL TUTTO GLI INCENERITORI.
L'articolo sotto si riferisce all'Emilia Romagna.
Attendiamo notizie positive anche per Selvapiana, la Provincia di Firenze e la Regione Toscana nel suo complesso con il PIANO ALTERNATIVO x LA REGIONE TOSCANA che sarà presentato il 30 a Firenze e che ROSSI dovrà far suo!

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Articolo: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10151785450363615&set=gm.623565177655861&type=1&relevant_count=1&ref=nf

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Postato da Blogger su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 7/23/2013 12:01:00 PM


giovedì 18 luglio 2013

Terza corsia Firenze Mare

La Regione Toscana da il via libera ad una delle opere pubbliche  più assurde: la terza corsia sull'A11, il contrario di una moderna mobilità pensando al 2025/2030.
  
  Con la conferma di dare il via libera alla terza corsia sull'A11, il  governo della Regione Toscana (insieme al governo Pd/Pdl/Monti) ha  deciso di sprecare alcuni miliardi di euro per una delle opere più  assurde:
  - sarà un'ulteriore cementificazione di un'area che - da Firenze a  Pistoia -  attraversata da 4 strade provinciali che corrono in  parallelo (a nord e a sud) all'autostrada A11 in un rettangolo di  territorio di circa 3 km di larghezza;
  - andrà a beneficio di poche grandi imprese, con pochissimi benefici  per le economie locali e quando (nel 2025?) sarà arrivata a Lucca  non servire più a niente, perché l'aumento dei carburanti (e una  crisi economica che non consente di vedere all'orizzonte nessun  rilancio dello sviluppo quantitativo) provocherà una riduzione del  trasporto su gomma delle persone e delle merci.
  - provocherà lo spreco di diversi miliardi di euro (850 milioni solo  per arrivare a Montecatini, ma con le revisioni dei prezzi  probabilmente non basteranno neanche per arrivare a Pistoia), che  potrebbero avere destinazioni mille volte più utili a partire dalla  modernizzazione della ferrovia da Pistoia verso Lucca, Pisa, Livorno  indispensabile per una moderna metropolitana di superficie (in  un'area dove risiedono più di 2 milioni di abitanti e decine di  migliaia di imprese).
  
  La frase che più mi indigna è che la terza corsia sarà una  boccata di ossigeno per la Teconomia e un miglioramento e  modernizzazione delle infrastrutture esistenti, con grande  attenzione alla riduzione dell'impatto ambientale. Abbiamo anche  chiesto al Ministero la riduzione del limite di velocità a 100 km orari nei tratti di autostrada che attraversano Firenze, Sesto  Fiorentino, Campi Bisenzio, Prato e Pistoia: in realtà, anche  come conseguenza di scelte di opere assurde come la terza corsia  sull'A11 (e il sottoattraversamento Tav a Firenze) continueranno a  mancare le risorse finanziarie pubbliche per opere davvero  necessarie, aumenterà l'inquinamento dell'aria e mi sembra  difficile che nel 2025 qualcuno potrà dire che Lei ha contribuito a  determinare una moderna mobilità sostenibile in Toscana.
  
  La frase che mi sembra più ridicola è il giustificare la  realizzazione di una terza corsia su un'autostrada con la  realizzazione di un nuovo casello autostradale a Pistoia e con  alcune opere di mitigazione acustica richieste dai Comuni di Monsummano e  Pieve a Nievole (in un tratto di 1500 metri), che insieme ad una soluzione per il superamento del "tappo" all'ingresso di Firenze  (che è la vera causa degli ingorghi che si verificano in alcune  ore), sarebbero interventi di modernizzazione dell'A11 che  costerebbero enormemente meno di quanto costerà la terza corsia.
  
  Caro Presidente Enrico Rossi, in quest'ultimo periodo avevo molto  apprezzato diverse delle sue posizioni politiche (a partire dalla  sua contrarietà ai cacciabombardieri F35): mi ero un po' illuso che  Lei voleva davvero ridefinire le priorità nella destinazione della  spesa pubblica anche in Toscana e che voleva contribuire ad un  futuro ecologicamente sostenibile.
  
  Giuliano Ciampolini, ex operaio tessile di sinistra.
  

P.S. - Fino a quando è esistito il PCI (e persino nei primi anni del  Pds), anche in Toscana la priorità che veniva indicata era la  modernizzazione dei tragitti regionali delle ferrovie, per costruire  una moderna mobilità: poi (anche nei  Ds, poi Pd) è prevalsa la  volontà di chi non ha più un progetto di cambiamento della  società italiana, alternativo allo sviluppo quantitativo e  devastante voluto dalle logiche dei poteri economici e finanziari  forti.
E' prevalsa  una politica succube e incapace di progettare un'altra  idea della modernità , guardando alla società che vogliamo nel 2030  e nel secolo in cui siamo, che chiede uno sviluppo economico e  sociale qualitativamente diverso, che non si realizzerà perché,  appunto, il denaro pubblico (sempre più scarso come conseguenza di  un debito gigantesco), può essere speso bene o male ed oggi anche  in Toscana è stata fatta una scelta per spenderlo male.
  

I vertici delle Ferrovie rinviati a giudizio per la strage di Viareggio

COMUNICATO STAMPA

Firenze, 18 luglio 2013

Moretti rinviato a giudizio per la strage di Viareggio, i vertici delle FS e delle ditte costruttrici dei tunnel TAV sempre indagati, Riccardo Antonini sempre licenziato mentre si annuncia la ripresa dei lavori nei cantieri fiorentini.

Moretti, amministratore delegato di FS, rinviato a giudizio per la strage di Viareggio: sempre in sella.
Maria Rita Lorenzetti, presidente Italferr indagata per associazione a delinquere per il sottoattraversamento di Firenze: sempre in sella.
Riccardo Antonini, tecnico delle FS resosi disponibile come tecnico di parte dei familiari delle vittime di Viareggio: licenziato.
Questa è la situazione ad oggi, poco prima che inizino i lavori nei cantieri TAV di Firenze. Un quadro politico e morale piuttosto pesante per i vertici delle Ferrovie e per le forze politiche che sostengono l'opera, senza dimenticare che anche i dirigenti delle ditte che dovrebbero realizzare l'opera sono tutti indagati.
Ma i soldi che arriverebbero con il sottoattraversamento sono "un'occasione che Firenze non può perdere". I soldi, questo pare il vero unico problema.
In questo momento quello che stride violentemente è la distanza tra chi è ai vertici del potere, sempre saldamente in sella e ossequiato da tutti i politici, in particolare quelli toscani, e chi nel suo piccolo cerca di essere a disposizione degli ultimi, come Riccardo Antonini che da esperto ferroviario si è messo a disposizione dei familiari delle vittime della strage del 29 giugno 2009; "incompatibile" è stato definito il suo ruolo di tecnico di parte con quello di dipendente delle FS.
Un altro caso, sempre nelle ferrovie, fa notare la doppia misura che vige in piazza della Croce Rossa: Andrea Bucari, un ferroviere di Terni è stato sospeso dal servizio senza stipendio nel 2011 perché indagato in questioni estranee al suo lavoro; la motivazione del provvedimento è stata perché sarebbe "venuto meno il rapporto fiduciario". Il Comitato NO TUNNEL TAV si chiede, sempre in attesa che la magistratura finisca il suo corso, come sia possibile che il rapporto fiduciario non sia intaccato in chi è accusato di reati che con l'esercizio del proprio lavoro in ferrovia hanno molto a che fare, come nel caso di Moretti e della Lorenzetti.
Il Comitato si chiede infine come sia possibile, in questo scenario vergognoso, auspicare la riapertura dei cantieri TAV di Firenze come se nulla fosse successo. Il silenzio imbarazzato, finora, dai palazzi del potere fiorentino sono ulteriore conferma del disastro politico in cui versa la città.
L'unica cosa positiva in tutta questa vicenda è che forse, a Viareggio, qualche passo verso una vera giustizia è stato fatto.

Comitato NO TUNNEL TAV
338 3092948
 

mercoledì 17 luglio 2013

COMUNICATO STAMPA: A Taranto si muore perché si è fumato troppo….

 
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MEDICO O PADRONE NON FA DIFFERENZA  QUANDO LA SCIENZA DEL MEDICO E' QUELLA DEL PADRONE!
- Giulio A. Maccacaro, 1972 –

La storia si ripete sempre due volte - è stato detto - prima come tragedia e poi come farsa.
E' quello che si è reso ancora una volta evidente dopo avere letto le affermazioni del commissario all'ILVA Enrico Bondi, che ha attribuito i morti accertati per tumore di Taranto non a causa dei fumi e dell'inquinamento dell'ILVA, ma al fumo di sigaretta.
Al crimine perpetrato contro i lavoratori e i cittadini segue una giustificazione qualsiasi. 

Abbiamo letto che vi è una relazione scientifica di 44 pagine a firma (notizia da stampa) di 4 professori: Paolo Boffetta, Carlo La Vecchia, Marcello Lotti, Angelo Moretti, che demolirebbero quelle degli scienziati nominati dal Tribunale e pure i risultati dello studio Sentieri (Ist. Superiore di Sanità).
Saremmo lieti di poterla leggere e ci piacerebbe altrettanto sapere quanto hanno ricevuto gli esperti dell'ILVA al seguito di questo prezioso lavoro. 

In tanti processi, quali parti civili, come medicina Democratica, per malati e morti da lavoro o da inquinamento ambientale, ne abbiamo visti e sentiti tanti di scienziati che hanno scritto e detto di tutto pur di salvare i responsabili, ma, nella gran parte dei casi, le condanne non sono mancate.
per trovare scienziati che dicono qualunque cosa basta pagare, e più si paga e meglio si dice…, se del caso, anche il falso…. 

Vi è stata una gran levata di scudi al seguito delle affermazioni di Bondi, ma chiediamo: perché prendersela solo con Bondi e non, anche, con chi lo ha nominato?
Non vogliamo continuiamo a subire, e, per di più, passare per ingenui o per stupidi! 

Milano, 15 luglio 2013 

Fulvio Aurora
MEDICINA DEMOCRATICA NAZIONALE
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Fonte Articolo http://blog.libero.it/lavoroesalute/12193843.html
Fonte Immagine QUI



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Postato da Blogger su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 7/17/2013 06:25:00 PM

lunedì 15 luglio 2013

Piano Regionale Rifiuti: FUORI DEFINITIVAMENTE TESTI!


Queste le indiscrezioni che emergono dall'articolo sotto del Corriere Fiorentino:
  1. TESTI è FUORI dal piano
  2. Discarica Le borra, se ne parlerà nel 2021
  3. Via anche l'inceneritore di Ospedaletto a Pisa
  4. Niente linea aggiuntiva ad Arezzo
  5. Per SELVAPIANA un momento di riflessione (che, sapendo come la pensano i nostri amministratori, potrebbe significare solo che se il "SOLCO" che questi hanno fatto in Regione, per andare ad insistere sull'inceneritore, è molto profondo probabilmente l'impianto rimane nel PIANO, se il solco è poco profondo......chissà! Ma stando alle parole del sindaco Pinzani all'ultimo consiglio comunale, loro erano molto impegnati ad andare in regione ogni giorno per capire come si mettevano le cose!).
Il resto purtroppo brutte notizie per gli inceneritori maggiori come Case Passerini, Montale (!!) e Livorno.
Anche se speriamo che ci siano ancora dei margini di ulteriore riflessione!



Scarica articolo originale: https://docs.google.com/file/d/0B5uPVnFGS9xwc0REZlliM3ZmRXc/edit?usp=sharing








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Postato da Blogger su ASSOCIAZIONE VALDISIEVE il 7/15/2013 01:17:00 PM

giovedì 11 luglio 2013

LA FIRENZE DI RENZI





CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

La Firenze di Renzi: volumi zero o densificazione/cementificazione?

Il caso del Piano di Recupero(?) di Via Villani, zona Piazza Tasso/Collina di Bellosguardo).

 

Il Sindaco di Firenze si distingue per i grandi proclami ad effetto che spesso si perdono nelle cortine fumose della propaganda mediatica ma che poi nascondono realtà ben diverse.

Renzi da tempo si presenta come il Sindaco che ha varato il primo Piano Strutturale a volumi zero, ma la pratica quotidiana dell’ urbanistica fiorentina è di fatto ancora improntata ad una  miriade di varianti al PRG vigente, oggi in regime di salvaguardia in attesa del Regolamento Urbanistico. Ciò produce micro e medi interventi di saturazione e cementificazione del territorio cittadino: da quello clamorosamente concluso e autorizzato recentemente in Via Arnoldi (blocchi di appartamenti tre piani fuori terra in zona Soffiano all’interno dell’area di vincolo della collina di Bellosguardo) a quello in procinto di essere autorizzato in via Villani e contro il quale un Comitato di cittadini della zona da anni si sta battendo.

Basta confrontare lo stato attuale dell’edificio (un piano fuori terra di pregevole fattura costruito nel 1903 a ridosso del viale del Poggi e alle pendici della Collina di Bellosguardo) con il fabbricato che si vuole realizzare (tre piani fuori terra completamente nuovi e dalle forme nettamente in contrasto con il contesto) per capire che più che di Piano di Recupero si deve parlare di demolizione completa dell’esistente e di ricostruzione ex novo.

Anche in questo caso alle proteste e alle osservazioni sollevate da cittadini impegnati nella difesa della loro città, o anche più semplicemente della porzione di città in cui vivono (un’esigenza questa  più che legittima e da rispettare) gli amministratori rispondono con apodittici giudizi quali quelli espressi dall’Assessore Meucci dopo il democratico e pacifico “FlahMob” messo in atto mercoledì 10 in via Villani:

“Prima di diffondere comunicati e di organizzare manifestazioni di protesta, credo che sarebbe giusto e logico cercare la verità; cosa che evidentemente al comitato ‘Oltrarno fuori le mura’ non interessa. “ 

In realtà le cose non stanno proprio così. Infatti è proprio dal “Comitato Oltrarno fuori le mura” che abbiamo appreso la notizia  e ricevuto  tutta la documentazione relativa a questo ennesimo episodio di pessima gestione urbanistica ed edilizia che caratterizza l’amministrazione fiorentina.


                                       


Dalla lettura di tutta la documentazione relativa al cosiddetto Piano di Recupero dell’immobile posto in Via Villani e di proprietà della Soc. Le Quinte di Giudici Lorenzo, con progetto redatto dallo Studio Red Associati sono emersi vari interrogativi ai quali l’Assessore Meucci nel suo comunicato stampa non fa cenno né risponde:

1.    Come può l’ufficio comunale da lei dipendente e competente della pratica definire “Piano di Recupero” un intervento che prevede in zona A “Centro storico fuori delle Mura“ la completa distruzione di un manufatto ad un solo piano fuori terra risalente al 1903 e la sua sostituzione con un nuovo edificio di ben tre piani fuori terra?

2.    Come è possibile che la responsabile del procedimento e l’Assessore all’Urbanistica accettino senza dubbi la legittimità dell’inserimento dell’immobile in classe 6 effettuata nel 2005 con variante alla classificazione valutata dai redattori del PRG e delle relative NTA?   Chiunque abbia capacità di giudizio libera da preconcetti o da interessi non può non capire come un edificio dalle caratteristiche di quello di cui stiamo parlando e risalente ai primi del Novecento non possa essere classificato in classe 6, e neppure nell’originaria classe 5, ma addirittura in classe 4, soggetto soltanto ad opere di tipo conservativo o a ristrutturazioni che non ne modifichino né le volumetrie ne le caratteristiche originarie.

3.    Infine come è possibile dichiarare che questo progetto di recupero sia compatibile e conforme con quanto indicato da un Piano strutturale che continuamente il Sindaco Renzi e i suoi collaboratori definiscono come il primo Piano strutturale a “volumi zero”?  Anche solo intravedendo la soluzione proposta con il blocco massiccio di tre piani fuori terra che si vorrebbero realizzare nell’angolata fra Via Giano della Bella e Via Villani questa soluzione è chiaramente un intervento di grave densificazione di un tessuto urbanistico che proprio nella sua leggerezza e discontinuità fra vuoti e pieni ha il suo valore principale ereditato dal passato. La nostra città già abbondantemente cementificata negli ultimi cinquant’anni non ha bisogno di altri pieni, ma avrebbe bisogno di più vuoti; almeno salviamo quelli esistenti!

Per questi motivi crediamo sia giusto appoggiare la battaglia dei cittadini del “Comitato dell’ Oltrarno fuori le mura” e chiediamo all’Assessore e ai suoi dirigenti di rispondere ai legittimi dubbi posti da un’ operazione edilizia che va nella direzione della densificazione e della cementificazione, oltre che dello stravolgimento delle caratteristiche di una zona di pregio paesaggistico  della nostra città.





venerdì 5 luglio 2013

FIASCO TRAMVIE





CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI CITTADINI - FIRENZE

FIASCO TRAMVIE 2°

PROVACI ANCORA PD !


 

                                                                                                                                                                                                                                                         

Si è recentemente svolto un Convegno organizzato dal Circolo degli Ecologisti Democratici di Firenze sulla Mobilità sostenibile. Scopo del Convegno era quello di rilanciare i progetti di tramvie e i loro prolungamenti (di tram o di tram-treno) per la Piana, Campi e Prato.

In affanno per la paventata perdita dei finanziamenti della UE “il correntone” del PD fiorentino rilancia, in chiave anti Renzi (accusato di ambiguità sulla questione) la vecchia cura del ferro. Era presente tutto lo stato maggiore del Partito: dal Presidente della Regione Enrico Rossi al Presidente della Provincia Andrea Barducci. Ampia la partecipazione di tecnici ed amministratori che da anni si affaccendano attorno a diverse ipotesi di linee di tram e di tram-treno.

 

Sembra quasi che meno chilometri di tramvia si fanno (7,5 dai primi atti amministrativi) più se ne immaginano, senza sottilizzare troppo sulla loro fattibilità.

 

In un esasperante “gioco dell’oca” sulla pelle della città (non limitato al solo problema della mobilità) ritornano vecchie ipotesi.

Ad esempio il sempre caro agli ex DS passaggio dal Duomo, riproposto da Barducci e formalmente ancora in essere.

Ma anche “l’uovo di Colombo” di Renzi e Bonaccorsi per l’attraversamento in sotterranea del centro che non è certo una novità.  Era infatti il ’93, all’epoca del PRG Morales/Franchini/Vittorini, quando per assicurare l’attraversamento est-ovest di Firenze si prevedevano due linee di metropolitana leggera che, incrociandosi in Piazza Beccaria e alla Stazione di S. Maria Novella, andavano da Varlungo a Sesto/Osmannoro e da Bagno a Ripoli verso Careggi, con diramazione per Scandicci. Sono passati esattamente 20 anni da allora, quel piano della mobilità fu poi messo nel cassetto (assieme agli studi di Winkler) all’avvento della Giunta Primicerio nel ’95. La metropolitana fu considerata inadeguata per Firenze e sostituita dalla tranvia. Ipotesi, polemiche, elaborazioni progettuali e referendum si sono susseguiti e alla fine, a parte la non risolutiva Linea 1 e l’abbattimento di numerosi alberi nei viali, nulla è stato fatto.

 

Ma qual è lo stato dell’arte delle tramvie fiorentine? Lo ha riassunto Giacomo Parenti Direttore dello Sviluppo Urbano del Comune: mentre per la Linea 1 i soldi ce li hanno messi gli Enti locali attraverso varie forme di finanziamento (Appalto di lavori), per le Linee 2 e 3 dovevano essere i privati che, costruita l’opera, per rientrare dall’investimento avrebbero gestito tutt’e tre le linee (Finanza di progetto). Nel frattempo tre ditte costruttrici (BTP, Consorzio Etruria e Impresa S.p.a.) sono fallite, mentre in seguito alla crisi economica le banche (in particolare MPS e Banca Intesa) sono entrate in sofferenza ed è dovuta intervenire la Cassa Depositi e prestiti. Con il recentissimo fallimento di Impresa S.p.a. però tutto si è bloccato.

Al momento quindi, come ha detto Rossi, non resta che “piatire” presso la UE una proroga (fino al 2019) degli unici finanziamenti pubblici (36 M€).

Purché si trovi entro il 2014 un privato disposto ad impegnarsi in tale quadro di incertezza.

Siamo insomma all’improvvisazione e all’esercizio della fantasia che si manifesta nel Piano Strutturale non meno che nelle previsioni a braccio e nei probabili esiti del Regolamento Urbanistico. Una tramvia che desse accessibilità ad un centro dal quale abitanti e attività fossero stati espulsi non avrebbe molto senso. Occorre quindi governare le funzioni urbane avendo un’idea di città e soprattutto un Piano della Mobilità.

 

data la palese impasse che la vicenda tramvie, o meglio della mobilità a Firenze, sta incontrando, non solo per motivi di finanziamento, ma soprattutto di progetto,  chiediamo che ogni scelta in merito alle future linee tranviarie sia subordinata alla redazione, discussione e approvazione del Piano della Mobilità e della sosta da anni promesso e mai  realizzato.

 

MA sia anche preceduta daUN SERIO PIANO ECONOMICO: UN KM DI LINEA SOTTO FIRENZE, IN PROSSIMITA’ DELL’ARNO, PUO’ COSTARE ANCHE IL DOPPIO DELLE CIFRE OTTIMISTICHE di cui si parla (45-50 M€/KM).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

                     







giovedì 4 luglio 2013

LEGAMBIENTE: Petizione--> Chi inquina paga - Chi produce meno rifiuti deve risparmiare

 
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Al Presidente del Consiglio dei ministri Enrico Letta
Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare Andrea Orlando
Al Ministro dell'economia e delle finanze Fabrizio Saccomanni

Chi produce meno rifiuti deve essere premiato. La nuova tassazione a carico delle famiglie e delle aziende deve essere equa e premiare i comportamenti virtuosi. La nuova tassa sui rifiuti, la Tares, rischia invece di aggravare ulteriormente il peso fiscale sugli italiani. È un'ingiustizia. Il Governo deve rivedere il nuovo tributo sui rifiuti, che deve rispettare il principio europeo "chi inquina paga" e deve essere calcolato solo sulla effettiva produzione di rifiuti indifferenziati, permettendo alle utenze più virtuose di pagare meno.

Leggi tutto il testo della petizione

FIRMA QUI --> http://www.legambiente.it/italiarifiutifree/petizione#.UdVdEayFXyQ